Quest’ultima parte del mondiale di Formula 1 è tutta caratterizzata da orari inusuali per noi europei, con il fuso orario di Greenwich (o quasi).
Il Giappone due settimane fa’, adesso la patria di Mao Tse Tung e il 21 ottobre si concluderà dall’altra parte del mondo con il GP del Brasile.
Domenica prossima, quindi, il circus resta in estremo oriente passando nel paese più controverso: la Cina di Hu Jintao. Tanto controverso per le idiosincrasie che manifesta il colosso orientale: un livello di povertà tra i più alti al mondo ma un’economia in forte espansione; grattacieli modernissimi, immensi e magnifici che si contrappongono all’ultimo baluardo del regime comunista; una densità demografica immensa, facendo da sola più di un quarto della popolazione mondiale; e altrettanta concentrazione di industrie, tra le più grandi al mondo, che sfornano ogni tipo di prodotto; senza dimenticare la questione Mattel, il colosso dei giocattoli americano, che ha portato al ritiro, per difetti di fabbricazione (in Cina), di oltre 8 milioni di articoli (principalmente la famosa bambola Barbie).
E infine questo: il locale Gran Premio di Formula 1, con il suo modernissimo e costosissimo circuito (sembra siano stati spesi 450 milioni di dollari per costruirlo: stranezze del comunismo). (continua…)


Unicef Italia
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