L’autopensionamento di Fidel Castro non e’ gia’ piu’ notizia da prima pagina.
Un tempo i dittatori comunisti scomparivano per un raffreddore. Ora, vanno in pensione lasciando ai figli l’incarico di proseguire il prestigioso percorso di distruzione economica dei paesi, di svilimento della popolazione e di incarcerazione dei dissidenti.
Osserviamo ansiosi l’ evolversi di questa novita’, prendendo per il momento atto che il virus del raffreddore nella categoria di cui sopra e’ stato debellato.
22 Febbraio 2008 at 8:47
Parlo da straniero, e cioé che Cuba ha vissuto nella maniera migliore.
Però io ho amato la Isla Grande. E non so se senza l’impronta di Castro sarebbe mai stata quella che è. Non c’è terra dei Caraibi che sia tanto famosa e salga alla ribalta (non solo per le bellezze naturali) quanto Cuba.
Circa il cambio generazionale… non potrà essere la stessa cosa. Raul non è Fidel. E poi molto è cambiato nel mondo ed essere l’unico bastione del comunismo antitetico è inevitabilmente anacronistico.
Temo un’invasione senza freni da parte del capitalismo in pochi mesi.
A parte i fatti storici, critico il grande vecchio di non aver tentato (o forse non esserci riuscito) una graduale apertura della nazione e del popolo verso l’esterno per prepararlo all’onda – inevitabile – che subirà di qui a poco.
PS: manco da L’Avana dal 2000. Forse è molto cambiata