Un’interessante normativa è quella appena introdotta dal Governo con il Decreto Interministeriale del 21 gennaio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 19 febbraio 2007, in relazione alle “dimissioni volontarie“.

Da quello che emerge, il provvedimento stabilisce l’adozione di un modulo informatico (chiamato MDV: Modulo Dimissioni Volontarie) per la presentazione delle dimissioni volontarie appunto, valido su tutto il territorio nazionale, dotato delle caratteristiche di non contraffazione e falsificazione, rendendo nulle le dimissioni presentate in altra forma.

In pratica il lavoratore che volesse dare ‘volontariamente’ le dimissioni dal lavoro, prima deve comunicarlo al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e solo dopo – ricevuto una sorta di protocollo autorizzativo con un ‘codice univoco di comunicazione‘ – protrà completare il processo presentando le dimissioni al datore di lavoro; il quale poi a sua volta dovrà, entro 5 giorni, perfezionare le dimissioni con una nuova segnalazione al sistema MDV che chiuderà il processo.

Questa operazione, che può apparire un po’ farraginosa, in realtà si prefigge di escludere le ipotesi (neppure tanto circostanziali) di imprese che assumano nuovi dipendenti solo a fronte della consegna – preventiva e contestuale all’inserimento - da parte dei lavoratori stessi di una ‘lettera di dimissioni volontarie con data in bianco‘ (paraculi).
Questo, sembrerebbe non più verificabile se è vero che la mancanza di una formalizzazione ministeriale rende di fatto nulle le dimissioni.

Il sistema è solo eseguibile in via telematica on-line mediante – in modo esclusivo – il modulo prestabnilito dalla legge, che é visionabile e scaricabile qui di seguito: Allegato A.
Secondo le modalità tecniche stabilite dall’Allegato B al decreto.

Sicuramente l’applicabilità è per il lavoro a tempo indeterminato, per quello a collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) e per quello di associazione in partecipazione. Mi è meno chiaro – ma per analogia non comprendo le ragioni di esclusione – se attuabile anche per il contratto a tempo determinato e a progetto (nel caso di dimissioni volontarie antecedenti la fine del contratto).

Tutto questo a partire dal prossimo 5 marzo 2008.

Per una volta sembra che questo Governo abbia fatto qualcosa di interessate [essendo a termine non ha nulla da guadagnarci :) ]. Adesso dovremo comprendere la reale applicabilità e (soprattutto) applicazione.