Dani Pedrosa, torero de España
Pubblicato da Dadi su 30 Marzo 2008
Le qualifiche di sabato (e per la verità tutte le sessioni di prove dell’intero week-end) sul circuito di Jerez avevano decretato il campione Jorge ‘porfuera’ Lorenzo il più forte di tutti; il distacco sul giro secco – che gli è valsa la pole - con gomme da tempo sul secondo in griglia, Daniel Pedrosa, era stato imbarazzante: 6 decimi di secondo.
Chiunque avrebbe scommesso un euro sull’inevitabile passeggiata del maiorchino sulla pista spagnola d’avanti al pubblico di casa. Una vittoria facile facile.
Ma la gara – come sempre in questi casi – è un’altra cosa.
Appena i semafori si spengono (che le telecamere non fanno vedere) con uno scatto felino troviamo le 2 Honda ufficiali in testa a tutti.
Hayden però si perderà di lì a poche tornate; mentre appare agli occhi degli appassionati sportivi l’ipotesi più attesa: una sfida a denti serrati tra i due paladini locali, Lorenzo e Pedrosa.
Ancora più indietro Rossi e Stoner recuperano tante posizioni e sembrano gli unici a riuscire a tenere il passo degli iberici.
Valentino Rossi appare subito in palla; l’australiano della Ducati invece non sente un buon feeling e al tornantino va lungo nella ghiaia: non cade ma perde tantissime posizioni (almeno una dozzina).
Il leader della corsa autorevolmente è Pedrosa, al quale curiosamente dai box continuano a esporgli cartelli equivoci che indicano un distacco minore di quello che effettivamente è con l’inseguitore (anche un paio di secondi in meno). CURIOSO!!
Già al 3° giro Rossi di forza sorpassa il compagnio Lorenzo e prende subito qualche metro.
Le Ducati chiudono la classifica: sono le ultime 4 moto; dimostrando le grandi difficoltà della desmosedici sul tracciato di Jerez. Casey Stoner però ci prova a recuperare terreno, nel tentativo di raccimolare più punti possibile, e prova a tenere un passo che gli faccia superare gli avversari che lo precedevano. Vede la possibilità di arrivare anche al 5° o 6° posto. Poi a 4 giri dalla conclusione, mentre è lanciato sul breve rettilineo di Jerez nel tentativo di sorpassare Nakano e Vermuelen calcola male le misure (c’è anche il sospetto di una leggera toccata con il giapponese) proprio in fondo al malefico tornantino che lo aveva visto lungo a inizio gara; e come allora anche questa volta finisce nella ghiaia; e ancora una volta riesce a rimanere in piedi e a continuare la corsa. Ma si dovrà accontentare dell’11° posto e 5 punti.
Altra storia è quella di Andrea Dovizioso; parte malissimo e finisce all’ultimo posto; poi una corsa tutta d’attacco, ma con tanta diligenza e aggressività che gli permettono di recuperare tante posizioni giro dopo giro. Con le 2 coppie di Honda-Repsol e Yamaha-FIAT lontanissimi, la 5^ piazza che Andrea era riuscito a conquistare poteva considerarsi un grande evento. Peccato però che proprio l’ultimo giro sarà galeotto per il romagnolo: nel tentativo di giocarsi proprio il 5° posto con Loris Capirossi, finisce leggermente lungo in curva e viene sopravanzato anche da Toseland e Hopkins e dovrà chiudere ottavo.
Dani Pedrosa ha fatto gara solitaria, vincendo, senza mai rischiare il piano alto del podio, con quasi 3″ di vantaggio sul secondo, il dottor Rossi che è felice e festeggia come se avesse vinto: lui è il primo dei piloti gommati Bridgestone, è il primo delle Yamaha ed è arrivato d’avanti al suo pericoloso compagno di squadra. E per una volta è andata male anche a Stoner. Subito dietro, quindi, è arrivato Jorge Lorenzo.
Così al termine:
| 1 | D. Pedrosa (SPA) | Repsol Honda |
45.35.121 |
| 2 | V. Rossi (ITA) | Fiat Yamaha | 2.883 |
| 3 | J. Lorenzo (SPA) | Fiat Yamaha | 4.339 |
| 4 | N. Hayden (USA) | Repsol Honda | 10.142 |
| 5 | L. Capirossi (ITA) | Rizla Suzuki | 27.524 |
| 6 | J. Toseland (GBR) | Yamaha Tech 3 | 27.808 |
| 7 | J. Hopkins (USA) | Kawasaki | 28.296 |
| 8 | A. Dovizioso (ITA) | Honda JiR Scot | 28.449 |
| 9 | S. Nakano (JAP) | Honda Gresini | 32.569 |
| 10 | C. Vermuelen (AUS) | Rizla Suzuki | 35.091 |
| 11 | C. Stoner (AUS) | Ducati Marlboro | 42.223 |
| 12 | M. Melandri (ITA) | Ducati Marlboro | 44.498 |
| 13 | A. West (AUS) | Kawasaki | 45.807 |
| 14 | A. De Angelis (RSM) | Honda Gresini | 45.871 |
| 15 | T. Elias (SPA) | Ducati Alice |
1.09.558 |
| 16 | S. Guintoli (FRA) | Ducati Alice |
1.14.442 |
Così dopo 2 gare in testa al mondiale troviamo D. Pedrosa con 40 punti, seguito dal connazionale J. Lorenzo a 36 punti, 3° V. Rossi (31), 4° C. Stoner (30), 5° A. Dovizioso (21), 6° J. Toseland (20), 7° N. Hayden e L. Capirossi (19 punti).
Anche se siamo solo all’inizio, sembra evidente che il mondiale sia abbastanza equilibrato, con almeno 4 o 5 piloti che possono concorrere per la vittoria.
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Gara tra Sraddino e me: per una volta una Suzuki ha preso più punti di una Ducati (in realtà non è la prima volta: l’anno scorso è successo alcune volte) ![]()
Per la precisione Capirossi da ex ha dato 6 punti di distanza a Stoner.
E così adesso il distacco si è ridotto a 38 lunghezze: Ducati 118 – Suzuki 80.
Per la cronaca la Honda è 2^ con 86 punti seguita dalla Yamaha a 81. Solo 19 punti sono stati totalizzati dalla Kawasaki tra MotoGP e SBK in quest’inizio di mondiale 2008.






Sraddino detto
Finalmente una gara “umana” combattuta da esseri umani (Pedrosa a parte).
Ovvio che gli spagnoli sul circuito di casa fossero forti, però meno ovvi sono stati la forma di Rossi, il quarto posto di Hayden (che si è salvato da una caduta toccando col GOMITO a terra e facendo leva per tirarsi su… PANICO!!) e il quinto (finalmente
) di Capirossi.
Speriamo che, scommessa personale a parte, sia un campionato più combattuto e che quella di Jerez non sia una gara più unica che rara!!!
Dadi detto
L’equilibrio io intanto lo vedo parecchio.
L’eccezione Pedrosa (come è stato Stoner in Qatar, se vogliamo) ci sta nella corsa singola, dobe un pilota si può trovare più o meno bene. Ma nell’ambito del mondiale non mi sembrano esistano le condizioni perché UNO possa fare la lepre solitaria.
Anche se – a mio modesto parere – equilibrio significa anche un po’ noia. Questo perché se nessuna motocicletta eccelle è abbastanza improbabile che ci possano essere folli rimonte e staccate al limite della fisica e della gravità. E lo si è visto in entrambe le gare disputate.
Cmq, forti deputati al titolo finale sono senza meno Stoner e Rossi, con l’aggiunta dei due spagnoli Pedrosa e Lorenzo (un po’ più avanti il pilota Honda). Buoni outsiders, che potrebbero uscire allo scoperto e dare ben più di un grattacapo, Hayden, Capirossi e Dovizioso; con l’aggiunta (sperata) di Melandri e Toseland una volta che avranno risolto i problemi di setting oppure compreso meglio come si guida questa MotoGP 2008.