Vedo una curiosa analogia con quanto succede nella campagna per le attuali presidenziali negli USA e quanto accaduto l’anno passato nella Formula 1.
Fateci caso.

Partiamo dal primo caso, dove abbiamo il partito democratico – fra l’altro che non vince le presidenziali da quasi 2 lustri - che formalmente non sta prendendo delle posizioni nette tra la Hillary Clinton (fortemente voluta dai gruppi dirigenti del partito e dalle lobby americane per strappare a tutti i costi, finalmente, la Casa Bianca dalle mani dei repubblicani) e Barack Obama, l’uomo nuovo venuto dal nulla, giovane, anticonformista e soprattutto nero.
E giù botte da orbi.

Anche nell’altro esempio c’è una grande forza, un team di F1 con lunga e importante storia, ma che non vince da parecchi anni, la McLaren; questa per ritornare ai fasti d’un tempo ha voluto puntare tutto (e tanti soldi) sul campione Fernando Alonso; poi si ritrova in squadra il pilota che ti sconvolge i piani, la mente, la lucidità: Lewis Hamilton, venuto praticamente dal nulla, giovane, anticonformista e – tu guarda il caso – soprattutto nero.
E sappiamo come è finita.

Introdotte le suddette variabili, adesso avrete inteso la similitudine di cui parlo?
Così la domanda sorge spontanea: la storia finirà alla stessa maniera?
tra i due litiganti della stessa famiglia, vincerà anche negli USA il terzo incomodo, il repubblicano John McCain?
Come già è stato per il ferrarista Kimi Raikkonen?
Se così sarà, la storia è una bizzarra sintesi di analogie e di ricicli storici.
23 Aprile 2008 at 20:29
[...] Original post by Dadi [...]
31 Ottobre 2008 at 23:02
[...] Pubblicato da Dadi su 31 Ottobre 2008 I prossimi 4 giorni si fanno veramente caldi, per il popolo di origini africane. Nei prossimi 4 giorni potremmo assistere al più grande trionfo (e opportunità) che a memoria sia mai stato realizzato dalla gente c.d. di colore. Due eventi, tanto distanti, ma curiosamente assolutamente identici. [...]