Il prof. Sraddino latita ancora (uffà).
Ma i nostri lettori hanno bisogno di ricevere il verbo. E al solito tocca a me …
Domenica scorsa la SuperBike è approdata a Monza per il Gran Premio d’Italia.
Il velocissimo circuito italiano era un banco di prova decisamente impegnativo per il leader del mondiale, Troy Bayliss, e la sua 1098; dopo la doppietta ottenuta sul frastagliato TT Circuit Assen, 2 settimane or sono, era l’obiettivo di tutti.
Le possibilità per la Ducati erano scarse, perché, in termini di velocità di punta, le 4 cilindri sembravano non avere rivali.
Comunque l’asfalto dell’Autodromo Internazionale di Monza ha offerto veramente due gare splendide, dense di sorpassi e staccate al limite molto emozionanti – come quella prima della chincane prima della variante del rettilineo – d’avanti a un estasiato pubblico di 112.000 spettatori.
Gara 1 – La prima vittoria per un pilota tedesco nella storia del Mondiale Superbike l’ha conquistata
Neukirchner al termine di una volata mozzafiato con Haga, battuto per meno di sei centesimi. Sul terzo gradino del podio è salito il leader del mondiale Troy Bayliss (Ducati) che ha contenuto nel finale il disperato attacco di Yukio Kagayama (Suzuki), quarto nonostante parecchi dritti. Torna protagonista Max Biaggi (Ducati), che ha concluso quinto al termine di una gara sui ritmi dei migliori. La prima Honda al traguardo è stata quella guidata da Ryuichi Kiyonari sesto, davanti a Fonsi Nieto (Suzuki) e Carlos Checa (Honda), che ha pagato un’imbarcata al via dopo un contatto con Nieto, che lo ha retrocesso in fondo al gruppo, costringendola ad una affannosa rimonta. Decimo posto per Michel Fabrizio (Ducati), che ha risentito di un po’ di fatica al braccio destro operato una decina di giorni fa.
Gara 2 – Pronta rivincita di Haga nei confronti di Neukirchner, battuto in una volata a tre sotto la bandiera
a scacchi. Ancora più esigua la distanza al photofinish, nove millesimi di secondo, il quinto arrivo più ravvicinato nella storia della Superbike. Ma i due grandi protagonisti della giornata hanno rischiato di farsi beffare da uno straordinario Ryuichi Kiyonari (Honda) che si era presentato davanti alla staccata della Parabolica. Quarto posto per Fonsi Nieto (Suzuki), autore di una prova convincente. Così come quella di Michel Fabrizio (Ducati), quinto al traguardo dopo una bella rimonta e prima Ducati al traguardo davanti ad un ottimo Karl Muggeridge (Honda) ed a Ruben Xaus (Ducati). Un guasto tecnico ha fermato Troy Bayliss (Ducati) mentre era terzo. Fuori anche Carlos Checa (Honda) e Max Biaggi (Ducati), dopo un contatto con Jakub Smrz (Ducati), in cui lo sfortunato romano ha riportato la sospetta frattura al mignolo e una ferita all’anulare della mano sinistra.
La Suzuki (di Neukirchner) e la Yamaha (dell’esperto Haga), come visto nella cronaca, hanno dominato, aggiudicandosi un primo e un secondo posto ciascuno nel computo delle due manche.
Grande soprattutto il giovane tedesco del team Suzuki-Alstare, Max Neukirchner, che è maturato tantissimo, non facendo rimpiangere al team il precedente Max (Biaggi, per chi non avesse capito la finezza).
Contrariamente alle attese poi, la Ducati del grande Troy Bayliss non ha avuto alcun timore reverenziale; così mentre in gara 1 si è dovuto accontentare del 3° posto (non ha potuto niente contro lo strapotere della Suzuki numero 76 e la R1 di Noriyuki Haga), in gara 2 sembrava avesse trovato il bandolo per competere alla pari. Purtroppo è stato tradito dal motore (forse una perdita d’olio) che lo ha costretto al ritiro.
Vabbé almeno così il mondiale è stato un po’ ravvivato; altrimenti si sarebbe parlato di ammazza-campionato. Prima l’australiano era in testa con 70 punti su Checa e adesso è ancora primo ma con soli… 78 punti di vantaggio sul secondo. E parlano di una giornata storta? pensa se andava bene.
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1
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Bayliss
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AUS
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194
|
|
2
|
Checa
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ESP
|
116
|
|
3
|
Haga | JPN | 112 |
| 4 |
Neukirchner
|
GER | 111 |
| 5 | Nieto | ESP | 107 |
| 6 |
Corser
|
AUS | 101 |
| 7 | Xaus | ESP | 90 |
| 8 | Biaggi | ITA | 65 |
| 9 | Kiyonari | JPN | 65 |
| 10 | Lavilla | ESP | 59 |
Prossimo appuntamento il 1° giugno sulla pista yankee di Salt Lake City. Dove osano le aquile (bella citazione alla ‘Continental Devide’).
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Combinata SBK-MotoGP:
La Ducati conduce con 250 punti, contro i 197 dell’Honda, Yamaha 186, Suzuki 144 e Kawasaki 54.
La gara di Monza ha fatto comunque recuperare 10 punti a Sraddino (adesso il distacco è di soli 106 lunghezze).
13 Maggio 2008 at 13:32
Eccomiiiiiii!!!
Scusate l’assenza ma a volte mi fanno lavorare e …
Che dire: grandissima gara vissuta al cardiopalma da un bar vicino alla chiesa dove stavano celebrando la messa per un anniversario di matrimonio al quale stavo … partecipando
Ho recuperato 10 punti nella sfida personale, la Suzuki ha fatto un primo e un secondo con Neukirchner … cosa chiedere di più? Soltanto che Checa la smettesse di accanirsi contro Nieto!!!!!
Spero di tornare nel klog più attivo che mai, grazie Dadi per aver sopperito egregiamente la mia assenza per quanto riguarda la SBK!!
13 Maggio 2008 at 14:12
Povero Biaggi…
13 Maggio 2008 at 16:22
@Sraddino: sarebbe stato ancora più bello se avessi ripetuto la frase che mi hai mandato via email
sarebbe stato intellettualmente più onesto
13 Maggio 2008 at 16:27
Hai ragione!
Bisogna arrivare davanti dopo un sorpasso e non dopo una rottura, confermo!
Mi è dispiaciuto per Bayliss, non tifo per lui ma temo e credo sia il pilota più forte dell’attuale SBK (e avrei tanto voluto vedere i blasonati Fogarty e Doohan battersela con lui…)