Le radici dell’Italia
Pubblicato da iBronzi su 6 Giugno 2008
La visita del nuovo Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Pontefice, Benedetto XVI, ha aperto una nuova valanga di polemiche politiche e soprattutto dallo strato dei sostenitori più radicali. Ben dimenticando codesti faziosi che tutti – nessuno escluso – hanno attraversato, come si dice in questi casi, il Tevere per fare visita al Santo Padre. Non ha fatto eccezione Romano Prodi e non si è tirato indietro Massimo D’Alema quando fu lui Primo Ministro.
Bella memoria corta dei militanti di sinistra. Tanto corta quanto grottesca nel momento in cui le parole del Vaticano vengono prese a modello quando vanno a favore del proprio pensiero e attaccate violentemente se in disaccordo: vedi la differenza di comportamento quando il Papa si esprime sull’immigrazione clandestina e quando sulle coppie di fatto o l’aborto.
Si dice Stato Laico? Libera Chiesa in libero Stato?
Naturalmente io condivido che la nostra Repubblica è laica.
Ma non posso convenire che la nostra cultura sia laica. E necessariamente debba esserlo.
Duemila anni di storia non possono essere eliminati: non è giusto eliminarli.
La Chiesa e il cattolicesimo fa’ parte del nostro dna cromosomico, alla pari dei tratti somatici.
Perché dovremmo privarcene? Perché dovremmo accettare nella nostra collettività altre culture a scapito della nostra?
Non dichiaro che altri non siano liberi di esprimere e di mantenere comportamenti a loro consoni e confacenti, che fanno parte del proprio costume. Anzi; nel rispetto di tutti, di qualsiasi colore, religione, lingua e cultura.
Ma non deve essere il nostro Stato italiano ad adeguarsi alle differenti etnie, ma semmai il contrario.
Sarebbe come decidere un giorno di privarci della lingua italiana a favore di una più cosmopolita e internazionale.
Forse avverrà. E sarei tristemente curioso di sapere come andrebbe a finire.





