Non è legenda metropolitana ma pura e sana verità: il cliente di telefonia mobile ha una sola possibilità di beneficiare di condizioni buone e risparmiare sulla bolletta, quella di essere un “grandissimo figlio di puttana“.

Bada bene: io condanno questa soluzione, ma non sembra esistere altra possibilità. Se vuoi essere coerente con i tuoi sani e onesti principi etici e morali, ecco che il servizio clienti dei vari operatori di telefonia mobile ti danno l’occasione per doverti ricredere.

Non ci credete?

Vi racconto la mia storia.

Mia moglie è titolare di partita IVA. Ha sottoscritto quindi con Vodafone un contratto chiamato ‘No problem 600′ (600 minuti di conversazione gratis al mese, con lo scatto – però – alla risposta di 13,5 cent. d’euro) al costo di circa 23 euro al mese. Al contratto è associato il numero di telefono suo e quello mio.
Non è qui in discussione se sia un profilo buono oppure no. L’abbiamo scelto perché ci sembrava vantaggioso. A me è andata sempre bene… forse mia moglie parla decisamente meno di 20 ore a bimestre e la maggior parte delle sue chiamate sono brevi. Comunque va bene così.

A inizio maggio inizio un nuovo lavoro da responsabile e prendo il telefono aziendale; una cosa spaventosa: ho 75 ore di traffico telefonico al mese. Va da se che il mio profilo personale sia divenuto assolutamente inopportuno.

Chiamo allora il servizio clienti di Vodafone, esponendo la nuova situazione e chiedendo – sempre nel medesimo contesto business – la trasformazione del mio solo numero di telefono da pacchetto a consumo: (1) nessuno andava via da Vodafone e (2) mia moglie – che è quella a cui serve meno – comunque rimaneva in quel profilo.
La risposta è stata che dovevo pagare una penale di 100 euro – una tantum – e che dovevo sottoscrivere un contratto con 6 euro di canone al mese (per il mio nuovo profilo).

Senza fare molte polemiche (anzi diciamo nessuna) ho attaccato e subito chiamato una mia amica commerciale per Telecom-TIM e abbiamo sottoscritto un contratto con portabilità per cui il canone è ZERO, 12 cent al minuto verso tutti senza scatto alla risposta, concessione governativa rimborsata se realizzato almeno il traffico di 30 euro a bimestre; inoltre aggiungendo 4 euro al mese c’è anche la intercom, ovvero il numero della c.d. RAM a cui chiamare senza pagare un becco di un quattrino. Opzione fatta solo lato mia moglie evidentemente.
Visto che loro non vengono a me, sono io che vado … altrove :)

Ma la questione non è affatto finita così. Mi chiama qualche giorno fa’ una tizia, dell’ufficio commerciale di Vodafone chiedendomi le ragioni per cui stavamo passando alla concorrenza.
Che gusto risponderle che se l’erano voluta.
La tizia – che deve averne sentite migliaia di storie simili – non ha fatto una piega e mi ha proposto la controfferta; sentite che robbetta:

passaggio di entrambi i numeri in profilo RED, ovvero canone ZERO, 10 cent verso altri operatori mobile senza scatto alla risposta, 5 cent verso Vodafone e telefonia fissa senza scatto alla risposta, nessuna penale e canone di concessione governativa assorbito subito dall’azienda senza necessità di raggiungere un limite. In aggiunta la intercom gratuita senza canone, ne addizionale, ne tempo o scatto alla risposta.

Ho fatto 2 calcoli scemi (i c.d. della serva): se avessero accettato la mia situazione la bolletta si sarebbe, al massimo, dimezzata di valore; invece di pagare 200 euro a bimestre avremmo avuto qualcosa più di cento (forse 110 o 120).
In questa nuova circostanza, con il traffico di mia moglie riparametrizzato alle tariffe di cui sopra avremmo una bolletta di circa 30-40 euro a bimestre; vogliamo esagerare? 50!
Quanto hanno perduto?