L’ultima trovata di Beppe Grillo: come avere benzina a metà prezzo

Pubblicato: 24 aprile 2007 da bloghyblog in Ambiente, Audio, Auguri, Blog, Calcio, Citazioni, Gossip, Lavoro, Linux, Marketing, Real politik, Società, Vela, Vita sociale

Il blog di Beppe Grillo – utilizzando il sistema del passa parola mediante la classica catena di e-mail – propone una nuova iniziativa per abbattere il prezzo della benzina imposto dalle maggiori compagnie petrolifere.

Ancora, una volta, si fa notare che il coltello dalla parte del manico potrebbe essere nelle mani del consumatore solo se questi volesse.

Vi riporto, di seguito, per intero il testo della proposta:        

“Siamo venuti a sapere di un’azione comune per ercitare il nostro potere nei confronti delle compagnie petrolifere.

Si sente dire che la benzina aumenterà ancora fino a 1,50 Euro a litro. Uniti possiamo far abbassare il prezzo muovendoci, insieme, in modo intelligente e solidale.

Ecco come.

La parola d’ordine è colpire il poratafoglio delle compagnie senza lederci da soli. Posta l’idea che non comprare la benzina in un determinato giorno ha fatto ridere le compagnie (sanno benissimo che per noi si tratta solo di un pieno differito, perché alla fine ne abbiamo bisogno), c’è un sistema che invece li farà ridere pochissimo, purché si agisca in tanti. Petrolieri e l’OPEC ci hanno condizionati a credere che un prezzo vari da 0,95 a 1 Euro a litro sia un buon prezzo, ma noi possiamo far loro scoprire che un prezzo ragionevole anche per loro è circa la metà.

I consumatori possono incidere moltissimo sulle politiche delle aziende: bisogna usare il potere che abbiamo.

La proposta è che da qui alla fine dell’anno non si compri più benzina dalle due più grosse compagnie: SHELL ed ESSO, che peraltro ormai formano un’unica compagnia.

Se non venderanno più benzina queste due compagnie caleranno i prezzi, le altre dovranno per forza adeguarsi.

Per farcela, però, dobbiamo essere milioni di non clienti di SHELL ed ESSO in tutto il mondo.

Questo messaggio proviene dalla Francia, è stato inviato ad una trentina di persone; se ciascuno di noi lo trasmette a, diciamo, una decina di amici siamo a trecento. Se questi fanno altrettanto siamo a tremila e, così via.

Di questo passo questo messaggio sarà arrivato alla settima generazione avremo informato e raggiunto 30 milioni di consumatori.

Inviate dunque questo messaggio a dieci persone chiedendo loro di fare altrettanto. Se tutti sono abbastanza veloci nell’agire potremmo sensibilizzare circa trecento milioni di persone in otto giorni!

E’ certo che ad agire così non abbiamo niente da perdere, non vi pare?

Coraggio, diamoci da fare”.    

       

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    E’ una vecchia campagnia (tipo catena di Sant’Antonio) che girava per internet già almeno 10 anni fa’. Stavolta il buon Grillo ha sposato una battaglia del cavolo.
    1° perché trovo la cosa inapplicabile, per ragioni di processo macroeconomico che sarebbe lungo da spiegare (in sintesi e parole terra terra, gli altri calmierano i prezzi in alto perché tanto ci sono 2 competitor in meno senza un vero beneficio per gli automobilisti);
    2° l’OPEC o altri estrattori/distributori/petrolieri non c’entrano nulla con il famoso euro del prezzo della benzina di cui sopra dal momento che il costo del greggio (ovvero petrolio non raffinato) è pari a circa 50/53 euro il barile che corrisponde a 159 litri, quindi circa 33 centesimi il litro.
    3° quanti sanno come è composto il prezzo della benzina alla pompa? su € 1,294 x litro abbiamo € 0,46 (35,5%) come costo materia prima più raffinazione, trasporto, stoccaggio, etc. (non dimenticate che € 0,33 – cioé il 25,5% del prezzo – è la quota che viene data agli estrattori), € 0,055 (l’incredibile valore del 4,25%, cos ‘e pazzi) è il ricavo industriale, cui quota parte va alla pompa di benzina dell’amico sotto casa (1 centesimo al litro circa per la cronaca) e € 0,78 (60,3%) di “IMPOSTE” ovvero soldi che vanno allo Stato (fonte FIGISC: Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti); di questi € 0,50 derivano dalle Accise introdotte nel corso degli anni e mai tolte; anzi a breve vi presenterò un dettaglio di come incidono le accise e come nascono, più altre amenità.
    Prima di lanciarsi a fare campagne contro le società petrolifere (che sicuramente ci guadagnano ma fanno il loro lavoro imprenditoriale, come i produttori di cellulari, di gonne, scarpe, vini, tanga e biscotti integrali) bisogna riflettere su chi veramente RUBA nelle tasche dei cittadini.
    Scusate se neppure sta volta sono riuscito ad essere sintetico.

  2. Roberto ha detto:

    Ormai è una cosa talmente generalizzata che quasi non ci facciamo più caso! Dovresti scrivere a Grillo!

  3. Claudio ha detto:

    Proprio come dice Dadi, sono anni e anni che questa storia circola, di solito per e-mail; se funzionasse per la benzina funzionerebbe anche per tutto il resto, ma tant’è che… non ha funzionato.

  4. Dadi ha detto:

    Da Grillo non ho avuto alcun riscontro (gli ho scritto una email almeno un mese fa’).

  5. Sraddino ha detto:

    Appoggio Dadi: è una catenona che gira da anni, sono ben altre le cose che dovremmo fare!!!

  6. richito ha detto:

    Concordo con “Dadi”: le catene di Sant’Antonio non vengono mai (più) supportate con l’entusiasmo ch comunitariamente meritano.
    Poi, quando esiste un “trust”, state pur certi che le “piccole” compagnie petrolifere, che poi così piccole non sono (esistono grazie e perchè sono di supporto alle maggiori) e solo apparentemente sembrano essere escluse dal gioco, sosterranno prezzi comunque rivolti verso l’alto.
    Sosterrei con più favore una campagna, anche referendaria se necessaria, per incentivare ed incrementare l’uso dei mezzi pubblici (bus, taxi e metropolitane, pesanti e/o leggere) e privati (biciclette) all’interno delle città con più di 50.000 abitanti.
    Solo così potremo ridurre l’uso, spesso schizzofrenico e a volte eccessivo (famiglie che muovono simultaneamente anche tre autoveicoli), degli autoveicoli, il consumo dei carburanti e l’inquinamento.

  7. Arnaldo ha detto:

    Non voglio assolutamente deviare o evitare l’iniziativa di Grillo, che sempre è confortante il fatto che esista un anticonformista di quel calibro, ma a mio parere sono sempre i politici quelli che dovremmo prendere di mira. I politici ed il loro decisionismo e “non decisionismo” in materia.
    Le accise, come giustamente fa osservare Dadi, hanno un “peso storico” da scaricare immediatamente sulle spese di bilancio, così da poter essere compensate con le maggiori entrate fiscali cui assistiamo da qualche tempo. L’italiano comunque paga le tasse (anche se recalcitrante) e quindi l’equilibrio di bilancio sarebbe assicurato, almeno da ciò che si sente quotidianamente ed a detta di tanti esperti economisti.
    Puntiamo quindi, oltre agli inviti al sacrosanto risparmio energetico del 30% (tanto di moda ultimamente ed auspicato dall’ENI, che ancora non si spiega come non abbia incluso nei famosi 24 consigli utili l’uso dei pannelli solari, che forse è un rimedio che brucia il sedere di qualcuno…), ad ottenere tutti insieme tale beneficio universale per gli italiani ed escogitiamo qualcosa che ci faccia arrivare precisamente a tale obiettivo.

  8. ciccio ha detto:

    certo che se magari vi informate… scoprireste che beppe grillo co sta storia non c’entra niente… trattasi di puro SPAM;

  9. ChiamamiAquila ha detto:

    ??? ma si era detto … !

  10. Dadi ha detto:

    @ciccio: grazie di esserci venuti a trovare e aver lasciato un commento.
    Sì sappiamo che non è vero e che Grillo non ha mai pubblicato nulla del genere.
    Avremmo potuto eliminare il post, o metterci un’etichetta che indicava “grossa bufala“.
    Ma l’autore – a suo tempo – pose lo scritto credendo (a) di essere nel giusto e (b) di fare cosa buona per l’umanità (o parte di essa, almeno 🙂 ).
    Quindi non è ns. abitudine fare da censose.
    Ciò non di meno, caro Ciccio, hai letto l’articolo ma non i commenti connessi, tra il quale il mio esattamente un giorno dopo il post stesso.

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