Accise tui

Pubblicato: 26 aprile 2007 da Dadi in Ambiente, Friend, Gossip, Lavoro, Linux, Motori, Note legali, Politica, Real politik, Società

Terminologia: per “accisa” si intende l’imposta indiretta che si applica sulla produzione o sui consumi di determinati beni; è anche indicata con le denominazioni di imposta di fabbricazione o di consumo, ovvero come sovrimposta di confine o di consumo (art. 1, c. 2, lett. b, D.Lgs. n. 504/1995).

Le accise sono state utilizzate normalmente per reperire fondi o entrate pubbliche straordinarie. Ma una volta introdotte non sono mai state rimosse dopo aver raggiunto lo scopo. La prima accise sulla benzina di 1,90 lire l’abbiamo nel 1935 per finanziare la guerra di Abissinia. Successivamente 14 lire servono per fare fronte alla crisi di Suez nel 1956. L’accise seguente di 10 lire va per il disastro del Vajont nel 1963. 10 lire per far fronte all’alluvione di Firenze nel 1966. Ancora 10 lire per il terremoto nel Belice nel 1968. Nel 1976 con il terribile terremoto del Friuli l‘accise introdotta è stata di 99 lire. Ancora 75 lire servono per l’altro disastroso terremoto in Irpinia nel 1980. La missione in Libano è costata 205 lire al litro. Invece solo 22 lire per la missione in Bosnia nel 1996. La penultima accise, di circa 0,02 euro di addizionale sui carburanti, la ritroviamo soltanto nel 2003 (un po’ di pace) per reperire i fondi necessari al rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri. Mentre l’ultima accise (con importo da definire), decisa nel febbraio 2005, servirà per finanziare il rinnovo degli autobus inquinanti nel trasporto pubblico. Sfortunatamente l‘introduzione di cui sopra non è un semplice calcolo matematico (troppo facile e antieconomico per le casse: da sopra avremmo un valore di circa 500 lire del vecchio conio ovvero 0,26 cent di euro per litro), ma viene rivisto percentualmente anno per anno.

L’art. 1, c. 9, D.L. n. 16/2005 (la legge finanziaria 2006, per capirci) cita allora, tra l’altro:

1. € 564 per mille litri di benzina rossa e verde,

2. € 413 per mille litri di gasolio da locomozione,

3. € 305,5566 per mille kg di GPL, sempre per uso autotrasporto,

4. Esenzione per gas metano per autotrazione [il che spiega la ragione per la quale ad oggi è il carburante più economico; ma non fatevi ingannare: sono ancora troppo pochi per solleticare l’interesse dell’Erario, ma una volta che anche questi raggiungeranno una quota sostanziosa, saranno cazzi!]

I calcoli al litro mi sembrano abbastanza semplice: fateveli da voi.

Vedere questo divertente sito web: http://www.stopaccise.com/. Alla fine so che gireranno le palle e vi incazzerete, ma quest’è!

Se togliete le voci più vecchie (oggi anacronistiche) vedrete come i famosi 25/30 centesimi di euro di prezzo in meno sul carburante si raggiungono con il battito d’ali senza scomodare utopici scioperi contro Esso e Shell (fra l’altro non credo di aver mai fatto benzina presso questi distributori, in Italia neppure così presenti: il mio dovere lo sto già facendo 😉 ).

Quand’è che Grillo lancerà una compagnia Stop the Govern? E non mi si venga a dire che è per il bene collettivo che è una solfa che non funziona più… perché allora è più giusto tirare diritti mettendo da parte le ideologie da manifestazione popolare di piazza.

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commenti
  1. Roberto ha detto:

    mica lo sapevo; cioé la pressione fiscale è sempre hai massimi in Italia, pero… 😐

  2. chiamamiaquila ha detto:

    Sono andato su http://www.stopaccise.com, ho messo media cilindrata (un 1600 è media?) diesel. Non posso credere che quasi il 70% del pagato sono tasse! merda! ma è tutto vero? Dice che le accise italiane sono superiori del 57,1% del minimo UE. Dice anche che 10 anni fa’ il prezzo medio dei carburanti era 0,774 euro al litro il che significa, se i calcoli fatti non mi ingannano, un aumento del 57%. Porcaccia…!

  3. Dadi ha detto:

    Ho appena scritto a Grillo!

  4. […] parte che è stato ampiamente provato (anche su questo blog, vedi ”Accise tui“) come il prezzo del carburante alla pompa sia influenzato per circa il 70% dalle imposizioni […]

  5. Sraddino ha detto:

    Io lo sapevo perché lo avevo letto da qualche parte, però dopo essermi lamentato anch’io perché è ovviamente una vergogna, mi chiedo: cosa possiamo fare???

  6. Dadi ha detto:

    Che io sappia contro le leggi fiscali c’è ben poco da fare. Ricordo il mio alterato sbigottimento ai tempi dell’università quando affrontai il tema della ‘Costituzione’; all’art. 75 si cita espressamente: “Non è ammesso referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.”; dichiarando in modo esplicito che queste materie sfuggono (unici casi) al possibile controllo del popolo. Io ho un rapporto conflittuale con la Costituzione: la trovo fondamentalmente una legge saggia ed equilibrata; ma esageratamente lunga e articolata (quasi unica nel genere) prevedendo ben 139 articoli, e alcuni di questi entrano a un livello di dettaglio inutile e assurdo (cosa che dovrebbe essere fatta per legge ordinaria); in più su alcune parti ritengo che sia tutt’altro che liberale nei confronti del popolo (e questo articolo 75 ne è la prova).
    Comunque per il costituente è tolto qualsiasi possibile strumento di difesa al cittadino avverso la parte fiscale e tributaria: se domani mattina le 2 camere del parlamento decidono, chessò, che l’80% di quello che guadagniamo deve andare nelle casse dell’erario, noi legalmente non potremmo fare nulla; salvo scendere in piazza con bastoni e forconi per una nuova 5 giornate.

  7. Sraddino ha detto:

    Prima o poi….

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