Telecom è caduta nella rete

Pubblicato: 10 maggio 2007 da Dadi in Blog amico, Chiesa, Cultura, Internazionale, Lavoro, Linux, Note legali, Notizie, Politica, Real politik, Società, Technology, Telecomunicazioni

ansa_10157943_16440.jpg    Sono stato per lungo tempo in ansia delle sorti della Telecom Italia che, per quanto vituperata, resta la compagnia telefonica di bandiera della nostra nazione. Oltre che per pruriti personali essendovi stato dipendente per 10 anni, dal ‘92 al 2001.
Tutti a fare una gran cagnara; noi stessi, su queste pagine con il post “La vicenda Telecom (Italia)” abbiamo affrontato il tema prendendo anche a pretesto quanto Beppe Grillo aveva urlato all’ultimo CdA Telecom.
È servito Berlusconi farci scoppiare in una grossa e grassa risata quando sono uscite delle indiscrezioni provocatoriamente che se la sarebbe comprata lui; risata che in verità ha colpito meno i soliti franchi tiratori anti-berlusconiani che ne hanno fatto la nuova crociata per la legge sul conflitto di interessi oltre che per le demagogie sul controllo di Telecom da parte dello Stato, in primis dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti (leggere l’
articolo di RaiNews24 e l‘articolo di corriete.it).

Dopo mesi di rimbalzo, si fa’ non si fa’, con gli americani e i messicani, poi AT&T che si ritira, ecco finalmente – e molto in sordina – che le Cronache di Telecom hanno partorito il capitolo finale. In linea con quanto anticipato da alcuni rumors è stato raggiunto l’accordo nella sera del 29 aprile scorso per la cessione da parte di Pirelli di Olimpia, la holding finanziaria che controlla Telecom Italia con un pacchetto del 18%.
Il riassetto Telecom è stato presentato da un gruppo di investitori italiani, composto da Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Sintonia SA, insieme alla spagnola Telefonica, in qualità di partner di minoranza, per l’acquisto dell’intero capitale di Olimpia al prezzo provvisorio di 4,1 miliardi di euro.
Secondo quanto si legge in un comunicato congiunto diffuso dai soggetti coinvolti nell’operazione, il prezzo offerto, da corrispondere in contanti alla conclusione, valorizza la partecipazione di Olimpia in Telecom Italia al prezzo unitario di 2,82 euro per ogni azione ordinaria del colosso telefonico, per un controvalore pari a circa 6,8 miliardi di euro, al lordo dei debiti netti di Olimpia.
A seguito di questa operazione verrà costituita la Telco SpA, destinata ad incorporare Olimpia, la quale, dopo l’operazione, possiederà circa il 23,6% del capitale votante di Telecom Italia, il 18% del quale acquisito tramite l’attuale cassaforte del gruppo e il 5,6% apportato da Generali e Mediobanca.
A seguito di una serie di azioni di capitalizzazione e di ri-finanziamento che verranno nell’immediato futuro e comunque entro la data finale dell’operazione prevista per ottobre prossimo, e prima dell’aumento di capitale, i soci italiani avranno in mano il controllo del 57,7%.

Generali avrà una quota del 28,1%, Intesa Sanpaolo e Mediobanca avranno ciascuna il 10,6%, Sintonia l’8,4% e il rimanente 42,3% sarà posseduto da Telefonica.

Soprassediamo su tutte le varie operazioni – complicate e anche ininfluenti ai fini dell’articolo – che riguarderanno l’assetto (o riassetto) a chi andrà e come il controllo e con quali nomine. Fra l’altro tutte da definire nella forma ma già ben chiari nei contenuti.

Chiaramente l’offerta presentata dalla cordata italo-spagnola è stata accolta favorevolmente dal Cda di Pirelli che in poco meno di mezz’ora ha raggiunto un accordo in merito all’operazione, che con questa manovra si ritrova un grosso patrimonio in denaro (praticamente in contanti) e si è sgravato di un mare di debiti. Ora Pirelli segnala che investirà solo nei sui settori di competenza dicendo addio alle telecomunicazioni. Anche se, provocatoriamente (?), il suo numero uno Marco Tronchetti Provera si dice pronto ad acquistare azioni Telefonica (senza parole nda). I soldi incassati dalla cessione di Olimpia andranno quindi a finanziare la crescita nel settore pneumatici, ma anche immobiliare, broadband (*) e ambiente.In un intervista alla Stampa il presidente di Pirelli ha poi spiegato che la svolta nelle trattative è “merito soprattutto di Galateri, Bazoli, Geronzi e Passera“. Per quando riguarda l’1,36% di Telecom Italia ancora in mano a Pirelli, Tronchetti ha detto “vedremo. Non abbiamo ancora deciso“.Certo ben altri tenori e differenti umori rispetto alle settimane passate.Io l’ho scoperto casualmente, parlando con un mio amico ed ex-collega che mi ha informato della cosa. Dai media, TG, giornali, rotocalchi e tavole rotonde niente o quasi niente. Sit-in di protesta? Neppure l’ombra. Possibile che per una volta tutto va bene a tutti?

Neppure in occasione della privatizzazione del comparto telefonico, nel lontano 1984 erano riusciti a tanto.
Neppure quando Colaninno, con l’appoggio di D’Alema, aveva (pur senza il becco d’un quattrino) rilevato il controllo della principale società TLC in Italia.

Ho sfogliato i giornali, sentito i TG e perlustrato nel web. Non è informazione riservata; la si trova… ma tutto molto ovattato e trovare qualcosa di compiuto e completo è opera anche ardua. Persino sul sito di Telecom Italia provando ad entrare nelle sezioni non commerciali (tipo Il Gruppo – Governance – Investitori – Media) ho avuto un no-response dal server, come se fosse stato bloccata tutta la sezione quasi a dimostrare che le notizie non debbano filtrare troppo velocemente

Al momento l’unico commento disponibile è quello del ministro delle comunicazioni, Paolo Gentiloni, che ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto su Telecom Italia. Il ministro ha inoltre aggiunto che si chiude così una delicata fase di incertezza, con l’augurio che ci siano ora le condizioni per affrontare le due sfide della gestione della rete e degli investimenti, da cui dipende il futuro di un’azienda così strategica per il Paese e per i consumatori.
Bene, bravo, bis.

La cosa mi fa pensare e non poco: come mai?

Forse questa volta la spartizione degli averi del cadavere è avvenuto in modo da far felici un po’ tutti?

Le banche hanno un nuovo giocattolo, un nuovo strumento di controllo del Paese (non ne avevano già abbastanza di potere) dove riporre i nostri soldi (don‘t forget this word: NOSTRI).

Il Governo avrà ottenuto qualche poltrona di interesse strategico nell’industria e nei media per un controllo più capillare; con il placet dell’opposizione alla quale, magari, hanno promesso di non rompere i coglioni con la legge sul conflitto d’interessi; più sicuramente un altro pozzo di altri benefits. Non è un caso che gli americani di AT&T (non certo poco scaltri e senza pelo sullo stomaco, ad un certo punto si sono ritirati dichiarando “ufficialmente” che vedevano una forte ingerenza della parte politica e governativa italiana nell’operazione e nell’operatività – in barba al libero mercato).

Purtroppo sono stato profetico quando ho dichiarato “Molto probabilmente accadrà come ormai succede spesso in Italia: grosso temporale estivo e tutto dimenticato. Non a caso le grandi operazioni (quelle che hanno maggiormente danneggiato il nostro paese) si sono svolte quasi sempre nell’anonimato più assoluto.” E così è stato! In barba a noi cittadini, risparmiatori, consumatori ed elettori in questo paese – obiettivamente – del cazzo!

(*) Broadband: apparati per la trasmissione di dati, soprattutto in tecnologia wireless.

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Chissà come mai non interessa a nessuno. Oppure ero l’unico stronzo a non sapere nulla!

  2. Sraddino ha detto:

    Dadi, grosso temporale e poi tutto dimenticato dici? Se
    consideri che è successa la stessa cosa con calciopoli che
    ha riguardato la cosa che più sta a cuore agli italiani e
    cioè (secondo soltanto alla mamma) il calcio, figurati quanto
    può rimanere sulla cresta dell’onda il caso Telecom!! 😦

    Il nostro è un paese triste da questo punto di vista, non ci
    fanno sapere le cose e noi ci adagiamo su questo atteggiamento
    fingendo che tutto vada bene!

    Telecom in mano agli spagnoli? Non ancora per fortuna (???)!

  3. Dadi ha detto:

    Nota che più che gli spagnoli (che almeno investono soldi loro), mi preoccupano più le banche!

  4. chiamamiaquila ha detto:

    Non ho grande dimestichezza con la cosa. Forse è un male? se per te è una cosa scandalosa, ci credo. Al rogo!!!! 😛

  5. Sraddino ha detto:

    Dadi, pensi che prima di questa operazione alle banche
    mancassero mezzi di controllo su di noi? Io so solo che
    quando ho chiesto un prestito per comprare la prima moto nel giro di 5 secondi mi hanno detto vita morte e miracoli della
    mia vita finanziaria e non….

  6. Dadi ha detto:

    E che vuoi che sia.
    Però non dimenticare che c’è controllo e CONTROLLO. Non è solo un uso del maiuscolo a ingigantirne la portata.
    Ma quando tutto il network ha una sola voce, allora le problematiche assumono i contorni del disastro. E poi credi che a LORO interessiamo noi?
    Altro che Berlusconi… 😉

  7. Sraddino ha detto:

    No, certo loro non si interessano di chi ha conti con 4 cifre
    al massimo di cui 3 sono zeri (i primi tre ovviamente).

    Il Grande Fratello diventa seeeeeeeeempre più grande!

  8. Dadi ha detto:

    e per questo che marco non l’hanno mai preso 😛

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