Falcone: 15 anni dopo cos’è cambiato?

Pubblicato: 23 maggio 2007 da Sraddino in Comune Roma, Ferrari, Giustizia, Inchieste, Italia, Legge, Mafia, Ricordi, Silvio Berlusconi, Televisione

Ebbene si, sembra ieri e invece le immagini dell’autostrada divelta da chili di esplosivo risalgono a 15 anni fa.

Immagini con il sottofondo di tristi parole che annunciavano la morte del Giudice e degli uomini della scorta (stessa sorte toccherà al povero Borsellino).

Però ora mi chiedo: a qualcuno è servita la lezione? E’ servita ai mafiosi (leggi anche politici, industriali ecc…) per rafforzare la loro convinzione che c’è una soluzione a tutto oppure è servita alla gente comune per capire che serve reagire?

A giudicare dai fatti …. 😦

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Sembrerò controtendenza, ma per quanto illogico e triste, il martirio dei 2 giudici ha comunque segnato un passo “importante” nella lotta alla mafia (prima) e – soprattutto – nella presa di coscienza della gente (poi).
    Non posso dimenticare citazioni, cronache e film di quei tempi e prima, che cercavano di dare lo spaccato di Cosa Nostra: il siciliano, in primis, conviveva e conniveva con la mafia. Oggi forse gente che apertamente e sfrontatamente possa dichiarare che la mafia è bella penso ce ne siano pochi; anche in Sicilia.
    Per una volta il sacrificio sembra non essere stato vano.

    Quindi lode a Falcone e lode a Borsellino, due eroi italiani.

  2. Sraddino ha detto:

    Dadi, come sempre io faccio delle domande soltanto per provocare una reazione e capire quindi la percezione di un evento da parte degli altri.

    Anch’io metterei un mezzo busto di entrambi questi magistrati (e di tutti quelli che oggi continuano a fare lo stesso lavoro imparando a convivere con la paura) in cameretta! Ora la parola mafia, quanto meno, non è più bandita dal nostro vocabolario, finalmente se ne parla, finalmente se ne riconosce la presenza nel cuore del nostro Paese!
    Ovvio che per eliminarla ce ne vorrà, però il primo passo veroso la risoluzione di un problema è o non è il riconoscimento dell’esistenza del problema stesso???
    🙂

  3. Dadi ha detto:

    ma lo sai che io ti seguo nelle provocazioni 🙂

  4. Sraddino ha detto:

    Grande! Se non fossi già sposato… 😀 😛

  5. bloghyblog ha detto:

    Quando si parla di mafia nella mente di ognuno noi il ricordo corre subito agli attenatati di Capaci e di di via d’Amelio a Palermo che costarano il sacrificio umano di due uomini prima ancora che di due giudici servitori dello Stato: Falcone e Borsellino.
    Falcone fra mille difficoltà e avversato da tutti: in primo luogo dalla stessa magistratura alla quale apparteneva che a lungo ne ostacolò il lavoro, ha fatto conoscere al mondo intero la struttura organizzativa di Cosa Nostra, il cui ambito operativo – come cercò di far comprendere sfatando teorie e teoremi allora in voga – non era localizzato al solo territorio regionale siciliano, ma dimostrò che si trattava di una oraganizzazione criminale operante – alla stregua di una multinazionale – in molti settori economici e finanziari (ovviamente illegali) con sedi ramificate in Paesi esteri.
    Falcone era convinto che come tutti i fenomeni umani la mafia potesse essere combattuta ed estirpata e per questa ragione, si battè per la creazione della DIA – di un organismo dotato di poteri speciali investigativi – reputandola uno strumento necessario per debellare definitivamente Cosa Nostra, nella convinzione peraltro che da soli non si va da nessuna parte, e da qui l’opportunità di agire e di intevenire in maniera sinergica.
    L’attentato di Capaci ha senza dubbio scosso la coscienza popolare, anche perchè – e lo dico cinicamente – fino ad allora una strage così spettacolare a livello mediatico internazionale (gli attentati di New York e di Washington sono di alcuni anni successivi)non si era mai vista.
    Gli esecutori dell’attentato di Capaci sono stati tutti condannati, ma ad oggi di quella strage sono rimasti in piedi ancora tanti dubbi e mille interrogativi.
    Non si conoscono allo stato i mandanti politici che diedero l’ordine a Riina & Co. di uccidere il giudice Falcone, sua moglie e gli uomini della sua scorta.
    Si! è vero si è scritto tanto, si sono prodotti film e fatto trasmissioni televisive per ricordare e commemorare la vita di due personalità che da eroi hanno servito senza riserve e con grande sacrificio questo Stato.
    A distanza di quindici anni – tocca dirlo senza ipocrisia e con molta amarezza -la verità non è ancora venuta fuori.
    E quel che è ancora peggio di Mafia non si parla più: ci si ricorda tutti gli anni (probabilmente a quest’ora Vespa è già pronto per andare in onda questa sera con l’ennesima fiction e/o soap opera) di ricordare l’evento con tanto di passaggio televisivo dei soliti politici di turno, ma inchieste giornalistiche non vengono più fatte da anni eccome se l’attenzione fosse all’improvviso scemata su questo fenomeno.
    Tutto questo mi induce a pensare che il sacrificio di Falcone e Borsellino sia stato il sacrificio solo di due uomini che amvano il loro lavoro e…che ad oggi non ha avuto alcun seguito….

  6. Dadi ha detto:

    Io invece la vedo meno negativamente come un grosso passo avanti. D’altra parte se pensiamo di poterci sentire felici solo non momento esatto in cui tutto si è concluso, rischiamo di vivere nella tristezza per sempre.
    Viviamo in un mondo dove tutti i muri di gomma non sono MAI completamente caduti e dobbiamo convivere con questa realtà. Bisogna ancora spingere, ma molta strada “in avanti” è stata fatta: e questo deve essere visto come buono!

    Poi che della mafia si parli poco, potremmo anche essere contenti: anche delle cose che non esistono o che non hanno importanza si finisce per parlarne poco. La morte della mafia passa anche attraverso il suo allontanamento.

  7. Sraddino ha detto:

    “La morte della mafia passa anche attraverso il suo allontanamento” bella questa frase!

    E significa anche che toglierle importanza significa toglierle potere!

  8. Dadi ha detto:

    Contento ti sia piaciuta.

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