Mentre il tour europeo del presidente americano George W. Bush – dopo il vertice del G8 in Germania e le successive tappe in Italia, in Albania e in Bulgaria – si è concluso, tra ovazioni e critiche, alla politica internazionale dell’Impero (USA); Milano il prossimo 14 giugno si prepara ad accogliere alla Triennale il meeting sull’ambiente.

Ospite d’onore dell’esposizione “Les Yeux Ouvertes”,  manifestazione di arte ed ecologia promossa da Fabrica (centro di ricerca di comunicazione creato dal gruppo Benetton grazie anche al sodalizio con Oliviero Toscani) e dal Centre Pompidou di Parigi, sarà il premio oscar nonchè ex vice presidente degli Stati Uniti – durante la presidenza Clinton – Al Gore, il quale, a sua volta, ha chiesto agli organizzatori della manifestazione che all’incontro fosse presente anche Beppe Grillo.

Una grande soddisfazione – non c’è che dire – per il Grillo “parlante” nazionale, ideatore, fra l’altro, dell’unico blog italiano fra i 100 più letti al mondo.

Il confronto tra Grillo e Al Gore verterà sui problemi dell’ambiente con particolare riferimento – almeno per quanto riguarda il comico italiano – al tema dei rifiuti (nuovo e scellerato business delle associazioni malavitose).

L’idea della manifestazione, comunque, è quella di coinvolgere – avvalendosi delle nuove tecnologie interattive messe appunto dal gruppo di ricerca – direttamente il pubblico al dibattito.

E chissà che da questo incontro non esca fuori qualche idea originale e pragmatica per la creazione di una nuova piattaforma ambientale. 

   

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Sembra una bella notizia, anche se non è a me molto chiaro il confine che passa tra “il parlare” e “l’agire” di molti dei personaggi c.d. pubblici.
    Lo stesso Clinton, oggi particolarmente impegnato nel sociale, durante i suoi 8 anni di mandato presidenziale (della nazione – come si dice? – più potente del mondo) avrebbe potuto fare 100.000 volte di più. Ma non mi ricordo di tutta questa passione.

  2. Sraddino ha detto:

    Infatti speriamo che l’ultima frase del post sia premonitrice: “E chissà che da questo incontro non esca fuori qualche idea originale e pragmatica per la creazione di una nuova piattaforma ambientale”

    Ai poster (come si diceva negli anni 80) l’ardua sentenza 😛

  3. bloghyblog ha detto:

    Esiste, a mio avviso, una sostanziale differenza fra Bush e Clinton.
    Sulla scia emozionale degli attentati del 2001 alle torri gemelle di New York – che misero in ginocchio gli Usa e mostrarono al mondo intero la vulnerabilità e la fragilità della nazione fino ad allora considerata più potente – George W. Bush ha intrapreso una guerra inutile e insensata.
    La guerra in Irak sarà ricordata come il peggior disastro nella storia della politica estera degli Stati Uniti.
    Peggio molto peggio del Vietnam.
    L’amministrazione Bush ha voluto prendere le distanze dal lavoro svolto da Clinton in Medio Oriente alleggiando il fantasma di Osama Bin Laden – indicato come il demone, il terrorista dei terroristi – soltanto per concludere quello che anni prima non era riuscito a suo padre, Bush senior, con la guerra nel golfo: uccidere il tiranno Saddam e sconfiggere il regime iracheno.
    I conti sono stati pareggiati evidentemente: Saddam, ben inteso, meritava la cattura e la condanna, ma la sua orrenda impicaggione – data in pasto ai mass media – è stato un atto barbaro ed incivile.
    Per riscattare i propri fallimenti la storia è stata scritta solo dal “vincitore” Bush, che ha, infatti, ritenuto erroneamente di poter imporre la pace con iniziative unilaterali.
    In questi anni l’amministrazione Bush ha dissipato il retaggio etico e culturale che ha fatto grande l’America la cui vera forza è sempre stata negli ideali e nei valori di democrazia, libertà e diritti civili.
    Ideali e valori che sono stati al centro e alla base della politica espressa dall’amministrazione Clinton, che si mossa sempre nella direzione e all’insegna del multilateralismo.
    L’era di Bush volge al termine e un pò ovunque (ad eccezione di Berlusconi che continua a compiacersi dell’amico George) è forte la convinzione che fra diciasette mesi per gli Usa incomincia, finalmente, un’altra epoca…

  4. Dadi ha detto:

    La questione è ben più delicata di quel che sembra.
    In ogni caso appare inquietante che le sorti del mondo siano sempre in mano a un individuo (o la sua amministrazione, fate voi) che viene eletto dal popolo americano. Visto i riflessi che questo ha, non sarebbe bello mettere una sorta di veto da parte dei cittadini del resto del mondo?
    Comunque, Bloggy, hai menato il can pell’aia.
    Parliamo di Clinton e tiri in ballo Bush.
    Beninteso: a me la politica dell’attuale president non è piaciuta e non piace (anche se – bisogna dargli atto – è riuscito anche lui a farsi rieleggere).
    Quella di Bill forse un po’ meglio, ma insomma: la recessione mondiale, che inevitabilmente passa (se non parte) dagli USA è cosa ben più remota dell’11 settembre 2001.
    Ma il punto che volevo rimarcare con il commento era il mio stupore come spesso gli uomini si fanno belli dietro una bandiera ideologica salvo – quando tocca a loro portarla – di comportarsi non nella stessa maniera di come hanno predicato. No more.

  5. Sraddino ha detto:

    Lo so, vado paurosamente fuori tema ma Clinton mi ha fatto venire in mente questa barzelletta (ovviamente il protagonista può essere chiamato a proprio piacimento):

    Un giorno Silvio Berlusconi muore per un improvviso attacco cardiaco e finisce di filato all’inferno, dove Belzebù lo sta aspettando.
    “Non so cosa fare”, esordisce il Diavolo, “Sei nel mio elenco ma non ho più posto per te. D’altro canto devi obbligatoriamente stare qui”
    Dopo averci pensato su, il Diavolo prosegue: “Sai cosa faccio? Ho due o tre persone che non sono state tanto cattive quanto te. Ne lascerò andare una e tu ne prenderai il posto. Anzi, ti lascio addirittura scegliere quale liberare”.
    A Silvio la proposta sembra accettabile e cosi il Diavolo apre la prima porta.
    Li dentro, in una grande piscina, nuota Bettino Craxi che si immerge ripetutamente tentando di portare in superficie un immenso e sfavillante tesoro, riemergendo però sempre desolatamente a mani vuote. E si immerge e riemerge, e ancora e ancora. Questo e’ il suo destino all’ inferno.
    “No” dice il Cavaliere “non ci siamo, non sono un gran nuotatore. E poi a mani vuote non posso restare, non potrei fare questo per l’eternità'”.

    Il Diavolo lo conduce nella stanza successiva dove trovano Francesco Cossiga, che con un enorme piccone deve frantumare giganteschi massi di pietra durissima; e poi altri ed altri ancora.
    “No, sai che ho un problema alla spalla, mi farebbe male picconare in continuazione per l’eternità'”.

    Il Diavolo apre la terza porta.
    All’interno, l’ex presidente degli U.S.A. Bill Clinton, sdraiato sul pavimento, con le braccia dietro la nuca e le gambe larghe; china su di lui c’è Monica Lewinsky intenta nell’ormai famosa attività.
    Berlusconi osserva incredulo e dopo un po’ dice sorridendo: “Si, si può fare, vada per questo”.

    “OK” dice il Diavolo, “Monica: puoi andare!”.

  6. Dadi ha detto:

    Il gossip dell’estate riprende l’ecologista Grillo cadere – pure lui – in tentazione godendosi il mare di Sardegna a bordo di un potente motoscafo di oltre 40 piedi, che di ecologico ha sicuramente ben poco.
    E questo fa’ il verso alla polemica sfociata negli States nei confronti di Al Gore accusato di consumare con la sua mega villa di Belle Meade da solo più del doppio (in un mese) di una famiglia americana in un anno. Si parla di un conto medio mensile per elettricità pari a 1.359 dollari e 1.080 dollari per il gas nel 2006 (vedi: http://www.tennesseepolicy.org/main/article.php?article_id=367).
    Forse nell’incontro di cui parla Bloggy si sono scambiate delle dritte su cosa dire e cosa, invece, fare 😛

  7. Sraddino ha detto:

    Per la serie: “Fai quel che il prete dice e non quel che il prete fa”…. CHE TRISTEZZA!

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