Come amare chi non si fa’ il bidé?

Pubblicato: 12 giugno 2007 da Dadi in Internazionale, Società, Turismo, Viaggi, Vita sociale

Incarno il puro spirito nazional populista (e non popolare, non sono tanto presuntuoso). Mi sento tanto cittadino del mondo con l’ambizione che – da buon italiano – siamo i primi in tutto.
Ho viaggiato molto nella mia prima metà della vita. In posti vicini e altri meno. Ammiro, senza esserci mai stato (tipico), il nuovissimo continente, tanto quanto mi fa’ paura (ma lo amo alla follia) il Sud America dove ho passato forse il periodo più creativo e ricco della mia vita.
Mi annovero (e questa può essere presunzione) tra i turisti atipici, quelli cioé che voglioni incarnare la vita locale e rifugire dai soliti cliché. Ciò, penso allora, mi ha permesso di vedere con occhi più disincantati quello che ho intorno e che mi circonda.
In un mondo che cresce alla velocità della luce, l’Europa è rimasta a sonnecchiare. Questo alla fine della fiera può essere il resoconto di questa mia conoscenza.
Non a caso il popolo più amato, odiato, seguito e invidiato è il popolo inglese. Le ragioni non sono però chiare.
Forse è dovuto al fatto che sono i madrelingua dell’idioma universalmente riconosciuto come il primo (non certo in termini numerici ma d’importanza) al mondo. Forse per questo loro distacco un po’ da fiero nobile decaduto, con la loro isoletta, la loro Queen (tanto importante che le è dedicato l’inno nazionale le cui parole debbono cambiare se un domani al trono salisse un uomo “God save the king and no more the queen”), il Commonwealt di cui la suddetta regina è la virtuale capo universale, le loro sterline che qualsiasi moneta al mondo possa essere coniata vale sempre 2/3 volte di più (ma come cavolo è possibile!! ricordo che prima dell’entrata dell’euro ci volevano circa 3.000 lire per un pound; adesso c’è una sorta di mercato nero; e in molti casi trovi edichette con il prezzo in sterline e in euro dove il secondo numero è vicino al doppio del primo: provate a passare a un Disney Store in Italia se non ci credete). E poi ancora le loro pinte di birra, il premier che vive a Dowining Street come se stesse ancora a casa di mamma e papà; i loro ristoranti e pup fumosi (perché in UK ancora le rigide leggi restrittive anti fumo nei locali non sono passate: altro segno di diversità). Le loro discoteche dove la musica (con le ultime hit? manco per sogno: vai con Boy George e George Michael da cantare a squarcia gola; perché Fiorella Mannoia non ha inciso un pezzo disco?) viene sparata a 1.000 tanta quanto l’aria condizionata (unico strumento per coprire gli olezzi di sudore e tonnellate di profumo che quei corpi bianchissimi o neri – non ci sono mezze misure – emanano) e i ragazzini fanno la fila anche di ore per entrare (costo non meno di 10 pounds consumazione esclusa: un po’ quello che accadeva da noi una decina d’anni fa’) tutti agghindati per il giorno di festa.
Ogni giovane appena laureato che si rispetti vorrebbe passare il Rubicone (pardòn la Manica) e trasferirsi a Londra, magari anche a fare il pizzettaio o il garzone: qui in patria non accetterebbero un lavoro da impiegato di concetto presso una banca.
E poi diciamolo: l’Inghilterra non è Londra o meglio Londra non è l’Inghilterra. Fuori della metropoli (e probabilmente della downtown) le cose sono differenti. Con una vita scandita dal sole che sorge e tramonta (alle 7 pm non c’è più nessuno per strada), in quei quartieri dormitorio con quelle amene (brrrr) casette tutte uguali con estensione in verticale (forse perché la’ l’ICI si paga in ragione dell’occupazione del suolo e non del cielo) con quel micro giardino fronte casa sempre ben curato a dispetto del micro giardino nel retro che invece funziona da vera discarica e con la gente che si fa’ un culo come un paiolo per sbarcare il lunario e il livello di disoccupazione, soprattutto per le classi meno specializzate, è ai massimi.
Agli occhi di un inglese, infine, l’italiano apparirà sempre come un disonesto (ti propinano la mafia, la delinquenza, la violenza negli stadi loro che hanno la malavita organizzata più intensa in Europa con l’assetto sociale determinato dai clan di mezzo mondo – cinesi, russi, giamaicani vengono subito dopo gli stessi inglesi – e che fino a pochi anni fa’ per indicare i violenti nel calcio si parlava di hooligans); ma attenti che se possono darvi una fregatura ci mettono il tempo di un battito d’ali; e sono pure capaci di incazzarsi perché NOI siamo inaffidabili e non si possono mai fidare fino in fondo: e parlo a ragion veduta.

Fortuna che Madonna (la Ciccone della pop music, naturally) ostentava qualche anno fa’ una T-shirt con su scritto: italians do it better. In fin dei conti loro non si fanno il bidé.

bidet_dolcevita.jpg

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commenti
  1. bloghyblog ha detto:

    Neppure in Francia se è per questo…eppure la France est la France.
    Non sarà che, al contrario, in Italia si consuma troppa acqua quando sarebbe sufficiente una semplice doccia?

  2. Dadi ha detto:

    Premesso che la cosa comica (tanto per rimanere in tema) è che il bidè, meglio bidet, è nato proprio in Francia nel XIX secolo… poi però i galletti hanno pensato fosse cosa non moralmente giusta quella di toccarsi i genitali così spesso nell’arco della giornata 😛
    I francesi sono un po’ sbruffoni e per noi italiani i veri antagonisti alla … coppa di legno (proprio perchè la leadership DEVE essere sempre degli anglosassoni): ogni occasione è buona per il confronto; così nel caso del vino, del formaggio, della cultura, del turismo, del mercato dell’auto e – non ultimo – nel calcio.
    Però proprio per questo ci pone sullo stesso piano… e non riesco a pensare male dei cugini transalpini.
    Infine davvero 2/3 docce al giorno farebbero risparmiare acqua?

  3. Sraddino ha detto:

    Beh riguardo il risparmio direi che è possibile che con 3 docce si consumi meno acqua.
    Se pensi a quanta acqua consumi per lavarti mani e viso, a quanta per fare il bidet…. secondo me l’acqua per una doccia ci esce fuori.

  4. Dadi ha detto:

    Mi sa che i dati in possesso sono fuorvianti: per fare un bidet serviranno sì o no 2 o 3 litri d’acqua.
    Il problema è che ci sono un sacco di sprechi c.d. inutili: far scorrere l’acqua mentre ci si lava i denti non è tanta l’acqua che si spreca ma cmq si spreca perché non è di nessuna utilità.
    PS: però il post non voleva parlare di acqua ma di inglesi 😛

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