Evasione fiscale in Italia sopra i 270 mld l’anno

Pubblicato: 21 giugno 2007 da Dadi in Economia, Finanza, Fisco, Governo, Internazionale, Italia, Notizie, Politica, Società

padoa1-140x180.jpg   Sono ormai diversi giorni che la notizia gira tra i mezzi di informazione: sembrerebbe che l’evasione fiscale in Italia sia apprezzabile nell’ordine di 270 miliardi di euro.

Duecentosettantamiliardi che scritti in cifre fanno 270.000.000.000 (dieci zeri dopo il ventisette 🙂 ) che in lire fa’ oltre 520 mila miliardi. E’ una gran bella cifretta.
Lo conferma ancora il Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa a L’Aquila in occasione della celebrazione dell’anniversario della Guardia di Finanza di oggi.
Il quale continua facendo ancora una serie di altre considerazioni: innanzitutto che questo valore sia pari a quasi il 20% del PIL (19,2 per la precisione), che è il livello di evasione più alto nei paesi a economia avanzata (anche 4 volte di più) e che senza questo ammontare lo Stato italiano uscirebbe velocemente dalla crisi.

Mi permetta mio caro Ministro di trovare, a mia volta, una serie di obiezioni che si potrebbero porre al riguardo:

Innanzitutto mi sembra alquanto improbabile poter usare una siffatta “certezza” parlando di cifre di cui non vedo come si possa avere dei dati: altrimenti si saprebbe anche chi evade e si potrebbe facilmente stanarlo. Il valore deriverebbe da calcoli proposti dall’ufficio studi dell’Agenzia delle Entrate che assumerebbe anche un passaggio tra il 1980 e il 2004 da 40 ad (appunto) 270 mld di evaso, con un aumento del 30% solo negli ultimi 4 anni. E’ credibile?? Fra l’altro l’ISTAT parla di percentuali più contenute (tra il 15 e il 16%); comunque tanto. Il Ministro stesso a L’Aquila non se l’è sentita di usare le cifre dell’Agenzia delle Entrate parlando allora del valore che emergerebbe dall’ISTAT.

Questo poi fa’ scopa con il dato percentualistico del Prodotto Interno Lordo. E’ vero o non è vero che l’evasione ha effetti sul PIL? e’ vero o non è vero che i parametri imposti dall’Europa sono collegati al rapporto con il PIL? E’ vero o non è vero che (quindi) più l’evasione fiscale dichiarata è alta e più è il disavanzo permesso (matematicamente)? ovvero aumentando il PIL si può aumentare la spesa pubblica restando dentro il 3% imposto da Maastricht?

Andiamo avanti: ho qualche dubbio anche nel momento in cui Ella, caro Ministro, dichiara che siamo il popolo di farabutti evasori peggiori al mondo. Mi sono andato a fare una ricerca… chiaro nessun media al mondo mette in modo esplicito i panni sporchi del proprio paese così alla berlina (come facciamo qui da noi). Forse l’accesso alle informazioni del Ministero è grandissimamente più ampio di quello concesso agli umili cittadini.
Ma comunque ho trovato il rapporto Social Watch di Mike Lewis che analizza l’evasione globale e mi ha colpito la dichiarazione secondo cui “I dati sull’evasione fiscale e sulla crescita dei paradisi sono il segno di quanto le imprese multinazionali abbiano goduto dei vantaggi della mobilità transnazionale dei loro capitali. L’obiettivo è sempre quello di lavare i loro profitti utilizzando appunto i paradisi fiscali e i paesi con un livello basso di tassazione. A questo scopo vengono utilizzati meccanismi fiscali e commerciali sempre più complessi che vanno dal re-invocing ai transfer pricing (ovvero scambiare beni tra compagnie di proprietà delle stesse persone o della stessa impresa a tariffe arbitrarie, fuori mercato, permettendo così un aumento del costo dei beni o una riduzione del loro valore di vendita in paesi con una grande tassazione fiscale). Le imprese e i grandi gruppi utilizzano anche i “corporate vehicles” per fini speciali o fondi segreti offshore.
Vediamo quindi che il fenomeno è ben più immenso di quello che vogliamo dipingerlo (mi vengano indicate quali sono le multinazionali italiane, per favore).
Parlando di numeri (per quanto debbano essere presi con le molle), il Tax Justice Network da’ dei parametri di ragionamento indicando che (solo) nei paradisi fiscali siano nascosti 11,5 trilioni di dollari (avete presente un trilione? è un miliardo di miliardi!!!). I nostri 270 miliardi di euro – ammesso e non concesso che fossero tali – impallidiscono al riguardo.
Fra l’altro ci dimentichiamo di dire, dal momento che amiamo queste comparazioni esterofile, che in Italia tra imposte dirette, indirette, accise, balzelli, tasse, oneri, etc. etc. etc. abbiamo la pressione fiscale più importante al mondo!

Ma quello che appare per lo meno grottesco è proprio l’ultimo punto, l’ultima affermazione: con un livello di evasione zero il benessere del paese sarebbe altissimo, si avrebbe un rilancio dello sviluppo e si potrebbe abbassare le tasse. Ma cosa vuol dire? che le previsioni di spesa vengono fatte tenendo conti di soldi che non verrano mai incassati? o di cui non si ha certezza? ma come vengono fatti sti conti? chiedetelo a un impiegato o ad un operario cosa vuol dire mandare avanti la baracca con i (soli) pochi soldi che mensilmente porta a casa. Sarebbe, invece, come se lo stesso lavoratore decidesse di voler andare in giro in Ferrari e fare 30 giorni l’anno di vacanza a Porto Cervo perché proverà poi a farsi aumentare lo stipendio dal proprio principale.
L’economia deve fare i conti con le prorpie disponibilità e non sulle potenzialità altrimenti è inevitabile il tracollo.
Chiaro che se ci fossero più denari si potrebbe ambire a diversi e maggiori impegni. Ma chi ci assicura che non sarebbe poi la stessa cosa solo con numeri più importanti. Non è che avendo i soldi per passare dall’abitazione alla villa non si desidera di vivere in un castello?

Credo di non dire una bestemmia affermando che a nessuno piace pagare le tasse (per quanto socialmente giusto e un dovere civico di TUTTI). Soprattutto non piace a questi livelli di pressione: un lavoratore che guadagna 1.500 euro lordi al mese e non risparmia o investe un centesimo ma spende tutto per consumi quotidiani utilizza soltanto 780 euro (ossia solo il 52%) per acquistare i propri beni mentre i restanti 720 finiscono in modo diretto o indiretto nelle casse dell’erario (e credo di essere anche stato prudente per l’analisi del già detto ufficio studi dell’Agenzia delle Entrate parla invece di una media di pressione reale del 50,74%). Ma almeno ci fosse un ritorno in termini di servizi al cittadino…
Invece sapere che una quota significativa viene spesa per mantenere in vita i ns. governanti, è alquanto mortificante.

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Già! ma purtroppo oserei dire: ‘che dramma!’.

    PS: interessante il tuo blog.

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