E il giorno di Walter Veltroni finalmente arrivò

Pubblicato: 4 luglio 2007 da bloghyblog in Elezioni, Eventi, Governo, Italia, Michela Brambilla, Notizie, Politica, Silvio Berlusconi, Società, Vita sociale

Cari amici kloggher,

eccomi, dopo una breve pausa, di nuovo con voi è bello o meglio entusiasmante poter dire che il giorno tanto atteso e che molti fra noi aspettavano, finalmente, è arrivato.

Mercoledì 27 giugno dal podio della sala gialla del Lingotto di Torino, davanti a una platea attenta e plaudente, Walter Veltroni ha lanciato la sua candidatura alla guida del Partito democratico.

Con un discorso fiume – con il quale è inutile dirlo ha spiazzato letteralmente i leader dell’opposizione, tanto che Berlusconi più a corto di argomenti e senza parole del solito, ieri parlando ad alcuni studenti si è dovuto rifuggiare e affidare i suoi pochi e confusi pensieri ad un linguaggio scurrile e volgare – ha illustrato il manifesto politico del Partito democratico.

Un progetto politico quello del Partito democratico iniziato dodici anni fa da Romano Prodi, con la feconda idea dell’Unione e, che arriverà a completa definizione il prossimo 14 ottobre con l’elezione dell’assemblea costituente.

Il discorso di Veltroni al Lingotto di Torino ha avuto il pregio – dopo anni di risse sguaiate e urlate nei talk show televisivi -di riportare il dibattito sulle tante questioni che affligono la vita del Paese nell’agone politico, restituendo alla dialettica la sobrietà smarrita.

Veltroni ha quindi definito le linee guida della sua piattaforma programmatica e ha individuato ben quattro fondamentali temi: ambiente, nuovo patto generazionale, formazione e sicurezza.

Ha anche insistito sul fatto che una moderna democrazia deve essere messa nelle condizioni di decidere e con forza ha sottolineato l’urgenza e la necessità di una nuova legge di riforma elettorale e istituzionale.

Non si sentiva parlare di politica con la “P” maiuscola da tempo.

Berlusconi ci aveva abituati: a considerare gli avversari politici nemici, a ridicolarizzare tutto e tutti, a temere fantasmi anche laddove non esistevano, a vivere nell’incertezza e nella precarietà senza domani.

Finalmente un leader che con serietà – senza tanti giri di parole – indica ai giovani, alle donne e ai cittadini che intendono spendersi per il loro futuro e il futuro del Paese la strada da affrontare, senza regalare finte illusioni.

 

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Bene! bravo.
    E’ arrivato il messia (o meglio è partito da Roma – attuale capitale d’Italia, dove svolge con qualche alto e parecchi bassi, il duro incarico di primo cittadino – per andare a Torino – che fu patria nazionale ai tempi dei Savoia).
    Colui che salverà il mondo (molto più limitatamente la nostra Italia) dall’invasione del nemico; solo che ancora non è dato sapere se il nemico ha la faccia di Berlusconi oppure quella di Prodi.
    Ma faccio una domanda: Walter, ma se dovessi perdere le elezioni fra 3 anni, tu, dimmi, che farai?

  2. Dadi ha detto:

    PS: scusa per la cafonaggine: bentornato all’ovile, Bloggy, ci 6 mancato 😉

  3. bloghyblog ha detto:

    Nella remota possibiltà che questo accada, tranquillamente e senza troppi rimpianti se ne andrà a vivere in Africa come aveva, inizialmente, deciso prima di essere lanciato alla guida del partito democratico.
    Una sfida che contrariamente a quel che pensi, nonostante l’highlander Berlusconi, alla fine – e con buona pace di tanti italiani – vincerà.

  4. Dadi ha detto:

    Mi raccomando, mai perdere la speranza.
    Buana Walter… mhhh, sounds good 🙂

  5. bloghyblog ha detto:

    Anche tutti voi mi siete mancati, ma sono ritornata e senza volerlo ho scelto una data importante nel quale si festeggia in America l’Indipendence Day, e in Italia il lancio della nuova 500 nonché i duecento anni dalla nascita di Garibaldi.

  6. Sraddino ha detto:

    E scusa se è poco 😉

    Ma … come sarebbe a dire “tornatA”??? Io non pensavo che … 😉
    Allora bentornatA!

    Comunque io ho tanta paura che qui le cose rimangano sempre le stesse…
    Lo so, tacciatemi di qualunquismo, però la mia visione del futuro se non succede qualcosa di “forte” non è molto rosea!

  7. Dadi ha detto:

    Di forte dici?
    Era la teoria rivoluzionaria che io ho già visto negli anni ’80. Poi la storia ci insegna che ce ne sono stati altri – in passato – particolarmente caldi, tra cui, ovviamente, il ’68 (ricordi il film in cui Alberto Sordi viene arrestato solo perché al bar pronuncia la frase “e allora io butto la bomba!”)
    Non mi sarai mica anarchico 😛

  8. Sraddino ha detto:

    No di certo, però parlo più di un’epidemia pestilenziale circoscritta a Palazzo Madama, alla Farnesina ecc…

  9. bloghyblog ha detto:

    Sempre catastrofisti. Ma un pò di ottimismo no è?

  10. Sraddino ha detto:

    Cioè? In che modo si potrebbe risolvere ottimisticamente la vicenda?

  11. ufficio stampa ha detto:

    Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

    Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico
    Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali

    Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

    Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.

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