4 Luglio 2006 (ringraziando Beppe Severgnini)

Pubblicato: 5 luglio 2007 da emiliano66 in Internazionale, Lavoro, Motori, Real politik, Ricordi, Sport, Technology, Televisione

Ognuno ha il suo 4 di luglio. Gli americani, nel 1776, hanno dichiarato l’indipendenza dalla Gran Bretagna. Noi italiani, nel 2006, abbiamo battuto la Germania, in Germania, e poi siamo andati a vincere la Coppa del Mondo. Non è la stessa cosa, ma è qualcosa.

Non tutti, qui a Berlino, condividono questo entusiasmo. Ho trovato poche tracce, sui media tedeschi, della notte memorabile di Dortmund (la finale con la Francia, in confronto, è stata un post-scriptum). E’ vero, “Welt” ha ricordato lo “choc” di quella partita. Ma la notizia italiana del 4 luglio era il compleanno della Lollobrigida, non il gol di Grosso.

Peccato. Perché quel gol contiene tutto il bello del calcio, e spiega perché tanti sono disposti a perdonargli molte (troppe?) cose. Un minuto dalla fine del secondo tempo supplementare. La palla, calciata forte di sinistro, rientra e s’infila a due dita dal palo lontano. Il gol perfetto, al momento perfetto, nel luogo perfetto, contro gli avversari perfetti.

Il problema è: come spiegarlo ai tedeschi? Ci ha provato ieri l’Istituto Italiano di Cultura a Berlino, organizzando l’incontro “Italia-Germania: Alles nur ein Spiel? Ein Jahr Danach” (Italia-Germania: tutto solo un gioco? Un anno dopo). S’è discusso, guardato filmati, sfogliato ricordi. I nostri, eccitati ed epici; quelli tedeschi, più romantici. I Mondiali 2006 sono ormai, ufficialmente, “ein Sommermärchen”, una favola estiva.

In effetti, la trama era bella; e’ mancato, per i padroni di casa, solo il lieto fine. Oppure, chissà: la nuova Germania – ammorbidita da viaggi, arrivi e successi – ha deciso che organizzare un Mondiale impeccabile, e vincerlo pure, sarebbe stato troppo. Vent’anni fa l’avrebbe fatto. L’estata scorsa, invece, ha lasciato il passo a noi, restituendo la gentilezza di Italia ’90.

Fantasie? Ovvio. Il calcio a questo serve (i calciatori non se la prendano: come tutti, sono comparse del tempo che passa). Ieri sera al Kino Babylon di Rosa-Luxemburg Strasse s’è parlato di caratteri nazionali e nazionali di carattere, di rivalità e rivincite. Dei tanti vertici italo-tedeschi non si ricorda più nessuno. Degli incontri all’Atzeca (1970), al Bernabeu (1982) e al Westfalenstadion (2006) ci ricordiamo tutti. Noi, perché abbiamo vinto; loro, perché hanno perso.

C’è del sadomasochismo, in questo, non c’è dubbio. Ma è roba sana, gioco tra amici. Ha scritto l’Istituto di Cultura presentando la serata: “Quella che lega l’Italia e la Germania è da sempre, e non solo sul piano calcistico, una relazione particolare. Un mix di profonda fascinazione e antico sospetto, di ostinato pregiudizio e sconfinata ammirazione. Una sonderbare Wahlverwandtschaft (particolare affinità) che come tutte le grandi passioni conosce alti e bassi, momenti di esagerati entusiasmi e improvvisi rancori”. E’ un buon riassunto, ma non è l’unico.

Ne ho visto un altro alla Finow Schule, quartiere verde di Schöneberg – un paradiso urbano dove un napoletano piangerebbe di commozione. La scuola esiste dal 1969; nel 1994/95 è partito il progetto Scuola Statale Europea di Berlino, con la combinazione tedesco/italiano. Metà dei bambini è di origine straniera. Ieri mattina mi aspettavano: una folata di magliette azzurre, tra biscotti e domande.
Piccoli italiani tra due mondi: non sanno nulla di fascinazione e sospetti, di pregiudizi e sonderbare Wahlverwandtschaft, di entusiasmi e rancori. Sanno solo che quella sera d’estate sono rimasti svegli fino a tardi, l’Italia ha vinto, e va bene così.

Dal Corriere della Sera del 5 luglio 2007

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Strano che il buon … buon … diamine, cos’è Severgnini? giornalista? inviato? scrittore, critico, comico? o forse solo sportivo (in senso di tifoso, perché la palla non glielo mai vista toccare e sì che ne fanno di partite del cuore)?
    Cmq, strano che il buon Beppe tra le citazioni del 4 luglio si sia (volutamente?) dimenticato di una data storica per noi italiani (non certo né il lancio della nuova 500 né i 50 anni della più celebre capostipide, non siamo prosaici, per favore) ovvero i 200 anni dalla nascita di Garibaldi.
    Ma forse non è poi così strano, per Severgnini…

  2. Sraddino ha detto:

    E in più si è anche dimenticato che oggi il mio nonnino avrebbe compiuto 92 anni!!! 🙂

  3. ChiamamiAquila ha detto:

    auguri al nonno 🙂

  4. Sraddino ha detto:

    Grazie! Cmq mi sono sbagliato … ho scritto oggi (che è 5) ma intendevo ieri … proprio come Garibaldi (e sicuramente qualcuno dei 1000 😉 )

  5. realmonk ha detto:

    bella emiliano66 come direbbero i giovani d’oggi,non ho ancora aperto il corriere ed è bello leggere la tua anticipazione. molte delle affermazioni le trovo azzeccatissime. tra noi ed i germani la “particolare affinità” è veramente forte. un tempo lontano i nostri popoli si affrontavano con rispetto e reciproca ammmirazione … non è un caso che uno dei nostri migliori condottieri, un imperatore quasi perfetto che tiberio ha ritenuto di levarsi di mezzo, si chiamasse germanico … ma oggi noi non siamo più il popolo di una volta e le imprese epiche sono solo quelle dei nostri calciatori, gladiatori moderni. moderni esempi di virtù, modelli che a volte – il gattuso uomo , nei comportamenti e nelle attività fuori dal campo – sanno essere positivi.
    certo mi piacerebbe sapere anche cosa ne pensi te, qual’è il clima che vivi giorno dopo giorno …

  6. Sraddino ha detto:

    Comunque l’articolo è emozionante sul serio!

    Per quanto riguarda il clima di sospetto … io ho assaggiato Monaco di Baviera per 10 mesi e devo dire che personalmente non ho mai avuto problemi perché ritengo di essere una persona che sa comportarsi, però ci sono stati diversi episodi che mi hanno fatto capire che … il sospetto, anzi nel caso dei tedeschi nei nostri confronti, disprezzo, ancora c’è … eccòme!

  7. Dadi ha detto:

    Sai, i tedeschi in questo sono abbastanza presuntuosi: non amano parlare con gli italiani che vanno in Germania a fare gli sciacquapiatti.
    O forse no… ma chi ti ha mandato in Germania? 🙂
    lo conoscono pure la’, omioddio (mein got) 😛 P

  8. Sraddino ha detto:

    ah dici che era perché ero sempre profumato di Svelto che mi trattavano così??? 😉

  9. Dadi ha detto:

    Forse che sì, o forse che il nano di Appiastrasse era troppo conosciuto pure da quelle parti 😛

  10. emiliano66 ha detto:

    La mia impressione, dopo 18 mesi di permanenza e’ che a Monaco c’e’ una profonda voglia di Italia e di apprezzamento per il Bel Paese. Poi come al solito e’ il singolo episodio che crea la Storia…

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