Sachsenring, il parcheggio in Germania

Pubblicato: 10 luglio 2007 da Dadi in Beppe Grillo, Citazioni, Coppa America, Friend, Internazionale, Motociclismo, MotoGP, Motomondiale, Motori, Repubblica, Spettacolo, Sport, Technology, Telecomunicazioni, Velocità

Il circuito del Sachsenring è situato, nella Sassonia tedesca,  nell’ex Germania dell’Est, ad una novantina di km da Dresda, 45 km a sud di Lipsia e 10 km da Chemnitz.
Indirizzo: Sachsenring GMBH & CO KG Am Sachsenring 2 – 09353 Oberlungwitz – Germania.

Vanta una buona storia, avendo ospitato la prima gara di moto nel lontano 1927, ovvero 80 anni fa’. Il vecchio circuito però era profondamente diverso dall’attuale. Infatti nel 1990 le nuove direttive di sicurezza determinarono la sospensione delle gare del motomondiale al Sachsenring obbligando l’esecuzione di lavori di ristrutturazione profondi.
Questi portarono alla realizzazione del tracciato proprio all’interno del vecchio ring; così dal 1998 ospita nuovamente con regolarità il GP di Germania. 

Ha una lunghezza di 3.671 metri ed è uno dei più corti del mondiale. Presenta 4 curve a destra e ben 10 a sinistra.  Sicuramente è uno dei più lenti, con una velocità media di percorrenza sotto i 160 km/h.
Talmente lento e ondulato con una infinita serie di curve che fanno girare su se stesso il tracciato, da meritare il nomignolo, non tanto affettuoso, di “parcheggio” da parte del pluricampione Valentino Rossi.

rs20062007630223239809508569.jpg   Ma domenica prossima sarà questo il banco di prova del Dr. Rossi dopo la possente spallata data a tutti e soprattutto il messaggio lanciato al suo primo avversario, l’australiano Casey Stoner che sta facendo vivere momenti di gloria alla giovane scuderia corse della Ducati.
I punti di distacco si sono ridotti: ora sono 21. Non sono tanti, ma neppure pochi a metà campionato.

Rossi ha già vinto tanto e tutto e non dovrebbe dimostrare niente a nessuno; ma ciò non di meno ha la maledizione del vincente, della prima donna: deve vincere sempre per non far spegnere i riflettori tutti puntati sulla star.
top3.jpg   Stoner dal canto suo, anche se non ha mai vinto nulla nel motomondiale, non è (ancora) obbligato a vincere: è giovane, crescerà, ah se crescerà. Ha un mostro attaccato ai polpacci che giustificherebbero qualsiasi resa; la sconfitta non sarebbe più onorevole. La Ducati poi sono solo 5 anni che è presente nella classe regina del motomondiale: vanta tanta storia in SuperBike quanto praticamente nulla nella MotoGP. Ma insieme hanno l’obbligo di provarci fino all’ultimo istante, fino a che la matematica non dirà che vincere è impossibile. E in più è lui, il 21nne, a guardare tutti dall’alto della classifica.

Nella 250 il discorso è appena diverso. Lorenzo è dato per favorito alla conquista dell’alloro finale; ed è in testa. Ma dietro Dovizioso e De Angelis non scherzano. 24 punti separano i 2 italici (Alex è di San Marino, lo so) dallo spagnolo. Anche in questo caso ci vuole poco a bruciarsi un bel vantaggio.

Peccato, infine, che il bravo Pasini, nell’ottavo di litro, si sia svegliato troppo tardi e recuperare 66 punti sul leader sembra cosa improba. Quindi godiamoci le piroette di Mattia, ma consideriamo che il mondiale è cosa a 2 tra Faubel e Talmacsi (a 7 punti). Anche Gadea (-33) sembra avere poche chances.

Programma:

Venerdì 13 luglio:
13.05-13.35 1° turno di qualifiche classe 125cc
15.05-15.50 1° turno di qualifiche classe 250cc

Sabato 14 luglio:
13.05-13.35 2° turno di qualifiche classe 125cc
13.50-14.50 turno di qualifiche classe MotoGP
15.05-15.50 2° turno di qualifiche classe 250cc

Domenica 15 luglio:
11.00 partenza gara classe 125cc
12.15 partenza gara classe 250cc
14.00 partenza gara classe MotoGP

Proviamo a spiegarlo questo tracciato tanto strano; vediamo se mi riesce 😉
Si percorre il corto rettileneo dei box (solo 780 metri, la parte più veloce del tracciato: infatti la massima velocità si raggiunge proprio pochi metri dopo il traguardo, con lo speed trap posizionato a circa 200 metri dalla lenta curva successiva) a cannone: si toccano anche i 300 all’ora. Frenata brusca e secca (si passa da 280 a 70 km/h) per l’entrata nel cavatappino in discesa: prima a destra lenti e subito a sinistra, poi ancora a destra; prendere la giusta corda vuol dire guadagnare terreno. Qui abbiamo la prima contropendenza: la pista prende a salire. Curva a sinistra di circa 90°, poi subito un’altra. Si apre l’acceleratore. Da qui in poi inizia quella che reputo la curva più lunga mai vista (in pratica si sta sempre in piega e si dosa acceleratore e freni per impostare la migliore traiettoria): comincia il curvone a sinistra molto piano, si apre gas, sempre in piega, prima decellerata (leggera) e si chiude il 2° tratto; ancora gas e nuova decellerata in frenata per la 3^ parte di questa curva; si riaccelera e si imposta per effettuare le successive 2 pieghe a sinistra quasi a gas aperto, sfruttando anche i cordoli. Solo tenendo una buona linea si riesce a entrare veloci sulla seguente piega a destra (che va verso il basso e quindi risulta cieca). Inizia il corto rettilineo in discesa opposto ai box. Sempre in discesa si frena per una nuova curva a sinistra; piccolo allungo in falso piano (la strada riprende a salire) e frenata secca per l’ultima curva a sinistra tutta in salita (subito dopo c’è anche un piccolo dosso che può creare qualche fastidio d’alleggerimento) per entrare finalmente e nuovamente nel rettilineo dei box.

Io credo che per vincere al Sachsering c’è bisogno di una motocicletta molto equilibrata e con un’ottima trazione: gran parte del percorso si effettua in piega e il rischio di perdita di aderenza in accelerazione è tanta; anche se le nuove 800 cc sono meno brutali nell’erogazione; il cerchio da 16″ potrebbe aiutare non poco nella stabilità perché ci sono tanti cambi di direzione e di piega consecutivi. Serve una seconda e una terza marcia con molta ripresa. E tanto freno motore per evitare di dover lavorare in modo esagerato con la pinze soprattutto nella sequenza di tre curve a sinistra.
La Yamaha, ma anche la Honda, sembrano avantaggiate rispetto alla più rigida Ducati. Ma il piccolo Stoner ha dimostrato di riuscire a dominare l’irruente Desmo4.
Poi l’incognita maggiore può venire dalle gomme…

La corsa lo fatta anche io con la PS2. Risultato? PRIMO con la Ducati GP4 compiendo i 30 giri della gara (questa volta è esatto rispetto alla realtà 🙂 ) in 42.17.556; secondo è arrivato Max Biaggi sulla Honda RC211 gialla della Camel a 1″210 di distanza, terzo Alex Barros a +4″042. Rossi 5° a quasi 6 secondi 😛
Le Suzuki si sono posizionate 9^ con K. Roberts a 54″5 e 10^ con Hopkins a oltre 1’19”.
Il mio best lap: 1.23.428; il record ufficiale è quello di Dany Pedrosa realizzato nel 2006 in 1.21.815 (in qualifica) e 1.23.355 (in gara).

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    STONER!!!
    bastoner, again 🙂

  2. Sraddino ha detto:

    Ma quale Bastoner!!! Stavolta gli ha detto di … lusso e basta!!!

  3. Dadi ha detto:

    Già ho postato (sono rientrato in attivo 🙂 )
    Mi rendo conto che 115 punti di distacco siano per te molto indigesti 😛 😛

  4. Sraddino ha detto:

    Maledetto!!! 🙂 😀 😛

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