La McLaren assolta dalla FIA, ma resta sotto sorveglianza

Pubblicato: 26 luglio 2007 da Dadi in Amicizia, Blog amico, Ferrari, Formula 1, Giustizia, Inchieste, Internazionale, Italia, McLaren, Motomondiale, Notizie, Technology

Eravamo tutti in trepidante attesa. Beh, per lo meno lo ero io.

Oggi era il giorno, quello in cui la FIA (Fédération Internationale de l’Automobile), riunita oggi a Parigi in Place dela Concorde numero 8, sala Michelin, per decidere del futuro degli imputati e della McLaren-Mercedes a seguito della spy-story emersa a seguito del ritrovamento degli incartamenti e dei progetti della Ferrari F2007 a un dipendente del team inglese.

A partire dalle 9:30 il presidente della FIA, Max Mosley, e i 26 membri del Consiglio Mondiale, fatta eccezione per Jean Todt in quanto parte in causa, si sono trovati alla presenza di altri team per decretare se il la squadra di Woking fosse colpevole e, in caso affermativo, di quale entità dovesse essere la sanzione.

Nell’aria c’era però sentore che non ci sarebbe stato un grande sconquasso; sia per la mancanza di effettive dimostrazioni che la McLaren avesse utilizzato i modelli della monoposto di Maranello per migliorare la propria, sia per ragioni di opportunità politico-mediatica: ci sono in ballo i diritti televisivi ed estromettere un team del calibro della McLaren avrebbe comportato un notevole danno economico; non ultimo sembrava anche alquanto ingiusto privare i due piloti, Hamilton e Alonso, rispettivamente 1° e 2° in campionato, delle chance per competere il mondiale di Formula 1 al riparo dal macigno di penalizzazioni.

Alla fine, parafrasando Shakespeare, ‘much ado about nothing’ ovvero tanto rumore per niente. Il Consiglio Mondiale della FIA ha giudicato la McLaren non colpevole di spionaggio nei confronti della Ferrari.

Leggiamo allora il comunicato ufficiale diffuso al termine dell’udienza:
“La McLaren era in possesso di informazioni confidenziali in violazione dell’art.151” ma “non ci sono prove che queste informazioni siano state usate in qualunque maniera per interferire impropriamente con il Campionato del Mondo, pertanto non vengono imposte penalizzazioni“.

Quindi la squadra anglo-tedesca tira un sospiro di sollievo e esce pulita da questa torbida storia. Anche se una spada di Damocle il Consiglio Mondiale della Federazione la lascia in testa a Dennis e la sua squadra; infatti – ancora nel comunicato – si legge che
Se in futuro emergerà che queste informazioni sono state usate ai danni del campionato ci riserviamo come Consiglio Mondiale della Federazione di invitare di nuovo davanti a noi la McLaren che dovrà fronteggiare la possibilità di esclusione non solo dalla stagione 2007 ma anche da quella del 2008“.

E dei due grandi inquisiti? Entrambi erano stati preventivamente allontanati dai rispettivi team, già da tempo. La FIA, nella parte finale del comunicato, invita Nigel Stepney (ex dipendente Ferrari) e Mike Coughlan (il tecnico della McLaren che aveva fatto tremare il palazzo con le sue confessioni, dopo essere stato trovato in possesso dei file della F2007 in casa) a giustificare per quale ragione non dovrebbero essere allontanati dall’International Motosport per un periodo lungo. Delegato a operare in tale senso viene incaricato il dipartimento legale della Fia.

Il commento del patron della McLaren Ron Dennis è tagliente: “È un verdetto in linea con la colpa. E qui non c’è“.
Anche se si è dichiarato infastidito dall‘essere messo sotto esame: “Non sono però completamente soddisfatto del risultato del processo. Per una punizione si presuppone un crimine. Qui non c’era crimine“.

La sentenza non lascia adito a ulteriori commenti, sembrerebbe.

Ciò non di meno restano ampie ombre sulla vicenda. In quanto Stepney aveva trafugato le informazioni sensibili e le aveva passate al suo collega ingegnere Coughlan; questo è un dato di fatto e non è sindacabile: il materiale era a casa dell’inglese della McLaren e lo ha anche confessato lui stesso, pur di non venire inquisito nell’inchiesta della magistratura di Modena in corso sull’affair. Coughlan è un dipendente di una squadra di Formula 1 e quindi sottoposto a regole di codice sportivo, prima che giudiziario.

Perché tale documenti erano a casa di Coughlan? I dati erano stati pagati? E se sì quanti soldi erano stati necessari? Aveva il tecnico (per quanto pagato profumatamente) disponibilità di una somma tanto ingente per tale operazione? Coughlan ha agito da solo? E perché? Quale sarebbe dovuto essere il suo vantaggio? La McLaren non ne ha tratto benefici diretti; ma è pensabile che ne potesse aver avuti di indiretti (a esempio il comportamento delle monoposto avversarie per migliorare le proprie, oppure il comportamento della F2007 con le Bridgestone, sapendo che per la McLaren erano una novità venendo dalle Michelin)?

Un bel po’ di quesiti che non so se verranno mai svelati.

La cosa incredibile è che la McLaren sapeva, che la FIA ha riconosciuto la violazione dell’art. 151 del codice sportivo internazionale e che Coughlan è un loro dipendente. Ma la squadra di Woking ne esce completamente pulita.

Non mi si venga a dire adesso che queste cose succedono solo in Italia.

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commenti
  1. ChiamamiAquila ha detto:

    E’ di poche ore fa’ la news che Mosley ha mandato in appello il caso dello spionaggio industriale della mcLaren ai danni della Ferrari.
    Mi sembra un fatto nuovo di una quelche importanza.

  2. Dadi ha detto:

    Dopo che il presidente della FIA Max Mosley ha deciso di ricorrere in appello contro la sentenza della commissione che aveva scagionato il team McLaren nel caso relativo alla spy-story e ai documenti sottratti alla Ferrari, il boss di Woking, Ron Dennis, ha scritto una lettera aperta al presidente dell’ACI-CSAI, Luigi Macaluso, da un lato per difendere l’operato della sua scuderia e dall’altro per puntare il dito accusatorio contro il team di Maranello.
    Macaluso è stato il principale attore a incoraggiare il presidente della FIA, con una sua lettera, a ricorrere in appello. Secondo Dennis la Ferrari ha vinto il primo Gran Premio di questa stagione in Australia con una vettura non regolamentare; richiamando il fondo piatto della monoposto utilizzata dalle rosse in quella corsa. Sentite cosa scrive il patron della squadra inglese: “Se i disegni forniti da Mr. Stepney relativi a questo componente illegale non fossero stati sottoposti all’attenzione della McLaren la Ferrari avrebbe continuato a gareggiare con una vettura non regolamentare. E’ nell’interesse della Formula Uno che queste ‘soffiate salutari’ vengano incoraggiate e non ostacolate”. Capito?
    In tal modo Dennis sta ammettendo di aver ricevuto informazioni riservate sulla Ferrari. Anche se solo per queste “opportune” ragioni.

    Sono sempre stato molto morbido e in attesa delle evoluzioni del caso. Anche perchè non c’era la certezza di un comportamento antisportivo.
    Ma adesso si è superato il limite:
    Allora caro Mr. Dennis, che paghi fino all’ultimo! fuori dai maroni la McLaren quest’anno e pure il prossimo; tanto non frega una cippa a nessuno.

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