Montezemolo suona la carica: Massa e Raikkonen rispondono

Pubblicato: 27 agosto 2007 da Dadi in Automobilismo, Ferrari, Formula 1, Internazionale, McLaren, Motori, Sport, Velocità

massa_winner_turchia.jpg   In attesa che vicende extra sportive dicano la loro (il ricorso sulla spy-story tra McLaren e Ferrari è atteso per il prossimo 19 settembre e qualche giorno dopo ci sarà il verdetto sul ricorso mosso dagli uomini del team di Woking contro la punizione inflitta di non assegnare punti al campionato costruttori in occasione del GP di Ungheria, vedi “In Ungheria Hamilton su McLaren vince nello scompiglio Federale“) la Ferrari di Formula 1 ha risposto agli incitamenti del suo presidente, Luca Cordero di Montezemolo, con un primo-secondo nel Gran Premio della Turchia, 12° appuntamento del mondiale. I più vicini al nobile condottiero di Maranello, già presidente di Confindustria e della FIAT, parlano di una vera e propria sfuriata, nel senso buono del termine, nella quale non avrebbe usato mezze misure o perifrasi: la Ferrari è la macchina e la squadra più forte che ci sia; i piloti e gli addetti debbono dimostrare di esserne degni e all’altezza.

La buriana ha prodotto i suoi frutti già nelle qualifiche di sabato (è sempre importante partire in testa ma sul veloce tracciato turco, dove l’aerodinamica viene molto sporcata dalla vettura che precede rendendo difficili i sorpasse e anzi provocando possibili noie a motore e pneumatici che lavorano male) con la pole position del brasiliano della rossa; senza un piccolo errore alla penultima curva avremmo avuto anche il finnico in prima fila. Ma le cose non sono andate comunque male.

Le Ferrari fanno una scelta ottimale, partendo con gommature morbide mentre gli avversari preferiscono le più dure; non nego che la scelta magari in casa McLaren fosse alquanto obbligata dal momento che la vettura anglo-tedesca aggredisce molto più i pneumatici di quanto non faccia la rossa. Però inevitabilmente le gomme più aderenti e il fatto di partire sulla zona più pulita della griglia hanno permesso a Felipe Massa di mantenere la prima posizione e a Kimi di superare alquanto in scioltezza l’avversario Lewis Hamilton che partiva secondo. In più l’altro pilota della McLaren-Mercedes, Fernando Alonso, quarto in griglia, veniva scavalcato dal duo della BMW-Sauber trovandosi così lontanissimo già a un terzo di gara (perdita media nei primi 20 giri, un secondo).
La gara è relativamente noiosa con sorpassi che, se ce ne sono stati, si contano sul palmo di una mano.

La cavalcata del brasiliano è stata autorevole e intelligente con marcatura a uomo proprio sul suo compagnio di squadra: stessi tempi di permanenza ai box e un giro in più in pista a ogni stint gli permettono di ritrovarsi sempre davanti al compagno-rivale al rientro in pista.

A due terzi di gara, quando Massa era primo, davanti a Raikkonen, Lewis Hamilton terzo e Alonso quarto (complice una poco pagante scelta tattica del team BMW-Sauber di un primo stint corto per Kubica e nella girandola delle soste ai box ha superato Heidfeld), tutto sembrava secondo copione: le Ferrari facevano quello che dovevano (il brasiliano prendeva 10 punti mentre 8 il finlandese – e in totale 18 alle Ferrari -; ma l’aglo-caraibico si poteva accontentare del terzo posto che gli faceva perdere un po’ di terreno dal duo della F2007 ma gli avrebbe dato ulteriore vantaggio sul primo inseguitore in campionato, Alonso).
Il fato ci mette allora lo zampino: la gomma anteriore destra del pilota inglese della McLaren si desciappa, ovvero si stacca il battistrada dal corpo del pneumatico, facendolo finire fuori pista; ma l’ottima via di fuga in cemento garantisce ad Hamilton di rientrare in pista: la gomma comunque non si è afflosciata e i box sono vicini. Alla fine perderà solo 2 posizioni e non è male visto come sarebbero potute andare le cose; e per sua fortuna non aveva ancora fatto l’ultimo pit-stop. Ringrazia il cielo Lewis e pure Fernando (da meno 9 sale a meno 5).

felicita_ferrari.jpg

Alla fine Felipe Massa su Ferrari passa primo il tragurdo avendo percorso i 58 giri in 1 ora 26 minuti e 42″161, seguito da Kimi Raikkonen, sempre su Ferrari, che ancora una volta si è fragiato dell’inutile titolo del più veloce in pista, a 2″2; conclude il podio Fernando Alonso, sulla prima delle McLaren, a oltre 26 secondi. Gli altri a punti: 4° Nick Heidfeld (BMW), 5° Lewis Hamilton (McLaren), 6° Heikki Kovalainen (Renault), 7° Nico Rosberg (Williams-Toyota) e 8° Robert Kubica (BMW).

La classifica
Campionato piloti:
1° L. Hamilton (GB) 84 punti
2° F. Alonso (ES)     79 punti (-5)
3° F. Massa (BR)      69 punti (-15)
4° K. Raikkonen (FI) 68 punti (-16)
5° N. Heidfled (GE)  47 punti (-37)

Campionato marche:
La McLaren (in attesa di sapere se poter riconteggiare i 15 punti che non le sono stati assegnati in Ungheria) continua in testa a 148 punti, ma la Ferrari si è avvicinata parecchio, adesso a 11 lunghezze, avendo guadagnato 8 punti. La terza, la BMW, è lontanissima con 77 punti: la matematica non la condanna ancora, ma per vincere questo campionato dovrebbe fare 5 doppiette da qui al termine e nessun pilota McLaren e Ferrari dovrebbe finire la corsa.

Adesso i fantastici 4 sono alla pari nel computo delle vittorie pro-capite con 3 ciascuno; la differenza, l’abbiamo detto in passato, sono stati alcuni ritiri e pessimi punteggi finali degli uomini in rosso. Ma la corsa è ancora aperta a 5 GP alla conclusione: due sono dichiaratamente favorevoli per le rosse (Monza, che è il prossimo per un caldissimo gran premio di casa per la Ferrari, e il SPA per il GP del Belgio); alla pari in Cina (penultima gara); mentre qualche incognita per il nuovo circuito giapponese, il rinnovato Fuji, e in Brasile, per via della Bridgestone che avrebbe dichiarato di voler usare gomme a mescola molto morbida, nell’ultimo atto dove probabilmente si giocherà il mondiale.

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