Rossi rompe a Misano e incorona Stoner

Pubblicato: 3 settembre 2007 da Dadi in Ducati, Motociclismo, MotoGP, Motomondiale, Motori, Sport, Velocità

rossi_stoner_meritatitolo.jpg Probabilmente era l’ultima chance per il sette volte campione del mondo.
Un’occasione importante più del pane; che Valentino Rossi NON doveva perdere per limitare il gap con il giovanissimo avversario della Ducati, Casey Stoner.
Mancavano 6 gare al termine di questo appassionante motomondiale; e sessanta erano i punti che separavano il pesarese dall’australiano.

In più era una sorta di derby casalingo: da un lato a pochi chilometri c’è casa Rossi, e da queste parti Valentino è quasi un fratello di tutti piuttosto che un famoso pilota. Ma è anche la patria delle Ducati, un po’ come Imola sta alla Ferrari. Non a caso, l’abbiamo ricordato in un precedente post, la rossa di Porgo Panigale, qui ha vinto 25 volte su 32 gare disputate in SuperBike.

E le premesse per una gara d’attacco c’erano tutte: Stoner con la pole position ottenuta all’ultimo minuto di sabato in 1.33.918; e Rossi subito dietro con 176 millesimi di ritardo.

La gara però ha avuto un altro andazzo e alla fine il risultato è stato molto diverso da quello che Rossi aveva sperato e intimamente sognato.
Non tanto, o almeno non solo, perché Casey è filato via come un razzo, incontenibile e irraggiungibile per chiunque, con qualsiasi moto, con qualsiasi guida, con qualsiasi pneumatico; ma soprattutto perché anche il rio fato ha sancito che questo non debba essere assolutamente l’anno di Valentino: partito in verità non benissimo, dopo appena 4 giri la sua Yamaha M1 ha cominciato a dare noie costringendolo al ritiro poco dopo.

Dietro, appena subito dopo il via, le Honda HRC-Repsol venivano messe fuori gioco da un incidente di Randy De Puniet che faceva cadere Daniel Pedrosa e costringeva a una escursione sul prato l’altro scudiero, Nicky Hayden, alla fine solo 13°; mentre Colin Edwards sulla seconda Yamaha ufficiale non figurava mai tra i piloti di testa (nono sotto il podio).

Così l’unico team che per circa metà corsa tenta di tenere il passo di martello Stoner è la Suzuki-Rizla con Vermuelen e Hopkins; che però si arrenderanno ben presto per l’incredibile andamento della GP7.
Vanno molto bene le Suzuki, in questo fine di stagione, segno di un gran progresso della motocicletta. Sono ancora abbastanza indietro alla concorrenza diretta (Honda, Yamaha e soprattutto Ducati):
nella classifica costruttori la Suzuki è quarta con 191 punti dietro Ducati (283), Honda (219) e Yamaha (213); meglio nella classifica per team dove il Suzuki-Rizla figura 3° con 284 punti ovvero due soli in meno di Yamaha-FIAT (286) che è seconda e più di 80 dalla Ducati Marlboro Team, in vetta con 369 punti. Ma se queste sono le premesse credo che il 2008 possa essere un anno che darà grandissime soddisfazioni alla squadra giapponese in MotoGP.

Più divertente, se vogliamo, è stata la corsa nelle posizione arretrate con Melandri, Capirossi, Checa e Elias che si danno fastidio per molto tempo nel tentativo di giungere il più avanti possibile. Soprattutto il milanese del team Gresini ha fatto una corsa gagliarda, nonostante qualche guaio fisico.

Alla fine:
Casey Stoner (AUS) giunge primo con la sua Ducati GP7, realizzando l’ottava vittoria quest’anno (su 12 gare disputate), davanti a Chris Vermuelen (AUS) su Suzuki-Rizla e – a chiudere il podio – John Hopkins (USA) sempre su Suzuki-Rizla; 4° Marco Melandri (ITA) su Honda-Gresini, 5° Loris Capirossi (ITA) con Ducati GP7, 6° Carlos Checa (SPA) con la Honda LCR, 7° Toni Elias (SPA) su Honda-Gresisi, 8° Anthony West (AUS) Kawasaki, 9° Colin Edwards (USA) Yamaha-FIAT e 10° Shinya Nakano (JAP) su Konica Minolta Honda.

Pertanto la nuova classifica vede:
1° Casey Stoner (AUS) 271 punti
2° Valentino Rossi (ITA) 186 punti (-85)
3° Dani Pedrosa (SPA) 168 punti (-107)
4° Chris Vermuelen (AUS) 144 punti (-123)
5° John Hopkins (USA) 140 punti (-127).

Con 125 punti ancora a disposizione la matematica escluderebbe soltanto l’americano della Suzuki dalla corsa al titolo iridato. Anche se credo proprio che sia finita per chiunque: con 4 ottavi posto e un 7°, l’australiano della Ducati farebbe i 41 punti che renderebbero inutile anche 5 vittorie di fila di Valentino Rossi.
Il timido e prudente Casey sa però che i giochi non sono fatti e lo champagne deve attendere nel frigo; un grande come il connazionale Mick Doohan diceva che ‘prima bisogna vincere le gare e poi di conseguenza arriva il titolo‘.

Un cenno infine alle Bridgestone: la classifica finale farebbe pensare che la pista di Santa Monica di Misano Adriatico sia stata ottimale per le gomme giapponesi, infierendo, invece, sulle francesi Michelin.
Pur pensando che sono andate perfettamente, ciò non di meno non abbiamo parametri reali per asserire uno strapotere delle Bridgestone:
abbiamo, infatti, che Hayden e Pedrosa, con la HRC ufficiale, e Rossi e Edwards, sulla Yamaha-FIAT, sono gommati Michelin; anche Checa con la Honda clienti affidata a Lucio Cecchiniello e Nakano sulla Honda del team Konica Minolta oltre alla KR212V usano le coperture francesi; viceversa le Bridgestone calzano le Ducati-Marlboro team di Stoner e Capirossi, le Honda del team Gresini di Melandri e Elias, le moto di Vermuelen e Hopkins (fra l’altro inizialmente non credo che le Suzuki fossero state inserite in prima fascia, cioé quelle che avrebbero potuto ambire alla vittoria finale di uno dei titoli), le Kawasaki di De Puniet e West e infine le Ducati Pramac D’Antin di Alex Barros e Hofmann.
Fuori del coro le Yamaha Tech 3 (con i piloti Guintoli e Tamada) con i pneumatici Dunlop.
Con Rossi che ha rotto dopo 5 giri, Pedrosa caduto alla prima curva e, nel medesimo incidente, Hayden che ha perso molte posizioni, l’unico vero portacolori delle gomme francesi era Colin Edwards, mai particolarmente incisivo quest’anno: è settimo in campionato con 100 punti esatti e nel suo palmares contiamo solo un 3° posto nella seconda gara in Spagna e un 2° a Donington, per il resto è stato abbastanza in ombra. Meglio in questa ultima gara si è comportato lo spagnolo del team Cecchiniello giunto, come suddetto, 6°.
Pertanto un risultato apparentemente straordinario delle moto gommate Bridgestone mi sembra, invece, assolutamente normale per gli eventi occorsi in gara.

L’italiano le ha provate tutte, insieme ai suoi fans: non è bastato il mini pellegrinaggio di sabato da Tavuglia a Misano (15 km); non è bastato neppure il tifo di Marco Materazzi, il difensore dell’Inter e grande amico di Valentino, venuto a vederlo.
Valentino ha ammesso nelle interviste televisive di fine gara che il mondiale 2007 è profondamente segnato. “Il loro titolo è meritato è fuori discussione. La Yamaha non va moltissimo e dobbiamo rischiare un po’ di cose nuove, la moto non andava malissimo, ma il motore si è rotto. Non è un grande periodo, il podio qui ci voleva come il pane, non abbiamo il potenziale per la vittoria. La condizione tecnica è sfavorevole, bisogna cambiare qualcosa. Devo pensare per me, ma se devo correre così preferisco fare altre cose. Fare altro? Devo stare attento a quello che dico, qualunque cosa viene usata, del fatto di ritirarmi me lo hanno detto in molti ma faccio gli scongiuri, non mi sembra di non avere più velocità o performance per vincere. Non capisco, perché così non sono messo in condizione di vincere e non ci sto“.
Anche se poi, dopo essere fuggito via dal paddock, dribblando la conferenza stampa prevista, dalla velina del Team Yamaha, Rossi ha fatto sapere che ‘restano due possibilità: arrendersi o continuare a lottare‘, proprio ciò che il pesarese intende fare.

stoner_misano_2007.jpg Ma ieri tutti, comprese le due Suzuki, hanno solo potuto ammirare il lampo rosso che davanti ha fatto gara solitaria.

Flash dalle altre classi:
Abbiamo avuto una situazione molto simile alla MotoGP nella 250: Andrea Dovizioso (2° in campionato a 30 punti di distacco) ha cavalcato primo praticamente in solitaria per tutta la gara, e soprattutto d’avanti al suo rivale, lo spagnolo Lorenzo. Ma un guasto al suo motore, quando mancava poco alla bandiera a scacchi, lo ha fermato concedendo la vittoria del GP di San Marino a Jorge Lorenzo e in pratica chiudendo le velleità mondiali di chiunque altro. Il San Marinese, Alex De Angelis, che correva in casa, non è riuscito poi a fare meglio del 5° posto, in una gara corsa a stretto contatto con Hector Barbera e Thomas Luthi, ma senza riuscire a sopravanzare.
La situazione in classifica 250 cc non è così marcata come nella classe regina, ma poco ci manca:
1° J. Lorenzo (SPA) con 241 punti
2° A. De Angelis (RSM) con 187 punti (-54)
3° A. Dovizioso (ITA) con 186 punti (-55).

Nella classe 125, il pubblico casalingo si gode per lo meno la vittoria del riminese Mattia Pasini che è giunto primo con la sua Aprilia con ampio margine sul 2°, il compagno di scuderia, Gabor Talmacsi. Bravo Pasini che si è guadagnato, proprio ieri, il contratto per correre in 250 con un’Aprilia ufficiale il prossimo anno.
3° il giapponese della KTM, Tomoyoshi Koyama. Talmacsi e Koyama sono riusciti a guadagnare il podio dopo che il pilota romano, Simone Corsi, è stato tamponato nelle ultime tornate da Segio Gadea.
Il secondo posto di Talmacsi, con Faubel che classificatosi 17° non ha preso punti, permette all’ungherese di invertire la situazione: adesso è lui avanti +10. Il giapponese della KTM invece appare abbastanza arretrato per sperare che sia Talmacsi sia Faubel commettano entrambi errori da qui alla conclusione del mondiale.
La classifica vede:
1° G. Talmacsi (HUN) con 189 punti
2° H. Faubel (SPA) con 179 punti (-10)
3° T. Koyama (JAP) con 145 punti (-44)
4° L. Pesek (CZE) con 129 punti (-60)

**********************

Chiudiamo con la solita nota di servizio circa la personale gara tra me e Sraddino: il punteggio al momento dice Ducati 529 punti mentre Suzuki 430. Il distacco, pertanto, è adesso di 99 punti a mio favore. Come Stoner, anche io uso le parole di Doohan aspettando la matematica per festeggiare. 😉
Comunque direi che possiamo già pensare, chiunque prevarrà alla fine, alla sfida per il prossimo anno. Anzi potrebbe essere interessante trovare anche qualche appassionato Yamaha e Honda.

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commenti
  1. Filippo ha detto:

    Adesso vogliamo l’einplain della rossa di Maranello

  2. ChiamamiAquila ha detto:

    Già, per la Ducati e Stoner è cosa fatta!
    Non male il primo mondiale in MotoGP dopo appena 3 o 4 anni di permanenza nel motomondiale; e mi sembra di aver capito che sia in testa anche nel mondiale costruttori.
    Abbiamo proprio gli attributi 😀

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