I nostri parlamentari … dei fenomeni … addormentati !!!

Pubblicato: 11 settembre 2007 da realmonk in Uncategorized

Tanto per proseguire il dibattito sui temi della politica credo sia opportuno ricordarci di un episodio accaduto l’estate che volge al termine. Anche questa volta prendo a piene mani da farafilio che si è impegnao nella collazione delle varie dichiarazioni rese da un “fenomeno” moderno, un onorevole che ha avuto il coraggio morale di dimettersi … ovviamente dal proprio gruppo parlamentare, non certo dalla carica, la rinuncia al trattamento economico deve essergli sembrato un sacrificio eccessivo …

Mele è ricordato per dichiarazioni sulla necessità di difendere «la nostra identità cristiana».

È anche cofirmatario della proposta di legge per la pubblicità sull’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte dei parlamentari. (Corsera)

«Quel parlamentare sono io, ma droga non ne ho vista e la signora mi era stata presentata quella sera a cena da amici» «La signora l’ho conosciuta a cena, al ristorante Camponeschi, presentata da amici»(Fonte Corriere della Sera)

«Io non ho fatto altro che andare a cena con un amico che mi ha presentato la ragazza che, siccome era tardi, è venuta a letto con me» (Cosimo Mele, La Stampa).

«Certo che mi riconosco con i valori cristiani, ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale» (Cosimo Mele, La Stampa).

«No, non sapevo fosse una prostituta», ribadisce più volte, poi ammette di averlo capito «ad un certo punto» e di averle fatto «un regalino» (sulla cifra preferisce sorvolare). L’ha portata in una suite all’hotel Flora, «anche se ho casa a Roma, ho preferito». «L’ho pagata? Non proprio… Le ho fatto un regalo, una somma in denaro». (Cosimo Mele, Corriere della Sera).

Di cocaina l’onorevole dice non solo di non aver fatto uso, ma nemmeno di averla vista.

«Forse ha preso pasticche. Che ne so, io dormivo!». «Non è proprio che stava male – dice Mele -, straparlava…». (Corsera)

«E che, i parlamentari dell’Udc non fanno l’amore?». «Non posso non essere un buon padre, un buon marito solo perché dopo cinque, sei giorni fuori casa capita un’occasione….». «Non gliene frega nulla al mio elettore se io vado con una donnina. A lui interessa che io risolva i problemi del territorio». «Io predico bene e razzolo meglio». (Cosimo Mele, La Stampa).

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commenti
  1. Dance ha detto:

    Caro realmonk, penso che, nel periodo storico in cui stiamo vivendo, sia possibile fare tutto e il contrario di tutto, dire tutto e il contrario di tutto, affermare dei valori e contraddirli con la pratica etc. etc . Non stupisce più nulla, non si condanna più nulla, è tutto finto, è tutto un gioco. Il problema è che questi giochi e questa finzione non rimangono tali ma hanno dei risvolti pratici terribili …. e pagano sempre i deboli sia da un punto di vista economico che psicologico che morale. Per poter sostenere il confronto con questa realtà bisogna essere molto forti, soprattutto interiormente; ma questo non si conquista facilmente e soprattutto, senza che nessuno te lo spieghi e te lo dimostri ……..
    Come vedo male ‘sti ragazzi …… se non trovano la strada da sè …..

  2. Dadi ha detto:

    Caro Monk, come forse ricorderai già qualche tempo fa’ Bloghyblog parlava di Cosimo Mele in ‘Fuori le mele marce’ del 1° agosto scorso.
    All’indignazione del nostro autore, ho – già allora – contrapposto la mia considerazione più soft a un evento che è più comico-grottesco che non indignante. E’ andato a mignotte, ebbene sì.
    La prostituzione è la professione più antica del mondo che significherà pure che il puttaniere è il cliente più antico del mondo (proprietà transitiva, direbbero i matematici).
    Semmai quello che sembrò allucinante fu l’intervento del suo segretario di partito, Lorenzo Cesa, che nel tentativo di gettare acqua sul fuoco, goffamente asserì che la carne è debole e le tentazioni assai per chi – poveretto – era costretto suo malgrado a passare qualche giorno al mese nella Capitale lontano dal focolare domestico e, soprattutto, dalle calde lenzuola coniugali; asserì allora della necessità di provvedere a un’indennità, un refund, per sostenere le famiglie al seguito dei parlamentari in trasferta a Roma, quasi che lo stipendiuccio da onorevole non fosse sufficente a mantenere (decorosamente) al seguito le moglie e i figli per gli eletti fuori il Raccordo Anulare.

  3. iBronzi ha detto:

    Spero tanto che almeno noi, gli elettori, non cadiamo nello stesso equivoco del qualunquismo: bisogna valutare le persone per quello che sono e non per quello che (talvolta) possono fare. Altrimenti, diciamolo, siamo tutti condannati.

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