Il pensiero di un italiano sul V-Day (democraticamente)

Pubblicato: 12 settembre 2007 da Dadi in Beppe Grillo, Blog amico, Inchieste, Italia, Legge, Manifestazioni, Parlamento, Politica, Real politik, Repubblica, Società

Parliamo dei 3 punti per i quali nel V-Day, organizzato dal comico e riformista genovese, Beppe Grillo, lo scorso 8 settembre sono state raccolte 300 mila firme come iniziativa popolare.

iniziativa_popolare_grillo.jpg

1. Decadenza e ineleggibilità in Parlamento dei condannati sia in via definitiva che in primo grado o secondo grado, in attesa di sentenza definitiva.
In linea di principio mi sembra una proposta giusta e corretta; ciò non di meno la legge al riguardo già esiste (il D.P.R. n° 361/57 in primis, poi la L. 19 marzo 1990, n. 55 e relative integrazioni del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 in materia di Enti locali e soprattutto il Codice Penale e il Codice di Procedura Penale) ma – questo è il problema – in molti casi viene tranquillamente elusa. I 25 deputati seduti al loro posto sugli scranni del Parlamento italiano ed europeo, che hanno scatenato i movimenti di protesta sotto la bandiera di ‘Parlamento Pulito’, ne sono la conferma.
Il disposto proposto da Grillo parla di “essere stati condannati con sentenza definitiva per reato non colposo ovvero a pena detentiva superiore a mesi 10 e giorni 20 di reclusione per reato colposo”. Ne vogliamo parlare?
Mi trova d’accordo l’obiettivo di provare ad ampliare la portata della legge attuale; ma capiamo in che termini.
Innanzitutto debbono ovviamente essere esclusi i reati politici, perché altrimenti verranno colpiti proprio i militanti, coloro che, a proprio rischio e pericolo più caldamente abbracciano la causa; a favore degli ignavi e viscidi topi di biblioteca, nascosti dietro la tonaca di qualche monsignore o lacché di Palazzo.
Inoltre va tracciata una linea di demarcazione della tipologia di reati (e la gravità).
Invece nel disposto non vi alcuna distinzione – in modo forcaiolo: non vengono tracciati gli ambiti di quali debbano essere le tipologie di reato che facciano rientrare in tale contesto: una condanna per concussione è una cosa, altra è una condanna per disturbo della quiete pubblica o anche per adunata non autorizzata. Parlando di reato colposo poi – mi confermeranno gli amici giuriscultori – è vero o non è vero che anche una contravvenzione rientra in tale casistica?
Inoltre in via definitiva va bene; trovo delle ambiguità negli altri casi: chi mi assicura che non esistano delle manovre messe in atto per screditare un politico (o il suo partito)? Secondo il disposto (e cadiamo nella cronaca) uno come Lorenzo Mele, fuori dal contesto politico, dovrebbe essere immediatamente rimosso dall’incarico di onorevole? Oppure no?
Adesso arriviamo al problema atavico del ns. ordinamento dove per chiudere un processo ci vogliono anni. Risolviamo questa di via e non puntiamo su panacee differenti: voglio sperare che a Firenze non si stiano colpendo i lavavetri per le strade perché è alta la disoccupazione; che c’entra? niente! Come in questo caso!

2. Il tetto massimo di 2 legislature per i parlamentari (con valenza retroattiva).
Assolutamente ASSURDO! capisco le motivazioni di fondo; dopo i balletti degli ex democristiani e piessini che passati nella bufera di Tangentopoli si sono andati a recuperare poltrone in altri raggruppamenti, è evidente che il malcontento popolare non possa che essere alto. Anzi direi proprio ‘incazzatura’.
Ma per risolvere un male si cerca una cura drastica e forse più dannosa. Non parliamo di cariche di governo (Premier, Presidenti, Amministratori e Sindaci) per le quali il rischio di una sorta di istallazione al potere e controllo della struttura pubblica potrebbe essere reale (e pericoloso) e sulle quali è giusto porre un freno; ma di rappresentanti del popolo: coloro che – diciamolo – spesso anche nell’ombra operano nella costruzione dell’intelaiatura legislativa del ns. Paese. Assurdo perché non permetterebbe la libertà al cittadino di poter istaurare con il proprio eletto un rapporto di stima e fiducia: il principio basilare della democrazia del “se fai bene ti appoggio, se sbagli te ne vai” si va a fare benedire: così invece diventano dei veri professionisti della politica, ancora più lontani dalla gente. Assurdo, soprattutto, perchè si toglie alla collettività la possibilità di essere rappresentati da gente giusta (si parte sempre dalla preconcetto che è sbagliata), la quale – oltre che dai buoni propositi e intenti – è grazie all’esperienza maturata sul campo che migliora le proprie qualità e capacità politiche. Cambiare il vecchio establishment è un bene. Svecchiare è un giusto obiettivo. Ma senza per questo perdere l’esperienza.
Non desidero (e spero che il pensiero sia comune) che a formare le leggi che debbano gestire e cadenzare la ns. vita siano sempre e solo ragazzotti trentenni senza né arte né parte.
Da ultimo appare alquanto in contrapposizione – semanticamente – con il 3° punto dell’iniziativa popolare.

3. La restituzione ai cittadini del diritto di scegliersi i propri rappresentanti sulla scheda elettorale.
Di impatto, trovo la pretesa buona e giusta; ma nello stato attuale delle cose c’è un altro rischio, abbastanza tipico della nostra Repubblica e che abbiamo ben conosciuto nei tempi di Prima Repubblica (non sopiti in questa fantomatica seconda): il clientelismo unito allo scambio di favori per le elezioni.
Ritengo che prima andrebbe invece modificata la legge elettorale, applicando il sistema del ‘collegio uninominale’ (sulla falsariga di democrazie consolidate quali la Francia, l‘Inghilterra e gli Stati Uniti).
A me, personalmente, piace il sistema di tipo majority, si dice alla francese, dove il candidato viene eletto in caso di maggioranza assoluta o con un prestabilito distacco sul secondo più votato. Differentemente, si procede a un secondo turno di ballottaggio tra i due candidati più votati oppure tra tutti coloro che hanno superato una certa soglia di sbarramento.
Poi vogliamo parlare di limitare il numero dei partiti? Di porre un freno a minoranze che da un lato non rappresentano alcuna minoranza e dall’altro creano solo instabilità? Perché non parlare di uno sbarramento al 5%? Questa sì sarebbe stata la ‘rivoluzione copernicana’.

La piazza ha accolto in-toto e in modo generalistico le proposte avanzate; mi sembra evidente che ciò sia avvenuto per il desiderio di sensazionalismo mediatico che la manifestazione di piazza organizzata da Grillo ha offerto. Pochi si sono fermati a riflettere sull’opportunità e validità delle questioni trattate; magari ne sapevano pure poco. E Grillo se ne è guardato bene dal precisarlo. ha trovato più comodo stare sul suo palco a inveire e bestemmiare, come un novello Howard Beale (Peter Finch nel film del 1975 di Sidney Lumet ‘Quinto Potere’) telepredicatore del “Sono incazzato nero e tutto questo non l’accetterò più!”.

D’altronde era o non era il giorno del Vaffa? Il messaggio in un modo o nell’altro è arrivato: siamo lontani dai tristi e cupi giorni dell’oscurantismo. C’hanno provato, sia chiaro. Ma oggi ci troviamo immersi nella comunità globale più invasiva e potente possibile: il web e internet; questo è ben più complesso da arginare. E così anche molte testate c.d. schierate si sono dovute inevitabilmente adeguare, loro malgrado; e con loro la classe politica ha dovuto (e deve) fare i conti con questo fatto.
Prendendo pertanto per buono il messaggio di ‘rottura’ impostato, tale rappresentazione ha valenza globale e indice del disagio e desiderio di cambiamento che serpeggia tra la cittadinanza, il popolo, che – ricordo – è il vero sovrano della democrazia e della Repubblica. Di cui la politica non può che doverne prendere atto e comportarsi di conseguenza.

Tengo invece le distanze se si debba trattare solo di un movimento di malcontento. Perché ognuno deve fare la sua parte, in modo propositivo, prima ancora che solamente distruttivo.
Su un blog, un’amica ha scritto un post bellissimo e stupendo, e nel contempo estremamente triste nella sua verità:

“[…]
Se ci guardiamo intorno sono infinite le scorrettezze che vediamo compiere non solo in politica, ma nella vita quotidiana.
Non solo parcheggi vietati
[…], ma comportamenti scorretti a partire dalle cose più semplici: gettare il mozzicone della sigaretta per terra, passare avanti nelle file, lasciare la macchina accesa quando è in sosta, fermarsi al semaforo sopra le strisce pedonali, salire tranquillamente sull’autobus senza biglietto e così via.
Insomma, sono tante le scorrettezze piccole e grandi che vengono compiute dalle persone comuni. Nonostante questo, però, quelle persone – o alcune di quelle – sono magari in prima linea a criticare il politico che si comporta male. È vero che rubare milioni di euro – o fare approvare leggi solo perchè beneficiano i propri amici – non è paragonabile a passare avanti in una fila, però io sono convinta che chi non passerebbe mai avanti in una fila è difficile che rubi milioni di euro, mentre il contrario è possibile.
Bisognerebbe che tutti noi esaminassimo obiettivamente la nostra vita quotidiana, da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire e analizzassimo quante azioni se non illecite, almeno scorrette nei confronti degli altri ci troviamo a compiere ogni giorno. Per abitudine o automatismo, se non per consapevole senso di essere al di fuori della legge.
Dovremmo ricordarci che ogni minima azione scorretta si amplifica a livello nazionale nelle storture e ingiustizie della cosa pubblica e soprattutto che ogni volta che compiamo un’azione scorretta forniamo il cattivo esempio ed il pretesto a chi ci osserva per fare altrettanto.
Forse, prima di scagliare il sasso sui politici, quindi, bisognerebbe farsi un esame di coscienza e cercare di vivere – tutti – in modo più rispettoso degli altri e delle norme che dovrebbero caratterizzare una società civile.

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commenti
  1. ChiamamiAquila ha detto:

    Dovrei capire meglio il contesto, per espreimere una mia opinione.
    A naso, sono con Grillo al 100%. Fuori dalle palle sti mangiapane a tradimento.

  2. realmonk ha detto:

    sicuramente non è tutt’oro quel che luccica … con questo voglio dire che le proposte di grillo hanno una parte che definirei “scandalistica” ma un approccio corretto ed attento consentirebbe di trovare la soluzione giusta. il dato certo è che il problema è reale e che si sia superato ogni limite di decenza. il merito di grillo è di cercare di smuovere la nostra politica assopita, meglio ripiegata su di una scala di non valori che annichiliscono il paese ed arricchiscono pochi furbi.
    in specifico.
    1) penso che si dovrebbe delimitare le categorie di reati di applicazione. c’è di certo differenza tra una condanna per reati contro la p.a. ed una ingiuria, tra un reato di opinione ed una rapina o un furto …
    2) quello che mi semrba assurda è solo l’applicabilità retroattiva. per il resto si potrà discutere se portare il limite a tre mandati, ma l’idea è sacrosanta. è ora di dire basta ai professionisti della politica che ingrassano spesso senza fare una beata. ricordatevi che affianco a politici di un qualche rilievo ci sono decine, centinai se non migliaia di portaborse o poco più che noi tutti manteniamo …
    3) sul sistema elettorale tante sono le questioni. quello che è inaccettabile è il fatto che pochi decidano di fatto i nomi degli eletti come avvenuto alle ultime elezioni. i segretari di partito e pochi altri, a tavolino, hanno determinato la composizione del nostro parlamento …

  3. MiglioraRoma ha detto:

    Sono daccordo con la tua amica, Dadi 😉

    qua si fa sempre presto a criticare ma la verità è che a noi Italiani le regole ci calzano sempre troppo strette, non solo ai politici…

    Calza stretta la regola che per entrare a Medicina si debba superare un test di ammissione (e studiare) ..e quindi si cerca di entrare barando

    Calza stretta la regola che per trovare lavoro si debbano mandare molti CV, fare colloqui, magari iniziare la ricerca mentre si sta ancora studiando -e presentarsi magari con qualche conoscenza specifica, linguistica, tecnica, o altra per essere scelti in base a selezioni giuste (ed ecco che ci si fa raccomandare dall’amico di turno o dal politico)

    Calza stretta la regola che bisogna fare la fila – gli italiani sono noti perchè passano avanti alle file in macchina, ma anche in pizzeria, ..sui campi da Sci..ovunque

    Calza stretta la regola di buona educazione che non si buttano le carte o i rifiuti per strada – guardate ai lati delle strade qui in italia e in francia, USA, Germania..

    Calza stretta la regola che bisogna pagare le tasse perchè poi l’assistenza sanitaria, le scuole, le strade le usiamo tutti ma a migliaia non fanno gli scontrini, evadono o eludono..

    E ai politici che sono Italiani nati e cresciuti anche loro con la mentalità dell’Italiano medio (nel senso della maggioranza) calza stretta anche loro la prima regola, cioè che in ogni loro azione dovrebbero cercare di scegliere il bene della collettività e non di alcune minoranze (gli amici) o addirittura palesemente solo il proprio!!

    Perchè stupirci allora solo di loro?

    Al’estero ci si dimette dalle cariche politiche per la figuraccia di farsi scoprire a farsi pagare il parrucchiere coi soldi pubblici mentre qui non c’è fine alla faccia tosta e alle scorrettezze ai danni di tutti.

    Se cominciassimo noi a dirci le verità scomode che ci riguardano forse in futuro non ci sarebbero piu’ i furbi nemmeno in Parlamento.

    Grazie.

  4. MiglioraRoma ha detto:

    ps

    e quando si dice non pagate le tasse e che l’assistenza sanitaria ce la paghiamo noi tanto qui non funziona mai vorrei farvi vivere per un anno negli USA dove ad un mio amico che vive a los angeles e cha bisogno di farsi una Tac per monitorare il suo cuore – operato con le cellule staminali (ma non in USA che li non le fanno) gli si chiedono 8000€ e l’assicurazione, che paga solo le analisi previste dal suo protocollo, non li paga.

    Qui privatamente costa sui 1000€ la Tac e in Ospedale (io ho aspettato 3 gg per farla e non 6 mesi) 36€!

    Beh..le tasse allora le paghiamo per un motivo no?

  5. Dadi ha detto:

    Come dice la Rettore, sei “splendido splendente” 🙂
    La citazione nel post, che entrambi ovviamente sappiamo essere solo farina del TUO sacco, mi è sembrata pienamente calzante. Poi questa positivo overdose di calcata di mano, giunge a completamento.
    Forse è colpa della ns. cultura cattolica. Non è forse antico il luogo comune del “predicare bene e razzolare male”?

  6. MiglioraRoma ha detto:

    Grazie Dadi, troppo buono.
    Non mi reputo cattolica per cui non saprei, però forse hai ragione..o forse la causa è diversa..bisognerebbe vedere se i cattolici nel resto del mondo si comportano tutti come noi.

    In America ho frequentato una scuola superiore cattolica e sinceramente le regole erano strettine…nessuno si sarebbe mai azzardato a buttare una carta per terra..

    In Francia sono cattolici, si comportano come da noi? non mi sembra..

    Da noi ci sarà anche il cibo più buono, i mari più belli, i monumenti più romantici..però ragazzi a che prezzo!

    Gli Italiani dovrebbero darsi una mossa – come si dice a Roma- ed imparare quale sia il corretto comportamento che deve caratterizzare le società civili.

    O la situazione potrà solo peggiorare..

    ma pensiamo positivo.

  7. Dadi ha detto:

    Forse proprio perché potrebbe essere l’eden che facciamo di tutto per ‘svalutarlo’.
    Un po’ come x Roma: è la città più bella del pianeta, ma facciamo di tutto per renderla la peggiore.

  8. moralista ha detto:

    ammazza come assomiglia a Grillo quello del film incazzato…

  9. Dadi ha detto:

    Cmq, Grillo non si dovrebbe poter presentare come politico, per evidente contrarietà con il 1° punto della sua V-battaglia: è stato condannato a un anno e tre mesi di carcere (15 mesi) in via definitiva della Cassazione nel 1988 per omicidio colposo di due persone e del loro bambino di 9 anni in un incidente d’auto, avvenuto il 7 dicembre del 1981.

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