E adesso andiamoci a prendere il mondiale piloti

Pubblicato: 16 settembre 2007 da Dadi in Automobilismo, Ferrari, FIA, Formula 1, Internazionale, McLaren, Motori, Notizie, Sport, Velocità

La sentenza del Consiglio mondiale della FIA di giovedì scorso mi ha lasciato un gran amaro in bocca. E’ sembrata (e non solo a me) una vera buffonata: la McLaren colpevole di spionaggio industriale nei confronti della Ferrari e per tale ragione penalizzata dell’azzeramento totale (fino alla fine del mondiale in corso) della classifica costruttori. Più una multa, abbastanza salata per un comune mortale, ma relativamente indifferente per un grande team mondiale come la McLaren, dove dietro c’è anche, come azionista, la Mercedes-Benz AG (al 40%). Tanto per fare un parallelo, il grande e compianto Big Luciano, per sanare la sua situazione con il fisco, aveva staccato, quasi senza battere ciglio, un assegno di 25 miliardi di lire (al cambio circa 13 milioni di euro). Ma si trattava di un individuo solo, non di un’impresa colossale che ha un giro d’affari di mezzo miliardo di dollari all’anno.
100 milioni di dollari di multa?
Diciamolo, si tratta di 4 soldi…In più indiscrezioni degli (ben informati) addetti ai lavori parlano di una cifra effettiva decisamente più contenuta, in quanto da questa cifra sono da sottrarre i guadagni che la squadra avrebbe avuto, con il suo piazzamento nel Mondiale Costruttori 2007, se non fosse stata trovata colpevole. Secondo la stima pubblicata dall’autorevole rivista inglese Autosport, l’ammontare reale sarebbe 31 milioni di dollari (meno di 23 mioni di euro e, nel vecchio conio, sono 45 miliardi).

Niente invece ha riguardato il fatto stesso compiuto: spionaggio per ledere un avversario oppure per ottenere vantaggi per se.
La McLaren [la cosa è stata completamente, compiutamente e totalmente accertata e non ci sono ombre di dubbio] ha avuto i documenti segreti della F2007, li ha visionati, studiati, passati al vaglio, testati, eccetera, eccetera, eccetera.
La sentenza tanto blanda sarebbe perché non si voleva penalizzare loro, i piloti, Alonso e Hamilton. Soprattutto perché sarebbe stato solo grazie ad Alonso che la vicenda ha preso questa drammatica piega per la casa britannica. L’asturiano, infatti, avrebbe minacciato Ron Dennis, che se non avesse avuto uguale trattamento del suo scomodo compagno di squadra, avrebbe spifferato tutto. E così il patron ha preferito autodenunciarsi per limitare i danni.
SIAMO A LIVELLO DI PAZZIA TOTALE.

Pensiamo allora alla pena: i punti tolti non andranno alla Ferrari (o altra squadra) e così solo la casualità, e il fatto che fosse lei al secondo posto, garantiscono il mondiale costruttori alla rossa. Altrimenti non avrebbe avuto alcun beneficio. Ma magari la Renault, o la BMW,… e obiettivamente appare giusto.
La stessa multa (cui già detta dell’iniquità della somma), invece, va nelle casse della FIA (che culo).
E quindi dalla sentenza potremmo avere una beffa per la Ferrari e i suoi tifosi: prima di SPA il divario tra i due avversari era di 23 lunghezze per la McLaren, che sarebbe diminuita di 7 punti oggi (la doppietta di Kimi e Felipe ha fruttato 18 punti contro gli 11 delle somma delle frecce d’argento). Beffa perché (almeno il mondiale marche) era assolutamente alla portata; beffa perché così i ferraristi non se la sentono di gioire più di tanto ed esisterà sempre la spada di Damocle di un titolo assegnato a tavolino – pur se totalmente meritato.

Cosa differente se si fosse detto: la McLaren ha tenuto un comportamento antisportivo e illecito e deve pagare un cospicuo risarcimento del danno a Maranello, lasciare i risultati conquistati al duo del team Woking (giusto e sarebbe il contentino), ma dare almeno 7/8 turni di squalifica alla McLaren-Mercedes. Così sarebbe stato CORRETTO. Che dite, il mondiale piloti e costruttori così l’avrebbero vinti? Non sarebbe stata una vittoria a tavolino, ma sul campo contro un avversario che aveva avuto il cartellino ROSSO.

gp-spa2007-thewinner.jpg  Una volta che mi sono sfogato, parliamo della gara disputata sul mitico tracciato di SPA-Francorchamps, dove le Ferrari sono andate con un altro passo rispetto all’acerrimo nemico; come aveva, invece, fatto la McLaren a Monza il 9 settembre scorso.
Veloci, perfette e senza commettere errori significativi a compromettere ‘la gara perfetta’.
Certo il povero Felipe Massa era particolarmente moggio al termine: cresciuto nell’ombra (e succhiando i segreti) del mitico Michael Schumacher, sperava che fosse l’anno giusto. Da molte parti era atteso l’arrivo a inizio stagione del gelido Kimi Raikkonen come ‘salvatore della patria’ dopo l’addio alle corse del Signore delle corse, che oggi si diverte a fare l’imbecillotto sul FIAT Ducato. Ma il piccolo e simpatico brasiliano non era dello stesso avviso; e ha tentato sempre di mettere i bastoni tra le ruote della diligence di Maranello.
Ma nell’anno ha dimostrato di essere molto incostante, veloce e micidiale talora e puerile talaltra: ha rotto proprio a Monza, rimanendo al palo nella corsa mondiale e giocandosi proprio lì la vera possibilità al titolo; ha spento il motore a Silverstone prima del via, che ha costretto la partenza dalla pit-lane (ma riuscirà comunque a entrare in  zona-punti); e ha preso la bandiera nera in Canada per un’ingenuità di nervosismo.
Invece il finnico non ha preso punti al Montmelo a soli 10 giri alla fine per una noia all’impianto elettrico e ha visto la rottura del suo propulsore al Nurburgring mentre era in buonissima situazione. Quando il fato non c’ha messo lo zampino, invece è stata un’altra musica, quasi sempre. Nel raffronto Kimi è risultato più costante, quando è giunto al termine: su 12 arrivi ha fatto 4 vittorie (più di chiunque altro), 2 piazzamenti, 3 terzi posto, un quarto, quinto e ottavo. Mentre il compagno brasiliano ha, anche lui, superato la bandiera a scacchi solo 12 volte, totalizzando però 3 vittorie, 3 volte secondo, 2 terzi posto, 2 quinti, 1 sesto e un tredicesimo. Che giustificano le 7 lunghezze tra i 2 scudieri di Maranello.

Non è tutto girato male per le frecce d’argento nelle Ardenne, ma neppure benissimo dal momento che a prendere più punti tra i due uomini McLaren è stato Alonso che insegue.

A tre gare al termine, così nell’unica classifica ancora in essere, quella drivers, perché quella marche è matematicamente vinta dalla Ferrari, dopo la decurtazione federale,
Lewis Hamilton conduce in testa con 97 punti, ma Fernando Alonso lo segue come un’ombra a 2 punti (allucinante che il 3° prenda solo un punto in più del 4°) a quota 95, poi Kimi Raikkonen è a 84 (-13 dalla vetta) e Felipe Massa che con 77 punti è lontano 20 punti dall’anglo-caraibico.

Appare evidente che con 30 punti a disposizione nessuno dei 4 sia tagliato – matematicamernte – fuori.
Ma in Maranello, anche se non possono dirlo ufficialmente, si prenderà la posizione a favore del finlandese. Il tentativo dovrà essere quello di mettere sempre Kimi sul gradino più alto e Felipe subito dopo a coprirgli le spalle. E sperare ‘almeno una volta‘ Lewis “NON” finisca sul podio: infatti 3 terzi posto porterebbero Hamilton a 115 punti che non sarebbe utile (3 vittorie di Kimi corrisponde a un totale di 114). Con Alonso in lotta, l’inglese non avrà certo aiuti.

Ce la può fare?
Analiticamente soltanto 3 o 4 volte (onostamente) la casa anglo-tedesca è stata superiore a quella italiana. Checché ne dicano i tifosi McLaren sul web, il pacchetto Ferrari (per valutazione di praticamente TUTTI gli esperti) è migliore. La differenza l’hanno fatta piccoli errori e soprattutto quelle 4 volte che le rosse non hanno superato la bandiera finale. Mentre tutti i giri (meno uno, quello del doppiaggio di Hamilton in Turchia) sono stati contabilizzati dal contachilometri delle macchine di Alonso e Hamilton. Un’affidabilità incredibile, paragonata a quella – invece – dello stesso team nel 2006: 14 ritiri. Se altresì una delle 2 McLaren tagliasse il traguardo in testa, o anche solo d’avanti alle rosse, la situazione si farebbe improba, anzi impossibile.
Quindi…?

Io ci credo. La cattiveria dovrà essere totale. E in più proprio la posizione di Kimi permetterà alla Scuderia Corse Ferrari di giocare in squadra con Felipe. Non lo stesso riusciranno a fare gli strateghi di Woking. E Fernando alla curva Raidillon oggi l’ha fatto ben capire…

Fra meno di 14 giorni vedremo cosa succederà sull’inedito (per TUTTI i piloti di F1) circuito giapponese del Fuji Speedway. Tranne gli appassionati di Gran Turismo 4 della Polyphony per Play Station 2, sono ben pochi in occidente a conoscere il rinnovato tracciato che sorge ai piedi del famosissimo Monte Fuji e non abbiamo assolutamente parametri. A me non fa’ impazzire. Molto meglio lo storico Suzuka o il bellissimo tracciato di Motegi, caro agli appassionati del motomondiale.

Massa, in verità credo proprio che in cuor suo speri di arrivare all’ulimo appuntamento, il GP del Brasile, con i giochi – in un modo o nell’altro – già fatti in modo che sia libero di vincere a cuor leggero d’avanti al suo pubblico.

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commenti
  1. Fandango ha detto:

    E’ dura: la Mclaren ha 2 piloti che possono vincere. Ma credere sempre, mollare MAI!!!!!!!!

  2. mclarennelcuore ha detto:

    Lasciate perdere qalsiasi speranza. Vince la MCLAREN. Tenete il mondiale ke vhanno regalato.
    ******************************
    WLAMCLAREN-WALONSO-WHAMILTON

  3. ChiamamiAquila ha detto:

    Regalato una sega!!!!

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