Rossi-Stoner: i due samurai… in casa Honda

Pubblicato: 20 settembre 2007 da Dadi in Internazionale, Motociclismo, MotoGP, Motomondiale, Motori, Sport, Velocità

motegi-twr.jpg Il Twin Ring di Motegi è un bellissimo complesso, di proprietà della Honda, che sorge tra le meraviglie naturali del quartiere Kanto settentrionale sulle colline a nord ovest di Tokio; è composto da due circuiti (ecco perché twin, allora), un ovale di 2,4 km e la pista su strada di 4,6 km costruito secondo le normative internazionali per farlo rientrare nella ranking mondiale FIA.
Il colosso giapponese ideò il tracciato come area di collaudo a metà del 1997. Dal 2000 ospita il Gran Premio del Giappone per il MotoMondiale; mentre l’ovale è meta del programma corse delle formule americane.
motegi_honda_museo.jpgPiù che un solo autodromo, il Twin Ring e un vero e proprio “centro motoristico” aperto tutto l’anno, con Hotel, Centro Congressi, ristorante, un parco con specie floreali e faunistiche protette, un area per bambini e soprattutto l’Honda Collection Hall, il museo storico della casa dove sono conservate centinaia di mezzi che hanno fatto l’epoca dell’ala dorata da più di mezzo secolo. Pare che trovino lavoro nella struttura più di 300 persone.

Vi vengono svolte numerose competizioni e manifestazioni motoristiche durante l’anno, specialmente relative a campionati auto e moto giapponesi.
A livello internazionale, oltre alla gara del motomondiale, possiamo trovare il ‘Bridgestone Indy Japan 300 mile‘ nell’ambito della IndyCar Series, che è stato disputato – girando per 200 volte sul catino ovale – in aprile scorso.
Nell’ambito parallelo al LeMans Series, fa parte anche del circuito del ‘Japan Le Mans Challenge‘, come 3° turno stagionale, dopo lo Sportsland di Sugo, il Fuji e prima del circuito internazionale di Okayama.
Il Motegi fa parte di una delle tappe de “La Festa Mille Miglia 2007“, copia dell’originale italiano, che si celebra in Giappone.
Non si fanno mancare nulla questi nipponici, in questo mega parco dei divertimenti: dal 2 al 4 novembre ci sarà persino il gran premio giapponese acrobatico.

motegi_area_map.gifLa pista stradale, per la competizione motociclistica, si diceva, misura 4.801 m. con un bel rettilineo che misura 762 m.: leggermente in discesa, i bolidi della MotoGP riescono a superare i 300 all’ora prima della importante staccata a destra che porta alla esse dell’accesso ai box (il punto forse più bello del tracciato). A corredo ben 14 curve, 8 a sinistra e 6 a destra.

E’ una pista perfetta, quasi pianeggiante lungo tutta l’estensione, un fondo piatto e liscio quasi come un tavolo da biliardo e un asfalto ovviamente ideale, con ottimo grip senza essere particolarmente abrasivo.
Quindi il più amato? beh, non proprio. Proprio la struttura catenzata del tracciato, con curve da seconda marcia in sequenza raccordate da brevi rettilinei esaltano le doti ciclistiche e motoristiche (staccata, piega e riaccellerazione e così di seguito), ma meno le funamboliche abilità dei centauri.

Valentino Rossi vuole vincere, deve vincere, non ha altre alternative per sperare… per tenere viva la fiammella.
Lui è motivatissimo; e sembra che la sua M1 finalmente giri come piace a lui.
Riaprire il mondiale? forse più che presunzione, pare una bestemmia. Ma le parole di Valentino sono inequivocabilmente un cavalleresco guanto di sfida all’avversario in rosso: «Non stiamo pensando al campionato, siamo consapevoli che molto probabilmente non è alla nostra portata. Ma possiamo fare il massimo per tenerlo aperto il più a lungo possibile, e questo sarà il nostro obiettivo per il prossimo fine settimana».
Ma l’ultima vittoria del Dr. Rossi in Giappone risale ormai al 2001, poi tutti secondi posti. E nei due anni passati proprio dietro a una Ducati.

Un’incognita potrebbe venire anche dalla gomma: dalla Repubblica Ceca in avanti la Michelin ha fatto buoni progressi, sforzi che hanno portato i propri frutti all’Estoril dove 3 delle prime 4 motociclette avevano calzature francesi.
I tecnici Michelin saranno seriamente sotto la lente. Non solo da Davide Brivio e Co.
umbrela_jap.jpgE’ stato un anno decisamente fallimentare quello 2007 per la Honda Racing Corporation: il pilota su cui avevano puntato per il rilancio del marchio è solo 3° a ben 99 punti di distanza dal battistrada, mentre Nicky Hayden, casuale campione del mondo 2006, addirittura 9°; nel campionato costruttori la Honda è seconda con un solo punto in più sulla Yamaha; e nella classifica per Team, d’avanti al Repsol Honda Team (293 punti) troviamo il Rizla Suzuki MotoGP (297), il FIAT Yamaha Team (317) e – ovviamente – il Ducati Marlboro Team (392).
Ma domenica si corre in casa loro, sulla loro pista, davanti ai parenti, mogli, mariti e figli dei loro dipendenti; e vogliono fare bella figura… non vogliono perdere la faccia. Chiederanno a tutti di dare il 110%.

Dal canto loro le Bridgestone hanno monopolizzato le ultime due edizioni, con la vittoria al Motegi nel 2005 e 2006 di Capirossi su Ducati-Marlboro. Alla fine potrebbe spuntarla proprio il vecchio leone Loris. E ne saremmo tutti contenti.

Ormai tutti conoscono la situazione di classifica; anche perché non bisogna fare molti sforzi: Casey Stoner primo con 287 punti e Valentino Rossi dietro (nemmeno poco) a 211. E gli altri? il nulla…

Nella 250 cc Jorge Lorenzo può chiudere il discorso mondiale in modo definitivo e matematico solo vincendo e se Andrea Dovizioso non giunge a punti. Ma in ogni caso lo spagnolo ha 51 punti di vantaggio sul romagnolo della Honda. E’ naturale che se spera Valentino in MotoGP, perché Andrea dovrebbe nutrire minori ambizioni? Purtroppo Lorenzo ha mantenuto un trend troppo preciso e costante per pensare che possa farsi sfuggire l’iride finale. E Andrea non è Valentino. Ma lo diceva il grande Mick Doohan che “prima bisogna vincere le gare e poi di conseguenza arriva il titolo”.

Differente è la situazione nella classe ottavo di litro; i giochi sono tutt’altro che già segnati. Tutto gira all’insegna della suspence, con Faubel e Talmacsi staccati di soli 2 punti l’uno dall’altro. L’anno passato lo spagnolo giunse 6° mentre l’ungherese solo 9° (anche se pilota Honda). Entrambi Aprilia del team Barcaja, non sembrano voler concedere spazio di vantaggio e mollare la presa: bravi.
L’unica cosa certa è che alla fine in 125 il Mady in Italy prevarrà su tutti.

E quest’anno potrebbe essere grande slam.

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Sulla PS2 ho fatto la corsa sul Twin Ring di Motegi; risultato: 1° coprendo i 24 giri in 42.48.810; dietro di me, sul podio, Shynya Nakano (sulla Kawa ZX-RR, incredibile… ma sulla pista giapponese ho avuto filo da torcere con tutti i nipponici – aria di casa mia – perché prima pure con Tamada è stata una battaglia) e Alex Barros sulla RC211V di Gresini. Vale solo 4° (a 3″478), John Hopkins (Suzuki) 10° a 59″538, Biaggi 15° doppiato (si vede che è fine stagione 😛 ) e l’altra Suzuki, quella di Kenny Roberts, 19° con 2 giri di ritardo. Il mio miglior giro è stato in 1.45.996.

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