E se il vento del ’68 ricominciasse a soffiare?…

Pubblicato: 24 settembre 2007 da bloghyblog in Beppe Grillo, Cultura, Destra, Forza Italia, Governo, Manifestazioni, Michela Brambilla, Notizie, Politica, Real politik, Silvio Berlusconi, Sinistra, Società

Forse sarà un caso o solo una semplice coicidenza ma sembra quasi che con l’approssimarsi del suo quarantesimo annivversario il vento del ’68 sia tornato nuovamente a spirare nel nostro Paese.

Anche allora il profondo sommovimento che sfociò nel sessantotto italiano iniziò con qualche mese di anticipo sul calendario: nell’autunno del 1967 gli studenti universitari occuparono gli atenei di tutte le città principali del centro-nord ad esclusione di Roma, che verrà occupata solo successivamente.

Oggi, invece, la protesta che corre sul web investe – passandolo sotto la lente di ingrandimento – tutto il sistema politico italiano e, in particolare, l’intera galassia dei partiti politici ormai considerati incapaci di dare risposte concrete.

Il vento della protesta arriva dal “Vaffa Day” organizzato da Beppe Grillo e dai suoi grillonauti nelle principali città della penisola, che ha visto e fatto registrare ovunque una entusiasta e spontanea partecipazione popolare.

Eppure, nonostante l’evidenza dei fatti, il direttore del tg 2 Mazza -forse perchè non più abituato a vedere manifestazioni così partecipate che fanno tanto ’68 -ha ventilato in diretta Tv dalla redazione del suo telegiornale – senza assicurare peraltro il contraddittorio – un ritorno agli anni bui del terrore: “e se qualcuno impugnasse una pistola?…”.

Se c’è un “pistola” per la verità quello è solo lei direttore Mazza!!

Beppe Grillo, che non è nuovo a sortite di questo genere – fu il primo a denunciare le male fatte del pentapartito (incentrato sull’alleanza Dc – Psi con l’appoggio dei partiti minori Pli, Pri, Psdi) colpendo soprattutto il Psi di Craxi, denunce che sfociarono poi, come è noto nell’inchiesta di Tangentopoli; il primo a denunciare la Stet rivelando gli “altarini del 144”; il primo a denunciare la Parmalat S.p.A. per gli inganni perpetrati a danno dei risparmiatori-investitori; il primo a denunciare il “buco” finanziario di Telecom Italia S.p.A. chiedendo le dimissioni dell’intero consiglio di amministrazione – ha dimostrato con tutta evidenza che l’opinione pubblica è stanca dei giri di parole, ventilati a destra e manca, dai leader politici e mostra chiaramente segni di insofferenza verso la politica finanziaria del governo Prodi e verso i privilegi goduti dall’intera Casta.

Il ciclone Grillo ha messo a zittire, dalla sera alla mattina, anche Silvio Berlusconi, per lui in sua vece continuano a parlare i soliti: Schifani, Bonaiuti e Cicchitto che da più di un mese non fanno altro che ripetere a memoria le stesse parole.

Berlusconi pur di svecchiare il suo movimento era pronto a puntare tutto sulle “autoreggenti” della Casa della Libertà.

I Circoli della Libertà della “roscia” Michela Vittoria Brambilla dopo il V-day di Beppe Grillo assomigliano sempre più a circoli di comari dove si parla di tutto e di niente con la padrona di casa che dalla sua tv delle Libertà (libertà di far che non si sa) continua a ripetere: “la cara signora, giustamente, mi fa notare…” e, così, giù di continuo per tutta la durata della trasmissione.

Berlusconi che dell’antipolitica – negli ultimi anni – è stato il miglior rappresentante è rimasto senza dubbio infastidito dal fatto che Grillo sia riuscito con il suo solo Blog e, quindi senza fare ricorso a inserti allegati al Il Giornale e ai circoli guidati dalla prezzolata roscia Brambilla, a rubargli la scena attirando intorno a sé migliaia di persone comuni, ma anche uomini del giornalismo e della cultura compreso Antonio Ricci – da sempre punta di diamante di Mediaset – che si è offerto di fare da portavoce a Grillo.

Con idee chiare – senza creare personaggi a tavolino a suon di miliardi di euro investiti in operazioni di marketing – Grillo ha dimostrato che la democrazia anche se corre sul web ha bisogno di fatti e non di chiacchiere…. forse ancora una volta e, prima di tutti gli altri, Grillo ha compreso che i tempi sono maturi per un cambiamento radicale delle istituzioni, del costume e della cultura, un pò – per intenderci – come avvenne nel ’68…

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    1. bentornata, ci sei mancata.
    2. simpatico che parlando di Grillo si caccino fuori solo le contrarietà della destra e non anche della sinistra, non quella oltranzista e radicale, ovviamente, che è altrettanto contraria e contrariata del grillismo.
    3. tu vedi analogie con il ’68; io invece noto analogie con il ’21, quando i movimenti di protesta contro una politica lontana dal popolo, un’innumerevole presenza di partiti e un generalizzato senso di malessere sociale porta alla nascita del PNF (che avviene il giorno 7 novembre).

  2. realmonk ha detto:

    Caro bloghyblog purtoppo o per fortuna ci vedo ben poche analogie con il ’68. Con il ’92, poi, le analogie sono addirittura nulle.
    nel ’92 si celebrò quella che alcuni maldestramente definirono rivoluzione giudiziaria, più semplicemente per una volta la magistratura per decenni complice – come sempre è, stampella del potere – si tirò indietro grazie a qualche cane sciolto, vedi di pietro, che poco o nulla c’azzeccava con la magistratura stessa.
    Il ’68 era il periodo della fantasia al potere … questo invece è solo il periodo di una pallida indignazione. pallida perché come accade in italia tutto finirà a tarallucci e vino … già si parla di quella che in fondo definirei “normalizzazione” della protesta … la creazione di liste civiche certificate … come le chiamiamo d.o.g. ? insieme ai girotondi poi …
    alcune affermazioni di grillo, che complessivamente apprezzo per l’attenzione che ha saputo suscitare sul nostro malmesso sistema politicio, inoltre, mi lasciano piuttosto perplessi …
    sentir dire che marco travaglio sarebbe il ministro della giustizia ideale mi fa venire i brividi … forse sarebbe un buon ministro dell’interno, non certo della giustizia.
    In questa fase miei cari si tende troppo a confondere il rigore e la prevenzione, strumenti di governo che mi sembra nessuno sappia utilizzare, con la giustizia, rectius il processo, intesa come metodo di accetamento di un fatto, che non può prescindere da un nucleo base di garanzie in assenza delle quali è lo stesso stato di diritto a venir meno.
    in buona sostanza nessuno si preoccupa di capire cosa sia un processo penale e come funzioni. ebbene non è uno strumento di repressione, è un insieme di regole, di limiti posti allo stato per tutelare l’essenza stessa della democrazia.
    senza il processo, senza le garanzie – spesso solo apparentemente formali ed il più delle volte diretta espressione di diritti costituzionalmente riconosciuti – c’è solo lo stato di polizia, dove il sospetto è condanna e la violenza è diritto.
    ancora devo capire poi perché ogni volta che un imputato viene assolto i familiari delle vittime, meglio i media tutti in conro, lamentano la mancanza di giustizia … e se l’imputato fosse innocente ? forse si dovrebbe più semplicemente lamentare una caranza di professionalità, delle due l’una: o il pubblico ministero ha perseguito un innocente o non è stato capace di far condannare un colpevole …
    scusate la digressione …
    per farla finita, ben venga grillo o meglio … lode alle critiche di grillo, ma ricordiamoci che la politica non è cosa da lasciare ai comici anche se forse il nostro parlamento è solo uno squallido reality in cui tutti, proprio tutti, abbandonate le vecchie tensioni ideali, cercano il centro come luogo di ristoro, il centro come immenso bacino di voti …
    siamo quindi pronti per quel cambiamento radicale di cui parli ? basterà la promessa di ridurre le tasse, lo scudetto alla roma, la champion all’inter e tutti torneranno a votare … come sempre … per i soliti partiti, le solite facce …
    buona notte cara italia !!!

  3. realmonk ha detto:

    p.s.: resta inteso che allo stato secondo me non si salvi nessuno.
    la sinistra che governa e sembra un simulacro di sè stessa;
    la destra che di destra non ha veramente nulla;
    il centro che si divide tra l’una e l’altra nel malcelato tentativo di prendersi tutto;
    la piazza che sbuffa e mugugna ma è spesso composta da radical chic che sembrano la caricatura dei rivoluzionari che vorrebbero essere e non sono perché in fondo non gli conviene.

  4. iBronzi ha detto:

    Cmq, mentre Prodi non può dirlo (in quanto – per dirla alla Grillo – uno stipendiato del popolo), riconosciamo che i cittadini non sono migliori dei politici: sicuramente sono più cojoni. E ogni popolo ha il governo che si merita. Soprattutto quando questo ‘status’ dura da 60 anni 😦

  5. realmonk ha detto:

    decisamente ben detto iBronzi …

  6. bloghyblog ha detto:

    Il processo avviato dal movimento del ’68 – a mio avviso -non è mai giunto a conclusione.
    Di certo quella stagione ha dato un contributo significativo a tutte le battaglie civili degli anni Settanta favorendo la definizione dello Statuto dei lavoratori e l’emancipazione femminile con l’introduzione nel nostro ordinamento degli istituti del divorzio e dell’aborto.
    Le cause di ciò probabilmente sono da rintracciare nello stesso dna della storia del dopoguerra di Italia nella sempre aperta contapposizione tra vincitori e vinti.
    Il movimento del ’68 aveva un carattere internazionale, internazionalista, interclassista, policulturale, multirazziale che si impose all’attenzione generale proprio perchè – per la prima volta – con la fantasia e la libertà di espressione riuscì a scardinare antiche certezze mettendole definitivamente in crisi.
    Attribuire tutto questo alla protesta arrivata dal V-Day di Grillo mi sembra francamente esagerato.
    Mi piace, invece, pensare che gli italiani quando l’esasperazione supera i limiti di guardia sono, democraticamente, in grado di reagire mostrando anche moti di orgoglio.
    Quello che mi sorprende è la reazione eccessiva di fronte ai fatti del V-Day di certi media (in primis le parole allarmate del direttore del tg 2 Mazza) e di molti politici che si dividono: tra chi richiama tutti a riportare la politica nelle aule del parlamento e chi – come al solito – lesto, lesto si prepara a saltare sul carro dei vincitori.
    Le richieste e/o proteste che dir si voglia avanzate dai comuni cittadini vengono – come al solito – ridimensionate, ridicolizzate dietro lo spauracchio di chissà quale pericolo e cadono nel dimenticatoio.
    La mia più che una analogia con il movimento del ’68 era in fondo solo una speranza…

  7. realmonk ha detto:

    preso atto che non si trattava di una analogia, ben diversa era la tensione ideale di quel movimento, condivido la speranza …

  8. Dadi ha detto:

    All I need is… dream!
    e poi, a conti fatti, ma chi lo rivuole un nuovo 68: già quello vecchio ne ha fatto di danni, con tutti ‘sti ex giovani che, dopo la dissidenza, si sono ritrovati a ricoprire i posti di vertice creando “il panico”.

  9. emiliano66 ha detto:

    A tutto questo vorrei aggiungere: quale futuro per la politica se addirittura le istituzioni Europee non sono esenti da macroscopici difetti quale la mancanza di democrazia (vedi Commissione) ovvero la velleitareita’ (vedi Parlamento Europeo). Quindi la mia proposta e’ quella di rifondare dapprima le istituzioni Europee attribuendo ad esse maggiori poteri collegati ad una effettiva democraticita’ e lentamente ma costantemente togliere ai Parlamenti nazionali poteri (e onori). Europa, questo il futuro.

  10. newyorker ha detto:

    beh…paragonare beppe grillo e il periodo che stiamo attraversando al ’68 mi sembra offensivo….fu ben altra cosa il ’68…un saluto da un ex sessantottino di Valle Giulia

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