La poesia metasemantica

Pubblicato: 24 settembre 2007 da realmonk in Cultura, Poesia, Scuola, Vita sociale

Ormai molto tempo fa avevo promeso un intervento periodico di natura culturale. Poi anche io mi sono fatto prendere dal rugby e dal sempre presente calcio. Poco o nulla ho potuto e posso in tema motori.

Adesso però è giunta l’ora di mantenere quella promessa.

Iniziamo con una poesia decisamente particolare, molto bella, che ha avuto una qualche celebrità mediatica grazie alla lettura teatrale del sempre grande Proietti.

Il Lonfo

Il lonfo non vaterca né gluisce

e molto raramente barigatta,

ma quando soffia il bego e bisce bisce

sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta.

E’ frusco il lonfo ! e’ pieno di lupigna

arrafferia malversa e sofolente !

Se cionfi ti sbiduglia e t’arrupigna

se lugri ti botalla e ti criventa.

Eppure il vecchio lonfo ammargelluto

che bete e zugghia e fonca nei trombazzi

fa légica busìa, fa gisbuto;

e quasi quasi in segno di sberdazzi

gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto

t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

Qualche nota sull’autore. Fosco Maraini, padre di Dacia, era uno scirtore, antropologo ed etnologo, che ha lavorato come ricercatore ad Oxford e nelle Università di Sapporo e Kyoto, infine ha insegnato lingua e letteratura giapponese all’Università di Firenze. Nel corso del periodo giapponese ha anche vissuto una esperianza particolare. dopo l’8 settembre, ristretto presso un campo, proccupato per il cibo scarso che veniva dato anche alle sue figlie, al fine di dimostrare la propria decisione e la propria statura morale, ha compiuto uno dei più importanti sacrifici rituali riconosciuti dalla cultura giapponese. Di fronte al comandante del campo e prima che i soldati postessero fermarlo si è reciso il mignolo con una accetta normalmente usata per la legna. Gesto di enorme impatto emotivo che nella cultura giapponese vincola la persona cui è rivolto al rispetto. Dal giorno successivo la famiglia Maraini, meglio le bambine, ebbe a disposizione il latte di una capretta.

La poesia metasemantica. Con tale termine si vuole indicare una forma di comunicazione che affida al suono della parola, spesso assolutamente prive di senso, il compito di trasmettere al lettore delle emozioni che è libero di riempire dei propri contenuti o, meglio, dei contenuti che gli stessi suoni evocano nella sua coscienza.

Leggetela ad alta alta voce e godetevela !!!

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    La tua statura è senza eguali.
    Letto ad alta voce e mi sento meglio.
    Speriamo – per far contento Emi – che questa volta il riconoscimento popolare ti arrida.
    Anche se nel mondo in cui viviamo, la cultura al più solletica per la prima desinenza cul… 😦

  2. realmonk ha detto:

    grazie dadi …. sarà mia cura cercare di essere continuo nel proporvi temi diversi dai soliti … anche se di tanto in tanto qualche puntata nella prima desinenza me la riservo …

  3. emiliano66 ha detto:

    Grazie Marco…
    per quanto riguarda il consenso popolare, nonostante divergenze politiche non da poco, la frase di Nanni Moretti “io sto con la minoranza…” mi e’ familiare!

  4. realmonk ha detto:

    dio quanto ha ragione … alla frase aggiungerei “.. esigua”

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