Perché il FAP è optional a pagamento?

Pubblicato: 26 settembre 2007 da Dadi in Ambiente, Energia, Inchieste, Mondo, Motori, Società

Dal 1990 al 2004 le emissioni di inquinante sono aumentate del 32%.Nel 2004 il livello medio di emissioni CO2/km era ancora su livelli off-limits: 162 g. CO2/km. In Italia circolano credo circa 20 milioni di vetture; ad una media – per difetto – di 20 mila chilometri l’anno significa che circa 6.500 tonnellate di anidride carbonica viene riversata nell’aria ogni anno soltanto nel Bel Paese.È un dato forte; drammatico, oserei dire.Sarebbe bello e auspicabile che – finalmente – il legislatore europeo (ma poi i governi debbono attenersi altrimenti finisce lettera morta) introduca un sistema di penalizzazione economica ai produttori di autovetture qualora non rispettano i limiti imposti. Sembrerebbe che qualcosa ci sia in ballo se è vero che l’eurodeputato inglese Chris Davies avrebbe già pronta una proposta di legge proprio in tal senso.Per contrastare questa azione, i primi a essere colpiti, almeno nella nostra Repubblica, sono gli automobilisti: prima ci obbligarono a comprare solo auto catalitiche, agli inizi degli anni ‘90, bandendo chi non lo faceva come moderni untori; costringendoci comunque a fare rifornimento con benzina verde, che all’epoca, per qualche astrusa ragione, costava più della rossa.
Poi le normative si sono irrigidite: nel 2003 l’obbligo era per vetture Euro3, nel 2006 siamo passati all’Euro4 che salirà – vincolante – a Euro5 nel 2009 e Euro6 nel 2014. E ci troviamo a dover pagare una tassa di possesso (senza senso perché il possesso non significa automaticamente un grosso uso) più salata se non abbiamo potuto vendere la vecchia quattro ruote per comprarne una più recente. Perché questo?

Appare giusto e corretto pensare all’ambiente; lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli (intese come generazioni future). Ma allora perché non introdurre da subito le più ferree regole Euro6 invece di aspettare il 2014 e obbligare noi – anche automobilisti e consumatori – a dover sempre rincorrere per essere in linea? Con una spesa considerevole e non giustificabile?

Per fare il gioco delle major automobilistiche? Anche non volendolo ammettere, non riesco a trovare giustificazione differente. A pensar male si fa’ peccato, ma difficilmente si sbaglia.

Prendiamo il caso del FAP, il filtro anti particolato necessario per le autovetture a ciclo diesel per mantenere sotto i limiti imposti dalla direttiva UE. Senza, quando c’è il blocco del traffico (e noi romani sappiamo i disagi che comporta), puoi ben aver speso 20/25 mila euro per esserti dotato di una nuova macchina Euro4 ma ‘NON PUOI CIRCOLARE’.

Parecchi mi hanno fatto notare che la maggioranza delle case automobilistiche prevedono il FAP, ma solo come optional a pagamento.
Certo è strano: non dovrebbe essere obbligatorio per legge? Ho cercato di documentarmi, ma la situazione è alquanto controversa e nebulosa.

Allora ho pensato di andare alla fonte. Dopo aver scoperto che il ministero competente della materia non è quello dei Trasporti, ma dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (tramite una gentile signorina del centralino del primo dicastero) ho scritto oggi una email al Dott. Giovanni Nani, Capo Ufficio Stampa del ministero ambientale, che vi riporto qui sotto in versione integrale.

Vediamo cosa ci risponderà.

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Gent.mo Dott. Giovanni Nani,

sono l’amministratore si un blog che ha cura di analizzare vari aspetti che riguardano la nostra vita sociale.
Inoltre, nello specifico, io stesso tratto in particolare i temi che riguardano la mobilità e tutto quanto pertinente con il mondo dei motori.
La questione che ho interesse ad analizzare, con il suo supporto, verte i dispositivi di limitazione all’inquinamento nella mobilità terreste.
È noto che la combustione produce miscele dannose per l‘ambiente. Soprattutto quelle relative agli ossidi d’azoto – NOx – nella fase di thermal (elevate temperature e forti quantità di ossigeno) sono tra le cause principali, ormai si è chiarito, dell’inquinamento atmosferico.
Potrei sbagliare, ma dai dati in mio possesso le percentuali di emissione previste dall’attuale normativa indicano per le automobili a uso privato il limite di 0,08 g/km di NOx.
Come sappiamo le autovetture a combustione diesel producono, però, oltre che gli ossidi di azoto, anche un significativo numero di polveri fini, anche chiamate sottili, ovvero l’ormai noto PM10.
Per limitare il propagarsi delle miscele di azoto, si provvede attraverso sistemi di catalizzazione; mentre per bloccare le polveri è fondamentale l’adozione di un sistema EGR (ricircolo dei gas esausti) più familiarmente conosciuto come “filtro per particolato” o FAP “filtro anti particolato”.
Ho ricevuto da più parti la seguente richiesta di delucidazioni, che sintetizzo, alla quale non sono riuscito – in modo puntuale – a dare un senso compiuto. Lo scrivente anche si trova a disagio e ritiene la questione assolutamente anomala e nebulosa.

Al momento di acquistare una nuova autovettura verifico che questa sia rispondente alle Direttive in merito alle emissioni di CO2, volgarmente anidride carbonica, che come sappiamo è un forte inquinante. Se trovare che l‘auto sia Euro 4 è una cosa più che ordinaria, scontata, verifico però che la stragrande maggioranza dei produttori prevede il FAP per quelle alimentate a gasolio soltanto come optional a pagamento; fra l’altro con un’incidenza di spesa non indifferente, in quanto la media si attesta intorno ai 500/800 euro. Ma tale meccanismo non è obbligatorio per legge? altrimenti il mezzo non è completamente coerente alla disposizione Euro 4; lo dimostra il fatto che nei casi di chiusura nelle metropoli ai veicoli inquinanti, i diesel senza il dispositivo anti particolato non sono autorizzati a circolare.”

In caso affermativo, ossia la legge lo prevede come obbligatorio, per quale ragione la maggior parte delle case automobilistiche che commercializzano sul nostro territorio nazionale non si sono adeguate a tale disposto?
Alternativamente, qualora non sia vincolante, la perplessità è ancora maggiore: non si comprendono le motivazioni per le quali se da un lato esiste una fortissima sensibilizzazione verso la tutela dell’ambiente e l’invadenza – direi correttamente – da parte delle istituzioni verso il cittadino obbligato a partecipare in modo anche decisamente oneroso, dall’altro non vengano prescritti e sanciti i confini entro i quali i produttori “debbano” obbligatoriamente muoversi. Ovverosia, se i sistemi di catalizzazione (prima Euro 1 fino all’attuale Euro 4, che porterà nel 2009 all’obbligo del dispositivo conforme a Euro 5) sono obbligatori per tutte le nuove immatricolazioni, perché nel contempo non dovrebbero esserlo anche questi ‘utilissimi’ sistemi di filtraggio del particolato?
Una precisazione: fonte ‘Quattroruote’, sembrerebbe che tutto il parco attualmente in vendita è coerente con i più rigidi standard imposti dall’UE obbligatori dal 2005, con l’eccezione di 12 modelli che risultano omologati Euro 3; ma non è illegale?

Mi rivolgo a Lei per conoscere meglio lo stato dell’arte in termini legislativi e provvedimenti; o se in tal senso si stia procedendo verso una definizione della questione, in caso di lacuna.
Mi pregio di segnalarle che la presente è stata pubblicata integralmente anche sul nostro sito web (https://kennedy84hastalagiobbasiempre.wordpress.com/2007/09/26/perche-il-fap-e-optional-a-pagamento/).
Restiamo in attesa di una Vostra risposta.
Grazie in anticipo dell’attenzione.
Cordialmente,

DA

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Il Dott. Nani, Capo ufficio stampa del ministero dell’Ambiente, ci ha comunicato che la questione è al vaglio della segreteria tecnica, e quanto possibile ci daranno una deliucidazione.

  2. Sraddino ha detto:

    Grande Dadi, aspettiamo notizie!

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