Il lavoro minorile: una piaga di sempre

Pubblicato: 2 ottobre 2007 da Dadi in Citazioni, Economia, Inchieste, Internazionale, Lavoro, Società, Video

E’ un po’ che ci penso sopra.

Di questi tempi si parla tanto di lavoro, di riforma della Legge Biagi, di TFR e problemi del sistema pensionistico.
Ma sembra che il grande male del lavoro minorile sia in qualche modo meno appeal per i media.

Chiaramente le coscienze popolari trovano un bell’humus solo quando i fatti riecheggiano forti, pieni di contenuti morali: e così l’indignazione verso le multinazionali ree di sfruttare i minori per la produzione di un qualche bene; ricordiamoci le campagne contro le società di abbigliamento e accessori sportivi nella produzione di palloni e scarpe da calcio.
Ma – secondo i dati diffusi dalle organizzazioni internazionali no profit – per quanto un male, questo fenomeno è decisamente marginale con un solo 5% del totale; inoltre bisogna riconoscere che il comportamento non viene tenuto dalla holding bensì dalle società terze commissionate nella produzione.
Chiaramente dato che il fatto è di pubblico dominio, i dirigenti delle suddette case dovrebbero avere il buon gusto di verificare la veridicità di tale problema e debellarlo, impedendo o obbligando gli appaltatori a un comportamento più lecito e morale.

Eppure è questo un vero dramma sociale; che porta a privare un bambino della sua infanzia, dei suoi giochi, della sua crescita.
Una sorta di ‘diventare subito grandi‘ che inevitabilmente segna per sempre l’animo della persona.

Sembrerebbe che il problema esista dalla fine del XVIII secolo; probabilmente è ancora più radicato… e forse anche più remoto. Anche se concordo che il fenomeno sia fortemente legato alla fase di industrializzazione mondiale, quando – per dirla alla Karl Marx – la ricchezza veniva accumulata dallo sfruttamento del lavoro. E si sa che un bambino ha meno pretese di un adulto e più difficilmente ha un’idea sociale e sindacale.

I numeri del problema.
Secondo i dati stilati dalla ILO, International Labour Organisation, e il suo programma denominato Statistical Information and Monitoring Programme on Child Labour (SIMPOC), lanciato nel 1998 al fine di identificare quanti minori lavorano, in quali comparti economici e in quali aree geografiche, i bambini e ragazzi impegnati in attività lavorative (economicamente attivi) nel mondo sono circa 352 milioni, ossia il 23% del totale della popolazione infantile mondiale.
Inoltre, 211 milioni (il 60% del totale dei minori impegnati in attività lavorative) hanno un’età compresa fra i 5 e i 14 anni.
Di questi 211 milioni, sempre secondo l’indagine ILO, ben 186 milioni, ossia l’88%, sono impiegati in attività lavorative da abolire perché pregiudizievoli alla condizione di minore. Mentre nella fascia 15-17 anni la percentuale di minori impegnati in attività lavorative pregiudizievoli è del 42%, per un totale circa 59 milioni.

Sono numeri impressionanti.

Dove vengono impiegati?
Il maggior impiego è nel lavoro familiare e domestico; sembrerebbe la tipologia più “semplice e tranquilla”, ma non va dimenticato che in questo raggruppamento rientrano anche i giovani che lavorano in nuclei familiari differenti da quella di provenienza. E il confine con la ‘schiavitù‘ è veramente molto labile.

Poi abbiamo il lavoro di strada, a noi molto noto nelle realtà più sviluppate e portato avanti soprattutto dalle comunità di immigrati, e comunque da tutti quei ceti sociali più disagiati. Ma chiaramente non solo. Anche in tal caso, il limite estremo e pericoloso, è l’induzione alla prostituzione e al traffico di stupefacenti.

Infine il lavoro industriale, anche se sembrerebbe che il dato generale parli di numeri ben più modesti rispetto alle categorie di cui sopra. L’accusa maggiore, se vogliamo, in questo caso è l’utilizzo che viene fatto dei minori, con mansioni oltre il normale e lecito orario di lavoro e per incarichi a volte estremamente pericolosi (su tutto il lavoro minerario).

E questo richiama un ultimo dato veramente sconvolgente: secondo le stime circa 8,4 milioni di minori sono impiegati in attività illecite, pericolose e di sfruttamento.
Il seguente specchietto, tratto sempre dalle indagini ILO lo rimarca immediatamente:

Peggiori forme di lavoro minorile

Minori coinvolti

Traffico di minori

1.200.000

Lavori forzati

5.700.000

Bambini soldato

300.000

Prostituzione e pornografia

1.800.000

Attività illecite

600.000

Totale

8.400.000

Dati tratti da ILO, Every Child Counts – New Global Estimates on Child Labour, Geneve, 2002 Dove?
Parlando di localizzazione, è evidente che immediatamente si pensi ai paesi emergenti e in via di sviluppo. Ciò è solo vero dal punto di vista numerario, ma non in senso assoluto di mancanza di problema.

Infatti nei paesi sviluppati 15 milioni sono i minori tra 5 e 17 anni impegnati in attività lavorative (pari al 9% della totale popolazione infantile dei medesimi paesi presi a riferimento e al 4,3% dei minori sfruttati nel mondo).
Se poi analizziamo i soli bambini tra 5 e 14 anni il numero scende a 2.500.000, che è pari al 2,1% della popolazione infantile (sempre rispetto ai paesi sviluppati) e all’1,2% dei bambini lavoratori sotto i 14 anni nel mondo.

Nei paesi in transazione economica, ovvero quelle aree che stanno cambiando il proprio regime economico di mercato (tra tutti le nazioni dell’Est Europa), curiosamente i dati sono anche leggermente migliori della sezione precedente. Infatti 8,4 milioni sono i minori tra 5 e 17 anni lavoratori  (ossia il 10% dei bambini e ragazzi nell’area di riferimento e il 2,4% rispetto ai bambini lavoratori attivi nel mondo) e di questi 2,4 milioni d’età compresa tra 5 e 14 anni (3,8% dei bambini presenti nell’area e 1,1% degli under 14 lavoratori nel mondo).

Appena i dati si spostano sul fronte dei paesi sottosviluppati e in via di sviluppo (3° e 4° mondo), ovviamente i numeri si fanno sproporzionati, complice sia sistemi sociali ed educativi quasi primitivi e anche una demografia più consistente che nel resto del mondo. Non dobbiamo sottacere, infatti, che in tale raggruppamento figurano la Cina e l’India che sono tra i più popolosi stati del pianeta.
Ben 328.900.000 sono i minori (5-17 anni) che figurano in questo drammatico record dei paesi in tale analisi, che portano all’incredibile 93,6% dei ragazzi sfruttati al mondo; mentre i bambini (5-14 anni) sono addirittura 206.100.000 innalzando la percentuale a 97,7% rispetto ai pari età nel mondo.

I due specchietti seguenti danno il quadro d’insieme. Soprattutto il secondo indica come nell’Africa subsahariana la percentuale tra i minori impiegati e quelli che possono godersi l’infanzia e la pubertà in quell’area sia fortemente alta:

% minori lavoratori sul totale dei minori lavoratori nel mondo

(5-17 anni)

% minori lavoratori sul totale dei minori lavoratori nel mondo

(5-14 anni)

Asia e Pacifico

61%

60%

Africa

19%

23%

America Latina

8%

8,3%

Africa del Nord

6%

6,4%

Paesi sviluppati

4%

1,2%

Paesi in transizione economica

2%

1,1%

% minori lavoratori sul totale della popolazione infantile nelle diverse regioni considerate

(5-17 anni)

% minori lavoratori sul totale della popolazione infantile nelle diverse regioni considerate

(5-14 anni)

Africa

32%

28,8%

Asia e Pacifico

25%

19%

America Latina

20%

16%

Africa del Nord

19%

15%

Paesi in transizione economica

10%

3,8%

Paesi sviluppati

9%

2,1%

Nota: per i dati e gli specchietti si è tratta fonte da “Volontariato Internazionale per lo Sviluppo” cui va il ringraziamento delle preziose fonti.

Si dice che uno è quello che è stato. Una vita segnata dal peso di un’esistenza grama e infelice non può non riflettersi sulla propria maturità, sul momento in cui bisognerebbe mettere da parte i giochi per dare al mondo – e così alla propria stessa esistenza – un senso e un contributo. Quando un minore imbraccia un fucile, oppure è lanciato in attività pornografiche e di prostituzione, fino alle attività illecite che possono essere sia quelle dello spaccio di droghe ma anche di vere e proprie azioni criminali, è evidente che quello stesso minore, quel bambino sarà segnato da ferite nell’animo insanabili.

Dopo tante crude nozioni, che spero offriranno sentiti spunti di riflessione, lasciatemi chiudere con un pizzico di sorriso, dolce-amaro, con una grande massima del grande e compianto Aldo Carotenuto; corta ma tutta da gustare.

*************

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commenti
  1. ChiamamiAquila ha detto:

    Questi dati sono da spavento. Spero che siano ingigantiti.

  2. emiliano66 ha detto:

    I numeri sono impressionanti e di solito quando talmente impressionanti vengono additati come “statistici” ,. Il punto iniziale e’ l’Unione Europea: iniziamo da noi stessi. Primo fra tutti il fenomeno dei bambini mandati in giro a chiedere l’elemosina: arrestare i genitori ed inviare i bambini a scuola. Poi eliminare il lavoro minorile nella eta’ della scuola d’obbligo garantendo sussidi alle famiglie disagiate che permettano di allevare un futuro migliore rispetto alla situazione disagiata odierna.

  3. realmonk ha detto:

    Dadi, se c’era bisogno di conferme questa lo è … hai dimostrato con un interessante approfondimento che non ne capisci solo di donne e motori e che alcuni dei tuoi detrattori erano e sono dei maligni.
    il tema è tanto interessante quantro triste.
    i numeri in effetti sono impressionanti come impressionante è la fumosità con cui le istituzioni nazionali ed internazionali sembrano affontare il problema.
    come dice il buon emi si dovrebbe iniziare ad atture una politica seria ed effettiva di rigore e sostegno.
    sostegno alle famiglie disagiate e, soprattutto, ai minori ai quali è obbligatorio dare la possibilità di crescere e sviluppare i propri interessi per essere un domani degli adulti sani e consapevoli e, così, cotribuire con i propri talenti ad un mondo migliore.
    rigore nei confronti di tutti gli sfruttatori che cercano di mercificare al vita umana e, cosa ancora più grave, tramutano i sogni di un bambino in un incubo … e non c’è nulla di più infame.
    la cosa più triste è che gli strumenti ci sarebbero già. basterebbe utilizzare le norme in modo serio, efficace, coerente.
    ad esempio i bambini utilizzati per chiedere l’elemosina al freddo, al caldo, nel traffico cittadino … non è quello un esempio di maltrattamento in famiglia e di fanciulli punito dall’art. 572 c.p. con pene significative, reato peraltro che prevede anche l’arresto in flagranza e l’applicazione di misure alternative ?
    vogliamo ancora parlare di lavavetri o iniziamo a rimboccarci le maniche con gli strumenti, a volte efficaci, che il nostro ordinamento ha già ?

  4. Dadi ha detto:

    Sapere di avere gli strumenti è cosa ancora più triste.
    Però la questione ha portata e confini maggiori. E’ naturale che molto è derivazione diretta del sottosviluppo e della povertà. Sanare in modo concreto questo male, significherebbe ricomporre TUTTI i grandi disagi esistenti: la stessa pace nel mondo ne sarebbe inevitabile positiva conseguenza. Ma gli interessi del singolo (in questo caso paese) superano quelli collettivi. Dimenticando che – oggi – i confini non possano più esistere: se scoppia una centrale nucleare in IRAN i problemi saranno solo dell’area del Tigri e dell’Eufrate?
    Quanto mi piacerebbe un giorno in cui ci fosse un grande consiglio mondiale in grado (seriamente e fattivamente) di imporre le proprie decisioni per il bene della collettività globale. Speriamo non resti un vano sogno.

  5. Dadi ha detto:

    Ogni tanto il mondo si ricorda: oggi è la giornata mondiale dei diritti dei bambini

  6. Sraddino ha detto:

    In questi giorni è uscito anche il film dall’emblematico titolo “Rosso Malpelo” nel quale l’autore, Pasquale Scimeca, denuncia la condizione dei minori costretti a lavorare in Bolivia.

    E’ stata avviata anche l’iniziativa ( riporto dal sito ufficiale http://www.rossomalpelofilm.it/ e più specificamente http://www.rossomalpelofilm.it/settimana_rossomalpelo.htm ) “Cento scuole adottano 1000 bambini”, elaborato dalla Ong MLAL. Progetto condiviso dagli attori, dai tecnici e da tutti i lavoratori che hanno reso possibile la realizzazione del film prestando la loro opera con paghe al minimo sindacale. Sarà infatti aperto un conto speciale presso la Banca Etica, dove si verseranno l’intero incasso del film nelle sale cinematografiche, oltre ai proventi della vendita dei diritti televisivi. Questa parte del progetto, realizzato con la collaborazione di Agis Scuola, prevede proiezioni in cento scuole, da tenersi nel mese di marzo.

    Per ulteriori informazioni http://www.rossomalpelofilm.it/stampa.zip

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