La fine del vigile urbano alla John Waine

Pubblicato: 3 ottobre 2007 da ChiamamiAquila in Giustizia, Italia, Legge, Notizie, Polizia, Società

Finalmente una bella notizia.

Giunge dalla Corte di Cassazione e stabilisce che il rimprovero mosso dai cittadini all’operato dei vigili non soltanto è “legittimo esercizio di critica“, ma è anche “utile alla collettività“.

Così la V Sezione penale, con la sentenza 36077, ha cancellato la doppia condanna per diffamazione inflitta a un arzillo, nonostante i suoi 83 anni, residente della provincia di Venezia, che il 20 luglio del ’99 aveva denunciato al sindaco di Conselve e alla sua giunta il cattivo operato di cinque vigili urbani del Comune.
A fronte di questa forte contrapposizione, l’anziano signore era stato condannato dal Tribunale della Corte d’appello di Venezia per aver denunciato tra l’altro che cinque vigili avevano tenuto “nell’esercizio delle loro funzioni comportamenti superficiali, misti ad incoscienza e presunzione“.

Prosegue la Corte di piazza Cavour: “le espressioni con le quali si qualifichi criticamente il comportamento dei vigili nell’esercizio delle rispettive funzioni presenta in modo netto ed evidente il requisito della pertinenza al pubblico interesse“. Quindi, annota il relatore Dott. Maria Vessicchelli, a patto che i rimproveri non vadano a colpire la persona ma l’operato, le critiche alla polizia municipale rientrano nel legittimo esercizio di critica.

Il succitato cittadino – per la cronaca – avrebbe inviato una missiva feroce al sindaco e alla giunta comunale in cui, secondo la ricostruzione della sentenza della Suprema Corte, “accusava i vigili urbani di elevare multe spronati dal raggiungimento di una somma messa a bilancio preventivo; di presentarsi con bardature vistose, pistole e manette come fossero in una terra di conquista: di avere scarso impegno nel lavoro, un certo menefreghismo; e di avere, nei rilevamenti dei sinistri stradali condotte inqualificabili che denotano scarsa professionalità, tanta superficialità mista ad incoscienza e presunzione“.

Fonti tratte dalla Adnkronos del 2 ottobre 2007

Beh, ce ne fossero mille di storie del genere, alla fine penserei di vivere in un mondo civile e – anche – un po’ migliore.

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Good news.
    Hai ragione: ce ne fossero 🙂

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