s.o.s. DONNE

Pubblicato: 2 novembre 2007 da bloghyblog in Mondo, Notizie, Sicurezza, Società

La brutale aggressione di Tor di Quinto ai danni di una donna, spirata nella serata di ieri all’ospedale San Andrea di Roma dopo due giorni di agonia, ripropone – con urgenza – sul tavolo politico il tema della sicurezza delle città, divenute negli ultimi anni teatro di orrendi crimini (con l’incredibile escalation di omicidi, aggressioni violente, stupri, estorsioni, borseggi, senza parlare poi di quella piaga sociale che si consuma, quotidianamente, sotto lo sguardo e l’indifferenza generale che è lo sfruttamento della prostituzione) firmati da immigrati provenienti da Paesi del nord Africa e dell’Europa dell’est (in particolare dalla Romania). 

Nella stragrande maggioranza dei casi, le vittime di tali efferrati reati sono donne e la cosa sconcertante è constatare, con rammarico. l’assenza di reazione delle donne italiane, che di fronte a tanta inaudita ferocia sembrano anestetizzate come se il problema riguardasse altre – quelle poverette sfigate per essersi, incolpevolmente, trovate al momento sbagliato nel posto sbagliato – e non loro.

Anche questa mattina il Corriere della Sera riportava la notizia dell’ennesima violenza sessuale avvenuta, questa volta, nella serata fra sabato e domenica (dopo la discoteca) a Cagliari, con vittima sempre – e ovviamente – una donna.

Solo che a delinquere non era un rumeno, ma un giovane sardo, amico per giunta della malcapitata che prima è stata picchiata selvaggiamente e, poi, violentata.        

La colpa di tanta indifferenza di chi è?

A mio parere, senza troppi giri di parole, ritengo che anche in questa circostanze come in tante altre i media e i sistemi di telecomunicazione facciano la loro parte.

Chiaramente non sono i soli, perchè anche a livello politico e legislativo il tema della violenza sulle donne, divenuto nel frattempo un emergenza sociale, continua a essere considerato una questione secondaria se non addirittura marginale.

Spesso, molto spesso, i media si soffermano sul fatto di cronaca senza tralasciare della vicenda alcun particolare, riservando per giorni e giorni, tanta attenzione al carnefice e nessuna alle vittime e alle loro famiglie, lasciate sole nel loro straziante dolore.

Intanto – come se nulla fosse – giornali, televisione, internet continuano a proporre il solito modello della donna oggetto, un modello, cioè, che sicuramente in termini di markenting assicura buoni utili economici, ma priva di ogni e/o qualsiasi dignità le donne, che mercificate sono ridotte a essere considerate puro e semplice oggetto di piacere. 

Voglio dire uno che arriva a lanciare una donna in un fosso non si sta sbarazzando di una persona ma di una cosa, usata, abusata, brutalizzata e, poi, quando ormai esanime buttata via.

E non mi si venga a dire – demagogicamente parlando – che il mostro in questione, l’autore di tanta spietata efferrattezza era un manovale immigrato, un povero rozzo, ignorante ridotto dagli stenti allo stato primitivo, perchè i sondaggi dimostrano che le violenze sulle donne si consumano nell’ambiente familiare e lavorativo per mano di mariti, amici, conoscenti, datori e colleghi di lavoro, con un trend che non conosce sosta.

Per impedire che – una volta passata l’emozione e lo sgomento – il sacrificio e le vicende delle tante vittime cadano nell’oblio occorre il contributo di tutti: dei media innanzitutto che dovrebbero cominciare a proporre della donna un modello nuovo che ne esalti la persona e la dignità, evitando di ricorrere al vecchio e abusato clichè della donna oggetto; della politica che dovrebbe cominciare a promuovere la cultura del rispetto e della tutela delle donne in tutti gli ambienti (dalla famiglia al mondo del lavoro), evitando le derive xenofobe che non risolvono il problema, caso mai lo aggravano; ed infine delle donne stesse che dovrebbero cominciare a mostrare maggiore solidarietà nei confronti delle vittime di tanta spietata barbarie, rifiutando i modelli proposti – per lo più dai media – che di fatto impediscono la crescita e il progresso delle donne e facendosi, invece, promotrici di una nuova cultura al femminile.        

      

     

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commenti
  1. Sraddino ha detto:

    Bloghy, di certo i media contribuiscono tantissimo e non posso
    che darti ragione.
    Però secondo me quello che conta più di tutto è l’esempio ricevuto
    dentro casa, prima, a scuola e tra gli amici, poi.

    Perché altrimenti saremmo tutti mostri visto che la tv e i giornali
    li leggiamo tutti.

    Secondo poi di certo, nella testa di questi mostri (non trovo
    altri termini per definirli) c’è qualcosa che non va; qualcosa
    di molto grave che li porta a compiere questi scempi!

    Sono d’accordo sul fatto che le vittime e le famiglie non vadano
    dimenticate però mi chiedo: cosa fare a chi commette questi reati
    quando esiste l’infermità mentale che giustifica tutto?

    Non l’ho mai pensata così prima ma arrivo a pensare che a Tor
    Bella Monaca siano più avanti di noi….

  2. Dadi ha detto:

    oltretutto la questione è tanto complessa che si corre il rischio di metterla sulla retorica o di sminuire il problema.
    Non è questione solo di “mostri” [ATTENZIONE: dico NON SOLO]. A mio avviso molto spesso il tutto ruota intorno ai valori che sono impressi nella testa: se non hai rispetto di una persona o cosa non provi alcunqué a dileggiarla o danneggiarla. Se, per fare un banale paragone, un cane randaggio entra dentro il proprio giardino, 9 persone su 10 prendono un bastone per farlo sloggare, senza alcuna pietà. In molti posti del pianeta (e in taluni anche della ns. nazione) le donne hanno importanza meno di un paio di stivali. Diventa inevitabile che la tutela è altrettanto limitata.
    Non neghiamo che le donne siano la parte più debole e quindi quelle che subiscono maggiormente le angherie.
    Ma siamo nello stesso mondo dove avvengono crimini ancora più devastanti e orrendi: contro i bambini. E anche in quel caso, se fa’ tendenza se ne parla, altrimenti…

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