Il rimpianto del Muro di Berlino

Pubblicato: 9 novembre 2007 da Dadi in Europa, Eventi, Internazionale, Ricordi, Società, Storia

berlinermauer.jpgDiciotto anni fa’ cadeva il simbolo più simbolo dell’ultimo secolo: il MURO DI BERLINO, BERLIN WALL o BERLINER MAUER per dirla alla tedesca.

Quel muro è sempre stato la caratterizzazione di una profonda divisione che squarciava il mondo civile in due, una sorta di linea (non tanto sottile e non immaginaria) di demarcazione tra il bene e il male. L’Europa divisa tra occidente e oriente, con una ‘guerra fredda’ a condimento.

Oggi abbiamo, come semplice conseguenza, i primi ragazzi maggiorenni che non hanno mai vissuto sotto il regime della Germania dell’Est. Che hanno emesso i primi vagiti in una Berlino libera da muri, ostacoli, recinti e filo spinato.

Quello che mi colpisce è che una significativa parte dei giovani tedeschi dell’ex fronte orientale (1 su 3) dichiara ‘oggi’ che se potesse ritornare indietro preferirebbe vivere dalla parte Est del muro.
Impressionante, vero? Quali le ragioni di una simile manifestazione tanto sconvolgente??
A parte quelli che si professano per ideologia (vediamo che esistono ancora troppi nazi-skin xenofobi che inneggiano Hitler, le pulizie etniche, sfastiche, che commettono crimini efferati in nome di qualche folle credo, …), non possiamo sottacere che la mancata vera integrazione in Germania possa essere la grande spiegazione, con tutti i problemi che ha generato; nonostante siano passati quasi 4 lustri. E questa è l’affermazione ufficiale, quella che gira nei media in queste ore.

Ma credo che si debba andare più in la’. Non si può non pensare che la paralisi economico-sociale della Germania è il simbolo di una situazione europea molto in crisi. Crisi della quale nessuno è in grado di apprezzarne la vera portata e quanto sia radicata. Da cui non sappiamo né quanto durerà e né come finirà [magari anche male].
Io sono un inguaribile ottimista; ma è difficile anche per me vedere rosa in queste condizioni.
E forse quel muro abbattuto è caduto anche addosso a tutti noi convinti (o quasi) europeisti, che – forse – ci dobbiamo ricredere.
Quanti di noi potendo ritornare a una decina di anni fa’ affermerebbe oggi con la stessa convizione di voler entrare in Europa?
E vediamo che la dichiarazione – apparentemente sconvolgente – è tutt’altro che illogica.

muraglia_cin.jpgPensavo infine: la Grande Muraglia Cinese fu eretta per proteggere il sacro celeste impero dalle invasioni dei popoli del nord, Mongoli in testa. Una divisione. E sempre attraverso un MURO.
E se con l’unione di tutte le Cine, come segno di disgelo la meravigliosa opera muraria fosse stata abbattuta…?
Meno male che gli antichi erano più saggi di noi.

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commenti
  1. Sraddino ha detto:

    Dadi, purtroppo i muri più insormontabili sono quelli che sono nelle nostre teste e, ancor di più, di quelli che possono decidere del futuro di un paese.

    Si possono spaccare i mattoni, ricongiungere 2 lembi di terra separati dal mare con un ponte (chissà se mai riusciremo a vedere quello tra Calabria e Sicilia), però le barriere mentali/intellettuali non sono così facili da superare.

    Ci meravigliamo dei giovani tedeschi che preferirebbero non aver visto crollare il muro ma non ci meravigliamo che esista ancora la parola “terrone”…. figuriamoci andare oltre i limiti nazionali!!!

  2. Vito ha detto:

    Quando si fa qualsiasi azione nella vita e soprattutto quando si compiono azioni nell’interesse di una comunità sia essa locale ma anche nazionale o multinazionale come quella europea e mondiale bisogna per prima cosa operae delle scelte laiche arginande le pressioni di chi rompe le scatole per mestiere, vedi il vecchio papa uno dei tanti fautori di questo tracollo, e poi essere veggenti prevedere ciò che le nostre azioni possono comportare. Era prevedibile che il prezzo più alto sarebeb stato pagato da quell’europa ricca che deve farsi carico dei cugini poveri e garantire un’equilibrio. Con un provocazione dico che la richezza è vero è per utti, ma se è per tutti non è ricchezza è solo stenti o sopravvivenza. A noi occidentali che dovremmo imparare ad essere nel concreto egoisti faceva comodo una situzione di spaccatura…vorrei vedere chi oggi esordisce con frasi siamo stati poveri anceh noi o emigranti anche noi o poverini di qua o di la trovare una soluzione allo sfacelo economico e al disordine mondiale dovuto all invasione di tutti sti miserabili risolvere subito il problema e ridarci la nostra stabilità…..perchè la mia identità nazionael deve essere compromessa da razze tipo i rom zingari per nautura che parassitano su di noi? perchè dobbiamo dare i soldi a nazioni regresse levandole alle infrastrutture del nosro paese?

  3. Sraddino ha detto:

    perchè la mia identità nazionale deve essere compromessa da razze tipo i rom zingari per nautura che parassitano su di noi? Perchè dobbiamo dare i soldi a nazioni regresse levandole alle infrastrutture del nostro paese?

    Perché al “nostro paese” fa comodo così!

    Non credo sia puro altruismo quello che porta i nostri governanti a costruire campi nomadi a rotta di collo a spese nostre!
    C’è (purtroppo) sempre un interesse a mantenere nel “nostro paese” queste persone ….

  4. Dadi ha detto:

    Sì anche questo.
    Però anche perché siamo un paese senza spina dorsale, incapace di una visione integrale, da destra a sinistra. Che pensa solo al vantaggio momentaneo e al tornaconto di una singola classe.
    Non è la cartina torna sole quanto successo domenica sera? Chiaramente una nazione che non è in grado di gestire il fenomeno calcio, ma come può mai pensare a cose ben più serie e complesse?

  5. Sraddino ha detto:

    Giusto Dadi, un po’ per lo stesso motivo per cui l’Italia partecipa (o ha partecipato) alla guerra in Iraq ma … solo per fornire assistenza medica o cucine da campo….

    Mai nessuno che abbia le palle per dire SI oppure NO! Siamo sempre sul NI o sul SO che ci tiene con un piede in tante scarpe!

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