Fini alle prese con un dubbio amletico: Dico o non Dico

Pubblicato: 15 novembre 2007 da bloghyblog in AN, Destra, Fini, Gossip, Italia, Notizie, Politica, Silvio Berlusconi, Società

Da quando il tg satirico di Antonio Ricci (Striscia la notizia) e la rivista Chi, hanno reso pubblica la notizia dello stato di gravidanza dell’attuale compagna del presidente di An, al secolo Elisabetta Tulliani (subito sarcasticamente ribattezzata E.T.) che presto lo renderà padre di una bambina, Fini è scomparso dalla circolazione.

Il presidente di An è rimasto evidentemente indispettito dal modo con cui certe testate giornalistiche – che per la cronaca fanno parte tutte del gruppo Mediaset – hanno dato risalto al fatto della sua seconda paternità.

Su tutti i giornali sono da subito comparse foto che rittraggono E.T. (la futura mamma nonché first lady) con il suo ex compagno, niente popo di meno che l’ex patron della squadra di calcio del Perugia: il rubicondo e attempato Gauggi, il quale da anni – dopo lo scandalo di calciopoli – vive nel suo buen retiro in sudamerica.

Striscia la notizia, soprattutto, ha mandato in onda un video che riprende i due piccioncini nellla favolosa residenza di Gaucci, che confessano (Cip e Ciop) al mondo intero il loro amore raccontando, con dovizia di particolari,  come e quando si sono conosciuti.

Gossip a parte, Fini probabilmente è scomparso dalla circolazione perchè la notizia della sua seconda paternità checché se ne voglia dire ha risvolti soprattutto politici.

Non dimentichiamo che il leader di An assieme agli altri leader politici della coalizzione di centrodestra ha sempre avversato il disegno di legge, presentato dal governo, che mirava a disciplinare le unioni di fatto omo-eterosessuali (i famosi Dico), perchè attentavano alla sacralità della famiglia.

Certo che i leader e i rappresentanti della destra sono dei gran bei ipocriti, si riempono la bocca di ideali e di belle parole (patria, famiglia, chiesa) e poi nel privato, fanno come gli pare.

Chi non ricorda la dissaventura – appena qualche mese fa – dell’onorevole Cosimo Mele sorpreso all’hotel Flora di Roma in compagnia di due allegre ragazze?.

E ora dopo Berlusconi e Casini – con due matrimoni alle spalle e figli di seconde nozze – si unisce alla compagnia anche Fini che alla moglie Daniela (ruspante ma simpatica) ha preferito le grazie ammaglianti della dentuta E.T.

Del resto la politica di centrodestra gioca, da sempre, sulle contrapposizioni distinguendo fra privilegiati e gente comune, fra famiglie di serie A e famiglie di serie B, lasciando sempre e comunque intendere che certi comportamenti sono permessi e giustificati ad alcuni (guarda caso solo a quelli che hanno potere e un network di conoscenze di tutto rispetto) e vietati, invece, a tutti gli altri.

Mi domando: non sarebbe forse il caso di farla finita con tanta ipocrisia?          

      

  

    

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    E prima o poi doveva accadere. Ossia ero in attesa che la cara Blogyhyblog si indispettisse che Fini potesse avere un secondo figlio, lui che è un fiero sostenitore della famiglia, che è sceso in piazza mentre (per dirla con le parole del Corriere della Sera) Elisabetta faceva il test di gravidanza. E che è ovviamente acerrimo contrario ai Dico (o come diamine si chiamano ora).

    Così prima un deputato – in quanto dell’UDC – non si può permettere di andare a mignotte (come tutti gli altri), ma di mignotte possiamo però riempire il Parlamento.
    E adesso galeotto fu lo spermatozoo di Gianfranco. Cazzo (imprecazione azzeccata data l’occasione) che bastardo (sicuramente è comunista!) creando sto popò di problema al suo illustre padrone.

    Perché poi dovrebbe essere un problema? perché sostenitore della ‘FAMIGLIA’? come se mettere al mondo un figlio sia immorale. Dov’è l’immoralità? A memoria non ricordo alcuno tra i politici che hanno contrastato i Dico, nemmanco uno della Chiesa, che abbia mai sostenuto che un UOMO e una DONNA non possano mettere al mondo un figlio. Solo dopo il matrimonio era una battuta che semmai era riservata alle vecchie nonne del profondo sud. Ma anche rimanere illibate (solo d’avanti però, da quello che è dato sapere).

    La questione è che l’unica famiglia (con tutte le minchiate legali tipiche) è quella riconosciuta in modo legale.

    E a Fini non vengono date diverse interpretazioni del caso; e lui non le chiede. Non è in discussione e mai l’è stato il diritto di fare ciò che più ci pare (non c’è mai stata la caccia alle streghe) ma senza che questo diritto debba obbligare gli altri ad accettarlo come una cosa legale.

    Oltretutto non è che lo fa’ con un altro uomo. Ma fa’ un figlio con un’altra donna, liberamente, senza imporre niente a nessuno (forse l’unica che avrebbe qualcosa da ridire dovrebbe essere Daniela, l’ex di Fini), non vuole diritti speciali (avranno i medesimi problemi con l’affitto, con l’eredità e se uno dei due finirà moribondo l’altro non potrà decidere per il compagno come qualunque convivente non sposato).

    Quindi la morale è questa: niente unioni tra LESBICHE e RICCHIONI, così l’ho detto. E niente diritti per chi non vuole anche doveri.
    Una coppia di un uomo e una donna vuole il riconoscimento? si sposa; altrimenti non vuole il riconoscimento con buona pace di tutti (anzi rompiamogli meno le scatole che gli possono pure girare).
    Per i FROCI il discorso è diverso.
    Fine della questione.
    E togliamo ogni equivoco.

  2. Sraddino ha detto:

    Non vorrei farlo perché ho un po’ paura a mettermi in mezzo a questa vostra discussione, però mi sembra che siate un po’ troppo estremisti!

    Da una parte Bloghy con la massima apertura alle “novità” in fatto di famiglia ma forte critica a Fini che fa un figlio non essendo sposato; dall’altra Dadi che mette al rogo i gay, uomini o donne che siano….

    Secondo me sbagliate entrambi perché non vedo che fastidio possa arrecare il futuro papà o le future coppie di fatto e/o omosessuali…

    Io la vedo così: finché non mi si pestano i piedi, rispetto (quasi) tutti!

  3. Dadi ha detto:

    Sraddino: le ns. sono evidentemente posizioni politiche; e in politica l’estremismo è di casa: vince chi urla più forte e riesce a catturare l’attenzione (altrimenti perché qualsiasi azione riesce solo quando l’opinione pubblica è forte in quel caso? vedi quanto successo dopo il delitto di quel rom: se il processo di espulsioni fosse avvenuto preventivo, i contrari sarebbero riusciti a rivoltare la gente contro un atto di dittatura; così invece non c’è stato scampo; non è bello, ma è così).
    Anzi quelle di Bloggy ancora di più perchè strumentalizza (da persona di sinistra) ogni minimo evento per tirare acqua al suo mulino (la sua ragione).
    Io invece mi sembra di essere stato chiaro: non parlo di caccia alle streghe, quindi non ce l’ho minimamente con gli omosessuali nel senso che non possano stare insieme, mettere (a modo loro) su famiglia, andare in giro mano nella mano, farsi regali, comprare casa insieme, etc. Liberi e padroni di viversi la vita a modo loro.
    Non desidero – però – che si normalizzi (legalmente) una cosa che proprio non riesco a vedere normale!

    PS: e poi bisogna tirarsi dentro nella discussione (anche schierandosi e sbagliando – a detta degli altri), altrimenti sto blog che sensa ha??
    Diceva Terenzio (così assomiglio a Lo Tito :D) “Quod homines, tot sententiae: suum cuique mos“. Concludo io: ed è giusto che sia così!

  4. Sraddino ha detto:

    A parte che delle citazioni latine qualcuno potrebbe avere bisogno della traduzione….

    Io mi reputo moderatamente di sinistra perché se una persona di destra dice qualcosa di giusto la condivido nonostante la divergenza ideologica di base, però perché non dovrebbe normalizzarsi qualcosa che ormai esiste e che, altrimenti, rimarrebbe nel limbo?

    Un po’ per lo stesso motivo per il quale anche la chiesa dovrebbe iniziare a inserire la parola “profilattico” all’interno delle omelie; l’AIDS esiste o è meglio non “normalizzarla”???

  5. Dadi ha detto:

    Per una volta che do una ventata di cultura a questo blog 😉
    La citazione significa che “a ogni persona, corrisponde un’opinione, ognuna differente”.

    Venendo a bomba, la situazione è nel limbo perché la consideriamo tale.
    Se non si prendesse neppure in considerazione non sarebbe nel limbo, semplicemente perché non c’è.

    Come il caso da te citato del profilattico e dell’AIDS: la Chiesa non può prendere in considerazione l’uso del goldone per 2 ragioni, una teologica e l’altra pratica:
    1) chi professa la vita e l’amore come missione per crearla, l’unione di un uomo e di una donna [tutto ritorna] a fini riproduttivi sanciti dalla religione stessa, non può (non so perché pare tanto ambigua, ma mi sempra luminosa la cosa) al tempo stesso dire “scopate come ricci per il puro desiderio di scopare”;
    2) se assodato il punto precedente, va da se che non possa minimamente (e logicamente) essere preso a considerazione il sesso estemporaneo; se fai l’amore con la tua partner (e tu non vai costantemente a mignotte, sulla moralità di Bene non sindachiamo 😉 ) il rischio di contrarre l’AIDS è pari allo ZERO; non vedo perché allora debba usare il cappuccetto allora. Quindi il problema non esiste. Esattamente come detto sopra.

  6. bloghyblog ha detto:

    Dadi, naturalmente, non condivido nulla di quello che hai scritto, anche se devo confessarti che alcuni passaggi del tuo post, seppure non politically corretct, mi hanno fatto sorridere per l’eloquio così – brutalmente – esplicito.

    Trovo, comunque, che il tono sarcastico e ironico del mio scritto ti sia completamente sfuggito o quanto meno non l’hai compreso.

    Fin dall’inizio ho evidenziato il fatto che la notizia della seconda paternità di Fini è stata diffusa dalle testate giornalistiche del gruppo Mediaset – e non dalla stampa di “sinistra” ed è questo, forse, il primo aspetto singolare della vicenda – le quali non si sono limitate alla cronaca ma hanno con insistenza giudicato e deriso le scelte sentimentali del presidente di An, evocando o sarebbe meglio dire ripronendo video e foto che ritraevano l’attuale compagna di Fini assieme al presidente del Perugia, Gaucci, con il quale la Tulliani (E.T) avrebbe avuto, in passato, una relazione.

    La derisione – che ben inteso è un fatto inaccettabile sempre e comunque – in tal caso sai a cosa mirava?

    1) a mettere a confronto due personaggi che in comune non hanno nulla, perchè Gaucci sarà pure un gran simpaticone ma non ha decisamente il sex appeal di Fini.
    2) a mettere in cattiva luce la Tulliani, presentata alla stregua e/o nelle vesti di una nuova Lecciso.

    Fini, ovviamente, non ha gradito i toni offensivi del tg satirico Striscia la Notizia e dei giornali del gruppo Mediaset.

    Per come, infatti, è stata confezionata e diffusa la notizia dal programma di Antonio Ricci, sembrava quasi (o per lo meno così l’ho intesa io) che alla base ci fosse un disegno politico-editoriale orchestrato dal gruppo Mediaset (che evidentemente non ha accolto le recenti aperture di Fini a Veltroni sul tema della riforma della legge elettorale)ai danni del presidente di An.

    Non è un caso che il Gruppo Mediaset – si legge oggi sui giornali – si sia subito affrettato a diramare una nota – comunicata nel corso di tutti i telegiornali del gruppo – con la quale ha preso le distanze dai toni dileggianti ed eccessivi del tg satirico, specificando – guarda caso – che il gruppo non ha ordito alcun complotto nei confronti di Fini.

    Mi spiace, ma come vedi le peggiori critiche e le strumentalizzazioni provengono dagli alleati della coalizione, anche la Santanché – fuorisciuta di recente da An – parlando di Fini lo ha definito “palle di velluto”.

    Dal punto di vista politico, è indubbio che il nuovo status di Fini (di convivente e futuro padre) ha dei significati politici poichè riapre il dibattito sulla questione dei Dico e/o Cus come attualmente vengono definiti.

    Fini, è libero di mettere al mondo tutti i figli che vuole, questo mi sembra fuori discussione.

    Il punto, da me sottolineato, è quello di assicurare la stabilizzazione dei rapporti non solo a coloro che – come Fini – hanno la possibilità di mantenere due famiglie, ma anche a tutti coloro che vivono in situazioni di “precariato”.

    Cerco di spiegarmi meglio.

    A mio avviso ritengo che come alle persone giuridiche è data la possibilità dall’ordinamento di adottare e adattare i modelli organizzativi previsti dal codice civile alle varie esigenze delle aziende e/o società, così alle persone fisiche che convivono (poca importa se omo o eterosessuali) – visto e considerato che i rapporti all’interno del nucleo familiare sono regolati da contratto – deve essere data la possibilità di far riferimento ad un sistema di regole che valorizzino la stabilità effettiva della coppia:
    1) alle esigenze del momento;
    2) con il riconoscimento di determinati e fondamentali diritti.

    Il riconoscimento di questi diritti – anche se temporanei – non ha nulla a che vedere con il matrimonio civile (per quello religioso entrano in gioco, ovviamente, altre implicazioni), in cui i diritti e doveri contratti dai coniugi impegnano entrambi ad assicurare la stabilità futura.

    Si tratta, a mio avviso, di garantire semplici regole di civiltà, distinguendo fra le varie ipotesi possibili e prendendo, anche, atto del fatto che possono esistere nuclei familiari non fondati sul matrimonio.

    Il matrimonio,

  7. Dadi ha detto:

    Che il tono volesse essere ironico per puri fini ludici non me n’ero accorto… e, pur volendoti bene, non ci credo neppure un po’.
    Il fine di “Striscia la notizia”, che obiettivamente ha fatto il suo tempo come programma e molti ormai sono arrivati a preferire “Un posto al sole” pur di evitare di vederlo (il fatto che siano dovuti ricorre nuovamente alla coppia storica ne è indicatore dell’indice di gradimento del programma), può essere quello che si vuole. Preferisco pensare che la bagarre scenda a livello di Tulliani = Lecciso, che finisce per essere una farsa e un problema intimo tutto di Fini, piuttosto che si assurga a prendere anche le emorroidi di Bossi a pretesto per rivendicare diritti che – sia chiaro – non hanno la benché minima possibilità di passare, almeno non in Italia.

    Questo – solo per animo belligerante di costume e finalità di polemica da blog – è il motivo di acceso dibattito che mi anima, perché altrimenti dovrei semplicemente fare un sorriso e rispondere “Sì, miao, domani!” perché lo sappiamo TUTTI: non succederà, né oggi né mai.

    PS: il politically correct è un privilegio che non possiamo più permetterci.

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