La FIA mette la parola FINE al campionato 2007 di Formula 1

Pubblicato: 17 novembre 2007 da Dadi in FIA, Formula 1, Giustizia, Kimi Raikkonen, McLaren, Notizie, Sport

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Finalmente è ufficiale: Kimi Raikkonen su Ferrari è il “Campione del Mondo 2007“.

Sembrava dovesse essere la storia infinita, che potesse trascinarsi ancora per lungo tempo, durante quest’avvio di stagione invernale, normalmente caratterizzata dallo stop delle competizioni e sfruttata dalle squadra per studio, prove e test in vista del nuovo campionato.

La McLaren, che non ne aveva avuto abbastanza di essere in cima ai titoli delle testate di mezzo mondo, dopo mesi di veleni, dopo essere passata per truffaldina, spiona, antisportiva, ha pensato che un epiteto in più o in meno non dovesse cambiare, ‘peccaminoso scocciatore’. Perché fare la parte dell’ignorante puzzone che non ci vuole stare, noblesse oblige mancato, svilendo la tipica affettata eleganza britannica?
E’ vero: perdere con il titolo in tasca deve bruciare più di un tizzone ardente. Ma le colpe di questo sono tutte e soltanto proprie.
E il ricorso, dopo l’ultima corsa in Brasile il 21 ottobre scorso, da parte del team di Woking per irregolarità delle temperature delle benzine di 4 vetture (3 dei quali erano arrivati davanti ad Hamilton a fine gara), aveva infatti fatto storcere il naso a tutti.

Proprio qualche giorno fa’ lo stesso Bernie Ecclestone aveva tuonato senza mezzi termini contro il possible ribaltamento degli esiti della pista con una sentenza che sarebbe stata unica.
Forse le minacce del patron della Formula 1 debbono aver sortito un effetto.

Secca e senza via di scampo, la motivazione della sentenza espressa nel comunicato ufficiale della FIA: “Ascoltate le spiegazioni di entrambe le parti ed esaminati i vari documenti e le altre prove, la Corte ha deciso che l’appello depositato dalla McLaren-Mercedes è inammissibile“.

Per la seconda volta la Ferrari e il suo pilota Kimi Raikkonen possono festeggiare per un titolo mondiale più che meritato.
E che, nel caso di una decisione favorevole alla McLaren e Hamilton, avrebbe ulteriormente affossato la credibilità della Formula 1, sempre più caratterizzata da veleni, avvocati, giudici e sentenze piuttosto che dalle performance delle vetture e dalla bravura dei piloti.

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