L’imam dà lezioni in tv: «Come picchiare le mogli senza fare peccato»

Pubblicato: 26 novembre 2007 da pira66 in Cultura, Società, Vita sociale

L’imam dà lezioni in tv: «Come picchiare le mogli senza fare peccato»
(Il Giornale , 2007-11-10. Page 14, Gian Micalessin)

Il predicatore Muhammad Arifi educa i giovani alla libanese Lbc: «Le botte
siano come il bacio della buonanotte. Meglio se col bastone»

Il matrimonio? È un ring dove chi rischia il ko è solo lei. Certo non tutti
i musulmani la pensano così, ma lo zelante predicatore saudita Muhammad Al
Arifi, interprete del Corano e del pensiero del Profeta per la televisione
libanese Lbc, ha pochi dubbi. I suoi insegnamenti televisivi ai futuri
mariti lasciano poco spazio all’immaginazione. Le botte, a sentir lui, sono
una componente essenziale della vita coniugale, come il buongiorno del
mattino e il bacio della buonanotte. “Allah – spiega ai suoi allievi il
religioso saudita – ha dato all’uomo un corpo più forte che alle donne”.
Quella dotta considerazione diventa la pietra angolare per spiegare
l’inevitabilità delle busse, la legge del più forte che ogni moglie farà
meglio a comprendere e ad accettare. Altrimenti le buscherà senza manco
capire perché. Loro, le donne hanno, del resto, ben poco da lamentarsi: “Il
Signore le ha dotate di corpi delicati, fragili soffici perché loro usano
meglio le emozioni del fisico… mentre l uomo deve per forza usare le mani
per riportare la moglie alla disciplina, lei può convincerlo usando le
lacrime”. Insomma lui magari la picchia, ma lei può rifarsi con un bella
frignata. “L uomo – precisa il dotto Al Arifi – è condannato a infuriarsi,
la donna ottiene quel che vuole piangendo e facendo leva sulle emozioni”.
L’impari battaglia – fa intendere il religioso – è impossibile da vincere e
i maschietti dopo aver strillato una, due, dieci volte non possono che
passare all azione. Attenzione, randellare la moglie non è né immediato, né
inevitabile. Prima di farla nera ci sono almeno due passaggi obbligati:
“Prima mettetela sull’avviso, una due tre quattro anche dieci volte, se
questo non basta incominciate con il non farvi trovare a letto”.
L’abbandono del talamo, assicura Al Arifi, dovrebbe bastare. Una moglie non
vedendo il marito coricarsi dopo una giornata di silenzi dovrebbe capire
che è ora di far marcia indietro. Ma ci sono anche le cocciute e le
egoiste. Sono quelle così sicure di sé e così convinte di aver ragione da
dire fra sé e sé: “Grazie a Dio se n’è andato per i fatti suoi, così avrò
tutto il letto per me, potrò dormire da sola e rotolarmi da una parte
all’altra come piace a me”. Quando la moglie supera anche quell’estrema
soglia d’impertinenza, il povero marito deve per forza ricorrere a quella
che Al Arifi chiama “terza opzione”. “Bastonarla”, semplifica soddisfatto
il pubblico dello studio televisivo. Al Arifi scuote la testa, sorride per
tanto sano e naturale impeto. “Questo è giusto, ma come si fa a bastonarla,
sentiamo un po’…”. Alla fine tocca al religioso spiegare la raffinata
arte delle botte coniugali. Innanzitutto niente colpi al volto. La regola
del resto vale anche per asini e cammelli: “Se volete far camminare un
cammello o un asino non potete colpirlo in faccia, quel che vale per le
bestie deve valere anche per gli esseri umani”. Sbaglia anche chi risparmia
alla moglie denti rotti e occhi neri, ma la legna sul resto del corpo. Il
segreto, consiglia Al Arifi, sta nell’interpretare la regola islamica che
impone di colpirla “con un bastoncino”. Se nell’ineluttabile urgenza della
“terza opzione” il marito non trova uno stecchino, può usare “qualcosa di
simile”, ma non mettere mano a bottiglie, a spranghe o coltelli. Quelli –
raccomanda il religioso – sono proibiti. “Fate sempre attenzione, aggiunge,
a usare un bastoncino sufficientemente gentile” perché menare il somaro o
la moglie non è la stessa cosa: “Un asino comprende solo le botte, ma una
donna è, in genere, più sensibile alle emozioni”. Dunque meglio contenere
l’ira, non lasciarle troppi segni addosso e non farla sanguinare. Mai e poi
mai imitare quelli che “colpiscono le mogli come se prendessero a pugni il
muro, centrandole da destra a sinistra, senza risparmiarle neppure i
calci… Fratelli, si raccomanda Al Arifi – così non va bene, non potete
trattare così con un essere umano”. La moglie va bastonata non per farle
male, spiega il predicatore – ma per farle capire di esser andata troppo
oltre, di aver superato il limite della maschia sopportazione. Insomma
botte a volontà, ma con virile lucidità e mascolino giudizio.

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    A parte facili ironie maschili, debbo dire che siamo all’assurdo!!!
    Con la stessa metrica, allora, è giusto che – visto che il buon Dio ci ha dotato di coglioni – ci venga assestato un bel calcio dove non batta il sole?
    PS: Pira66 hai lanciato il sasso, ma non hai espresso il tuo… giudizio.

  2. pira ha detto:

    Hai ragione caro dadi non ho espresso il mio giudizio…..beh io mi considero un femminista, comnvinto che il sesso forte non si il nostro e che il mondo femminile non ha ancora espresso quanto potrebbe nella nostra società, ma ti confesso che mentre leggevo tra l’esterrefatto e l’affascinato una domandina mi nasceva dentro e piano piano si materializzava……e se avesse ragione lui?

  3. Dadi ha detto:

    Aspettiamo i giudizi (spero tanti, allora) degli altri. Magari anche delle femminucce 😉

  4. Idetrorce ha detto:

    very interesting, but I don’t agree with you
    Idetrorce

  5. Dadi ha detto:

    Why not?
    Remark: it was an info appered on newspaper, not our opinion (just in case, not mine), naturally.
    I mean: you are pro or contro?

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