Clementina Forleo, bruciata sul rogo dell’ipocrisia

Pubblicato: 4 dicembre 2007 da Dadi in Giustizia, Inchieste, Italia, Notizie, Politica
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gip_forleo.jpgOggi la commissione del Consiglio Superiore della Magistratura si riunirà per votare le sorti del GIP di Milano, Clementina Forleo.
E’ praticamente certo che si deciderà per la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità.
Il provvedimento è stato avviato dalla ‘prima commissione’ di Palazzo dei Marescialli da oltre un mese, da quando si sta occupando delle presunte intimidazioni e pressioni legate all’inchiesta sulle scalate bancarie che il magistrato avrebbe ricevuto anche da parte di ‘ambiti istituzionali’.
Oggi verranno precisati i capi di contestazione e stabilito se si tratterà di una incompatibilità ambientale o anche funzionale, ossia se il magistrato dovrà lasciare la città o potrà mantenere un incarico in altro ufficio.
Si diceva che non sembrano esserci dubbi su questa svolta e sul pollice verso plebiscitario se è vero come è vero che la vice presidente della Commissione, Letizia Vacca (per la cronaca laica del centrosinistra), avrebbe detto: «Mi pare che ci sia una convergenza di opinioni in senso positivo per l’ apertura della procedura. Domani dobbiamo precisare i capi di contestazione e votare».

Personalmente mi importerebbe poco della vicenda.
Penso che molti di noi, la c.d. gente comune, hanno molti più problemi della D.ssa Forleo, anche solo a tirare avanti giorno per giorno.
E poi – volendo – sta nelle logiche delle cose: si vince e si perde.
Infine viene trasferita, mica mandata al patibolo.

Ma in questa situazione i contorni sono ben delineati e la mano gelida di un potere [IMMENSO] occulto appare in tutta la sua spettrale imponenza.
Proprio il fatto del trasferimento mi ha fatto molto pensare: non si tratta di una pena vera e corporale; ma peggiore, più subdola perché mina la credibilità stessa della persona, la sua integrità morale svuotando ogni possibile futura esternazione; una sorta di fedina personale macchiata dall’onta della pazzia e vaneggiamento: peggio che se fosse un crimine, quindi.
Avesse ricevuto una condanna ci sarebbe stato un capo d’imputazione e quindi una colpa. Chi sbaglia deve pagare, a qualsiasi livello. In questa circostanza non c’è pena perché manca il reato. Ma la mannaia scende ugualmente per tacitare qualsiasi possibile evoluzione: il vaso di Pandora deve restare ben chiuso.
Non si tratta neppure di verificare se le argomentazioni del GIP di Milano siano o meno corrette: potrebbero anche essere frutto di un equivoco o del pensiero di un folle. Attenzione: non è così, e lo sappiamo, perché ci sono le intercettazioni telefoniche ben chiare; le stesse intercettazioni hanno fatto fuori dal mondo del calcio Luciano Moggi e mandato in purgatorio per un anno la Juventus.
MAPORCOMONDO: sarà più importante per noi la vita politica del nostro paese piuttosto che il pallone?! … rabbrividisco se penso alla risposta…

La cosa che deve far riflettere e – alla buon ora – indignare è il fatto che si tratti dell’ennesima dimostrazione del ‘potere’ che, impunito, crea barriere autoprottettive per defilarsi dalle proprie responsabilità e non pagare dazio.

Eppure ricordiamo (noi lo ricordiamo bene) e non consideriamo ‘roba antica’ i fatti di appena due anni fa, quando proprio lei, Clementina Forleo, allora GUP, era assurta quale eroina della sinistra e dei DS (oggi PD), mandando assolti gli extracomunitari che l’allora ministro Pisano voleva cacciare nell’entusiasmo della Bossi-Fini.
Forleo come Giovanna D’Arco (senza voler scomodare troppo i santi) prima scudo dell’ideologia di un potere e dopo scacciata e schiacciata dallo stesso.

Perché questa volta la Forleo ha fatto un errore, l’errore capitale che i potenti maggiormente odiano: ha gridato che il re è nudo e di conseguenza ha compattato la ‘casta’ che ha incomodato perfino l’ex compagno ora Presidente (per chi non l’avesse inteso, Fausto Bertinotti) per bacchettare il giudice ‘pirata’, come è stata definita da Vincenzo Vasile, sulle colonne dell’Unità, giornale dei DS, confondendo, in grande malafede, atti giudiziari con azioni corsare.
E non possiamo nemmeno rinfacciare, a questi ex comunisti d’assalto, Berlinguer e la questione morale perché di quel grande hanno fatto sparire anche il ricordo e vaneggiano che Gramsci avrebbe approvato il Partito Democratico.

E adesso avanti il prossimo; è la volta di Luigi De Magistris, il PM di Catanzaro a cui la Procura Generale ha già avocato l’inchiesta ‘Why Not’ che vede tra gli indagati anche il ministro della Giustizia, Clemente Mastella.
A chi tocca non si ingrugna.

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commenti
  1. bloghyblog ha detto:

    Ma quale ipocrisia, questa volta la Forleo se le andata proprio a cercare.

    Sull’emotività e il clamore mediatico suscitato dal caso De Magistris, la Forleo si è lasciata andare a considerazioni gravi ed inopportune.

    Lei stessa resasi conto della gaffe (se così vogliamo definirla) nel corso della audizione davanti al Csm non solo è scoppiata in lacrime ma ha ritrattato tutto, il che “evidentemente” (per usare un avverbio utilizzato dalla Forleo per lo meno mille volte durante la trasmissione Anno Zero) la dice lunga.

    Le pesanti intimidazioni di cui sarebbe stata oggetto – come si evince dal verbale di udienza davanti ai giudici del Csm – facevano riferimento a fatti (personali) che con le inchieste sulle scalate bancarie non centravano nulla.

    La Forleo non è riuscita a fornire uno straccio di prova e la cosa più sconvolgente – sai qual’è – che da sola si è data la zappa sui piedi con buona pace dei suoi detrattori.

    In questo caso, penso che se uno vuole essere solidale con un collega (tanto per intenderci con De Magistris) deve portare a conforto delle proprie tesi fatti certi, provati, altrimenti è meglio che stia zitto.

    L’iniziativa della Forleo rischia, infatti, di di compromettere e ridicolizzare l’operato stesso di De Magistris finendo, di fatto, col creare collegamenti impropri oltrecché inesistenti.

  2. Dadi ha detto:

    Non sono ovviamente d’accordo: è in atto una mera azione di delegittimazione di quella frangia di magistratura non “perfettamente” allineata al regime.
    Quando il GIP ha respinto al mittente l’invito (non credo tanto bonario) a evitare di andare avanti nell’inchiesta sulle scalate bancarie, è scattato l’ostracismo e le ispezioni e le minacce più o meno esplicite.
    Altrimenti la Forleo non sarebbe mai andata al programma di Santoro e tantomeno chiamata a testimoniare dinanzi al CSM: non mi pare sia prassi che un GIP o un PM ogni volta che intenta una causa poi debba dare giustificazioni puntuali all’organo di autogoverno. Forse mi sbaglio…
    Non ricordo un solo togato che abbia subito una gogna simile mentre si divertiva a indagare su Berlusconi, Previti e Forza Italia.

    Ma comprendo che tu non possa riconoscerlo, perché sarebbe come accettare che i politici che sostieni sono malavitosi e assolutisti.

  3. bloghyblog ha detto:

    C’è una differenza sostanziale fra la situazione di Previti, Berlusconi & Co. e quella di Fassino e D’Alema: i primi erano indagati i secondi no

  4. Dadi ha detto:

    Ben detto: perché i secondi non è possibile indagarli!!!!!
    Quando qualcuno ci dovesse mai provare, vengono deportati.
    Ecco spiegato il ‘regime’!!!!!!!!!!

  5. bloghyblog ha detto:

    Per indagarli ci vogliono prove, fatti, riscontri e il magistrato Forleo non ha trovato alcuna traccia.
    Il suo teorema si fondava su alcune intercettazioni nelle quali Fassino e D’alema non dicono nulla di penalmente rilevante.
    Troppo poco per costruire dei capi di accusa e per parlare di regime.
    La verità è che voi di destra dovreste cominciare a pensare che non tutti agiscono come Berlusconi e Previti che sull’illegalità hanno costruito IMPERI.

  6. Dadi ha detto:

    Il tuo illuminismo è grandioso. Senza neppure vedere i verbali, gli atti inquirenti, il patrimonio completo di intercettazioni sai che D’Alema e Fassino non c’entrano nulla.
    E pensare che ci sono giudici che impiegano anni per fare un’inchiesta.
    Mi presterò per una petizione popolare affinché tutte le cause (cominciamo per quelle romane e di diritto penale, poi vediamo come va) vengano sottoposte a te: da buon oracolo, un’odorata e saprai dirci colpevoli e innocenti, mandanti e aggravanti.
    Hai già emesso verdetto per il caso Franzoni, Meredith e Garlasco? ci fai sapere chi è stato?
    Su Mastella? che mi dici? qui è dura, vero? vi piacerebbe farlo fuori… però poi il castello di carte se ne viene giù!

  7. bloghyblog ha detto:

    Non è questione di illuminismo, ognuno penso sia in grado leggendo i documenti a disposizione – n.b. il verbale di udienza del Csm è pubblicato su internet – di farsi un’idea sull’argomento.
    Le tue accuse sono un pò pretestuose, perchè fin dall’inizio sono stata chiara.
    Ho evidenziato, subito, che la fuoriuscita non particolarmente brillante della Forleo rischia di compromettere la posizione di De Magistris, il che in altre parole – visto che ad una prima lettura non hai compreso – significa che la posizione di De Magistris e sostanzialmente diversa da quella della Forleo.
    Nel caso di Mastella vi sono dei capi di accusa ben precisi che il guardasigilli cerca di insabbiare giocando anche sul fatto che vi sono alcune intercettazioni che chiamano in ballo l’attuale premier Prodi.
    La presa di posizione del Csm, al riguardo, se non sbaglio è stata diversa, il che lascia sperare in una soluzione non scontata, nonostante il gran da fare operato da Mastella.
    Non trovi?
    Il casrello se viene giù e anche grazie a questa legge elettorale voluta da Berlusconi, perchè sicuramente un guardasigilli del calibro di Mastella non piace e in altri tempi – esistendo maggioranze politiche più forti di quella attuale – sarebbe stato senza troppi complimenti sostituito.
    Ti dirò – ed è questa una mia personale considerazione – che a nessuno dispiacerebbe rimandarlo fra di quelli Ceppaloni.

  8. Dadi ha detto:

    Lo immaginavo 😉
    Beh, che dire: grazie legge elettorale, allora.

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