P.H.Dick, un visionario tra fantasia e realtà.

Pubblicato: 6 dicembre 2007 da realmonk in Cinema, Classici, Cult, Cultura, Fantascienza, Spettacolo

Cari amici, oggi voglio inserire un post che spero possa essere il primo di una serie. Un piccolo contributo per indicare agli interessati degli autori che in qualche modo hanno segnato il secolo passato.

P.H.Dick, più di tanti altri ha rappresentato e rappreseta il meglio della così detta fantascienza. Un genere letterario da molti a torto bistrattato. Dick ha avuto una vastissima produzione letteraria che ha interessato anche il grande pubblico rimasto purtroppo all’oscuro della reale provenienza.

Chi di voinon ricorda Blade Runner, forse uno dei più bei film mai girati ? E’ tratto da un racconto di P.H.D. così come tra gli altri Total Recall, Truman Show, Minority report …

Tra i romanzi vi segnalo, Ubik, In senso inverso, La svastica sul sole, Follia per sette clan, Solar Lottery, Cronache del dopobomba … la lista sarebbe lunghissima.

Sono quasi tutti ambientati nella provincia americana degli anni 60′ – 70′ ovvero in un futuro che allora sembrava improbabile, ora molto vicino alla realtà; viene quasi da domandarsi se è lui che ha previsto il futuro o sono stati scenziati che hanno seguito i suoi spunti.

Bellissimo infine è il modo di intedere il rapporto spazio-tempo, costruito in una sorta di prospettiva orotogonale in cui diversi universi/realtà parallele si incontrano in uno o più momenti contemporanei.

Per chi ne volesse sapere di più consiglio una visita al sito della casa editrice Fanucci che ha sempre creduto nelle potenzialità di questo magnifico autore.

Per chiudere vi lascio con la recensione di due dei libri più significativi della sua produzione.

“Confessioni di un artista di merda”: Con una galleria di personaggi magnificamente dipinti, Dick ci porta nella California della fine degli anni Cinquanta, dove si muovono quattro grandi protagonisti: Fay Hume, una donna bella, aggressiva e materialista; il marito Charles, un self-made man che possiede una casa di lusso e una proprietà di dieci acri, totalmente incapace di rapportarsi con la moglie; Nathan Anteil, un giovane e smarrito intellettuale; infine il fratello di Fay, Jack Isidore, l’artista del titolo, il personaggio piú affascinante del romanzo. Jack è un collezionista di vecchie riviste di fantascienza, crede negli UFO, in Atlantide, nella Terra Cava, nelle percezioni extrasensoriali e nell’imminente fine del mondo. Isidore è davvero, come in seguito lo descrisse Dick, «uno degli stupidi amati da Dio», ‘eroe’ di un toccante romanzo in bianco e nero che anticipa una sensibilità che oggi ritroviamo in film come L’uomo che non c’era dei fratelli Coen, in cui un’epoca, il delicato tramonto degli anni Cinquanta, viene riscoperta attraverso lo smarrimento sbigottito dell’individuo di fronte alla Storia e alla vita.

“I simulacri”: Nel Ventunesimo secolo gli Stati Uniti d’Europa e d’America sono governati da una coppia incantevole: der Alte, il presidente, e la First Lady, vero motore del potere. Popolare e amatissima star televisiva, la donna nasconde segreti che ne potrebbero destabilizzare l’autorità, e si oppone a ogni tentativo di rovesciamento del suo benigno regime. Fra complotti, corporation industriali, conflitti sociali tra élite e massa, tra chi conosce la verità sulla reale natura di der Alte e chi crede ciecamente nella verità offerta al pubblico, si muovono gli altri personaggi del romanzo: il pianista psi Richard Kongrosian, capace di suonare senza toccare i tasti; Beltold Goltz, capo dell’organizzazione dei Figli di Giobbe; Loony Luke, venditore di astronavi che permettono alle famiglie disperate di emigrare su Marte; e poi i simulacri, sostituti robotici degli esseri umani, usati come strumenti fondamentali di un rischioso gioco politico. Tutto questo compone un affresco sfaccettato che precorre la politica-spettacolo e la religione dell’apparire che dominano il vero XXI secolo, il nostro presente, che Dick anticipa e scruta con gli strumenti analitici della fantascienza, e soprattutto con un sentimento profondo della condizione umana.

Magari può essere uno spunto per i futuri regali di natale. 

Buona lettura a tutti

 

p.s.: il testo non è stato riletto, sono sicuro di poter contare sula vostra indulgenza quanto ad errori di battitura ed eventuali orrori ortografici

 

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Bel modo di avviare una nuova area di dibattito.
    Manca ‘recensioni’ tra le categorie. Grave dimenticanza la mia. Provvedo immediatamente.

  2. Sraddino ha detto:

    Grande Real! Potremo magari risparmiarci qualche brutto libro/film e, soprattutto potremmo scegliere un libro senza sceglierlo soltanto dal gradimento della sua copertina o meno andando al buio 😉

  3. Discarica ha detto:

    Follia per Sette Clan

    Ovvero una spy-story che si svolge parallelamente alla normale vita di sette clan di individui completamente fuori di cervello, usciti direttamente da un manicomio e lasciati in isolamento su una luna.
    “Li avete isolati e avete voluto aspettare 2…

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