A colpi di monezza

Pubblicato: 14 gennaio 2008 da bloghyblog in Ambiente, Governo, Inchieste, Italia, Medicina, Notizie, Politica

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Da alcuni mesi i media ci propongono quotidianamente le immagini di Napoli (e del suo interland) invasa da tonnellate di immondizia e degli abitanti della città – ormai esasperati – che per far fronte a questa incredibile e scandalosa situazione di degrado e di abbandono cercano di barcamenarsi alla meno peggio, ricorrendo ad atti di violenza (in cui spesso vengono coinvolte le forze dell’ordine e i vigili del fuoco) e appiccando roghi ai cumuli di spazzatura che incombrano, ovunque, le strade dei quartieri della città e quelle di tutta la zona flegrea e vesuviana.

Sfido chiunque a mostrarsi tollerante di fronte ad una situazione vergognosa e fuori controllo che non esiste neppure nel Terzo mondo, sopratutto quando i politici locali (il governatore Bassolino in primis e, a ruota il sindaco Iervolino e lo stesso ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio) continuano a qualificarla -scrollandosi di dosso ogni responsabilità – lapidariamente e semplicemete come un caso di emergenza rifiuti.

Qualcuno giustamente, al riguardo, ha sottolineato che l’emergenza è una situazione momentanea.

Nel caso di Napoli e, più in generale della Campania, per lo spettacolo a cui davvero senza parole abbiamo tutti assistito non si può continuare a qualificarla come una situazione di emergenza, in quanto sarebbe più giusto parlare di incuria, di negligenza, di incapacità decisionale dimostrate dai locali amministratori nella gestione della politica territoriale.

Napoli, al pari di tutte le altre città italiane (Roma, Milano, Firenze, Genova) è diventata, negli anni, un luogo di consumismo moderno e intenssisimo, ma senza regole.

La situazione di colasso è iniziata nel 1994, anno in cui la regione è stata commissionata proprio per far fronte alla situazione di emergenza.

In questi 14 anni, al di là delle buone intenzioni manifestate puntualmente durante le campagne elettorali, nulla è stato fatto.

Secondo gli esperti per ritornare alla normalità ci vuole almeno un anno e un finanziamento di diversi milioni di €uro per la costruzione di impianti di smalttimento a basso impatto ambientale.

La cosa paradossale è che l’Italia è fra i paesi leader nella costruzione dei termovalorizzatori, a Brescia esiste, infatti, un impianto che gli americani considerano il migliore al mondo.

E Brescia come Napoli è in Italia non in Danimarca, paese quest’ultimo che nella raccolta differenziata dei rifiuti si è dimostrato essere il più diligente con ben 405 termovalorizzatori sparsi sul territorio nazionale.

Se questi sono i dati a me personalemente sorge il dubbio che dietro al disastro di Napoli ci sia un disegno criminoso – basato su indebite connivenze tra camorra e politica con ricorso ad atti di malaffare e di illegalità diffusa – che volutamente ha considerato, per anni, il tema rifiuti una questione marginale.

Se sul caso Napoli non fosse intervenuta tuonando l’Unione europea che ha richiesto, esplicitamente, un intervento concreto ed immediato da parte del governo, probabilmente, oggi, continueremmo ad assistere al biasimevole e patetico rimbalzo di responsabilità tra il sindaco, il governatore e il ministro dell’ambiente.

Una cosa comunque è certa: in questa vicenda la camorra è diventata un alibi per giustificare l’impotenza e l’incompetenza politica dei dirigenti locali.

Spero che di questo i napoletani se ne rendano conto.

 

 

 

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Giusto, soprattutto quando viene (solo parzialmente a ragione) preso a pretesto la presenza della camorra.
    Ma l’Italia non decollerà finché ci saranno questi 2 elementi di contrasto: politica squalo/burocrazia demenziale e popolo del NO.
    L’uno vive grazie all’altro. Uccisa una delle due teste, però, il giano si affloscia. Pensiamoci tutti (oltre ai napoletani).

  2. Luca Taddei ha detto:

    Date un’occhiata al nuovo progetto de ilcomunicatore! C’è un post anche sul tema! All’indirizzo http://www.italianbranding.wordpress.com
    A presto,

    L.T.

  3. Sraddino ha detto:

    Bloghy, che dietro alla situazione “Napoli” ci sia la malavita organizzata è poco ma sicuro.

    Stavo vedendo un servizio dal quale ho scoperto molte cose interessanti. Tra quelle che più mi hanno stupito:

    – esportiamo da anni (non ricordo se 7 o addirittura 12) rifiuti in Germania (e non provenienti soltanto da Napoli) pagando ai teutonici 200 (!!!) euro la tonnellata; tonnellata di rifiuti che gli impianti SOTTOSFRUTTATI per le loro dimensioni, provvedono a dividere e riciclare guadagnandoci sopra!!!

    – in Italia servirebbero qualcosa come 40 impianti come quello di Brescia per sopperire al fabbisogno di smaltimento rifiuti attuale;

    Allora mi domando: quanto spendiamo in un anno per esportare i nostri rifiuti???
    Quanto costa un impianto come quello di Brescia?
    Cosa ci converrebbe fare per il futuro???

    Dipende da cosa decideranno politici e mafiosi ovviamente….

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