In mostra a Roma il secolo dell’Avvocato

Pubblicato: 14 gennaio 2008 da bloghyblog in Appuntamenti, Comune Roma, Cult, Cultura, Economia, Eventi, Fotografia, Italia, Memoria, Notizie, Ricordi, Società

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A cura di Marcello Sorgi è stata allestita a Roma – per ricordare la scomparsa dell’avvocato Gianni Agnelli avvenuta cinque anni fa – nella Gipsoteca del complesso del Vittoriano una mostra che in oltr 250 scatti (e molto altro materiale preso dall’archivio storico della Fiat e della Stampa e da quello fotografico del milanese Vito Liverani) ripercorre l’infanzia, la vita avventurosa, affascinante, sportiva e glamour di un esponente dell’alta borghesia internazionale che Henry Kissinger – peraltro suo grande amico – definì l’ultimo re di Italia. 

L’esposizione inaugurata a Roma lo scorso 10 gennaio dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da Carlo Azeglio Ciampi, da Francesco Rutelli e da molti esponenti del clan Agnelli sarà aperta al pubblico fino al 30 gennaio.

Personalmente, senza voler togliere nulla all’iniziativa perchè è giusto ricordare un uomo che ha esportato in tutto il mondo lo stile italiano, ritengo che sia un bene che il secolo dell’avvocato sia terminato.

Agnelli è stato il simbolo di un’economia e di una società conservatrice e privilegiata che non esiste più e di cui ancora adesso – noi cittadini italiani – paghiamo lo scotto.

Il modello – peraltro ancora attuale – di alta finanza fu una delle grandi invenzioni dell’avvocato Agnelli.

Le decisioni su chi doveva entrare e sopravvivere sul mercato erano prese da pochi, da quelli cioè che frequentavano i salotti buoni dell’imprenditoria e della politica.

Non è che le cose oggi  siano molto diverse rispetto al passato, sta di fatto, però, che la competizione fra imprese e gruppi imprenditoriali favorita dall’avvento della globalizzazione sui mercati internazionali costringe gli Stati nazionali ad omologare le legislazioni – comprese dunque le norme che regolamentano il funzionamento delle società, dei mercati e delle borse – adattandole alle nuove esigenze.

Il che francamente è un bene (forse non percettibile nell’immediato) perchè offre la possibilità a tutti di entrare sul mercato senza per questo chiamarsi Agnelli.

Penso a questo proposito agli inventori di Google e di Microsoft che hanno rivoluzionato il mondo partendo da zero.          

 

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Quando la sinistra celebra il capitalismo! per una volta sono d’accordo con Bloggy (sulla sua visione critica, naturalmente)

  2. bloghyblog ha detto:

    Diciamo pure la verità che non solo la sinistra si è prostata a Gianni Agnelli, ma tutti i governi che si sono succeduti in 60 anni di storia repubblicana hanno sempre mostrato un occhio di riguardo nei confronti dell’Avvocato e delle sue imprese.
    Cosa che oggi, forse, sarebbe impensabile.

  3. Dadi ha detto:

    Se però è normale per la destra conservatrice e capitalista, lo è decisamente meno per quella democratica, popolare e riformatrice; che dovrebbe essere l’attuale, sulla carta!!!!

  4. bloghyblog ha detto:

    Già, ma in questo caso non viene ricordato l’imprenditore e le sue gesta e le sue qualità imprenditoriali, ma l’uomo, l’avvocato che con il suo charme, il suo mecenatismo, la sua cultura, la sua passione per la vita ha fatto parlare di sè in tutto il mondo.
    E quando è così, non costa in definitiva nulla tributarli un ricordo.

  5. Sraddino ha detto:

    E pensare che “quando c’era lui” ci lamentavamo… oggi rimpiangiamo quei tempi!

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