In partenza i treni veloci di Luca e Diego

Pubblicato: 14 gennaio 2008 da bloghyblog in Confindustria, Economia, Finanza, Industria, Italia, Mercato, Notizie, Società, Velocità, Viabilità

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Rivoluzione nel trasporto ferroviario, la società Nuovo Trasporto Viaggiatori (Ntv) s.p.a – fondata dal presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, dal patron della Tod’s Diego della Valle, dall’imprenditore napoletano Giovanni Punzo e dal manager del settore Giuseppe Sciarrone – ha ricevuto nei giorni scorsi,  secondo quanto scrive il Financial Times, l’autorizzazione ufficiale ad effettuare il servizio di trasporto viaggiatori sulle nuove linee ferroviarie ad Alta velocità.

La Ntv s.p.a., cogliendo le opportunità offerte dalla liberalizzazione del trasporto ferroviario, introdotta in Italia con il Dpr. n. 146/1999 e con la legge n. 388/2000 su proposta dell’allora ministro dei trasporti, Pierluigi Bersani, introdurrà dunque la concorrenza anche nel settore ferroviario.

Secondo il Financial Times, la Ntv s.pa. ha infatti stipulato con la Alstom un contratto del valore di 700 milioni di €uro che prevede la fornitura di 25 treni di lusso supermoderni e superveloci che verranno impiegati, inizialmente, nelle tratte di traffico-business (tanto per intederci sulle nuove linee di Alta velocità: Milano-Torino; Milano-Roma-Napoli) per poi, in un secondo momento, puntare alle più importanti tratte internazionali.

Il fischio di partenza del nuovo servizio offerto dalla Ntv s.p.a. – che va ricordato è la prima società in europa costituita da privati ad investire nell’Alta velocità – è previsto per la fine del 2010.

Nel nuovo business verrà coinvolto, in qualità di partner finanziario, anche il gruppo Intesa Sanpaolo che si appresta a conferire circa 60 milioni di €uro, assicurandosi così una quota di partecipazione pari al 20% del capitale sociale.   

Mi chiedo: ma quanto tempo occorrerà attendere perchè anche le merci viaggino sui treni?    

    

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Bloggy oggi sei scatenata. very good 🙂
    Circa il tuo grande quesito, bisogna riconoscere che in Italia, per colpa di scelte scellerate perpetrate dagli anni ’60 a oggi (anche complice la stretta influenza della FIAT sulla cosa pubblica), il trasporto ferroviario è a livelli lontani da quelli dei paesi a forte sviluppo tecnologico. Sia in termini di capillarità che di sviluppo.
    Pochi sanno – per esempio – che esiste già un consorzio per la creazione di un polo alternativo e concorrenziale a Treni Italia, ovvero quello di RailOne che fa’ capo al gruppo capitanato da Carlo Toto (quello della corsa all’acquisto di Alitalia). Questo progetto, a quanto mi è dato sapere ancora è in altissimo mare proprio per la complessità nella gestione della rete (di proprietà di RFI), delle tratte e per gli alti costi necessari.
    Lato trasporto merci, la situazione attuale permarrà fintanto che portare una tonnellata di merce da una città all’altra non costerà meno con il camion rispetto al treno; con in più la maggiore flessibilità offerta dal trasporto su gomma.

  2. Sraddino ha detto:

    Ferrovie come Telecom quindi? Ci troveremo con n compagnie che si faranno concorrenza tra loro a nostro beneficio? Magari!!!!!
    Se così fosse non vedo l’ora!!!

    Ma, a quando la ristrutturazione delle linee ferroviarie oltre ai treni?

    Ok, ok, un passo alla volta, per ora mettiamo mostri da oltre 300 all’ora su binari di latta…

  3. bloghyblog ha detto:

    Non so se francamente sia una questione soltanto di costi.
    Diciamo, piuttosto, che è più facile – in quanto meno problematico – investire nel servizio trasporti viaggiatori perchè, in fondo a ben vedere, non si rischia di pestare i piedi a nessuno: esistono al momento, perlomeno sulla carta, due concorrenti FS s.p.a. e Ntv s.p.a.
    Il discorso, invece, cambia quando si prende in considerazione il trasporto delle merci.
    Il rischio di mettere in crisi gli interessi non solo della Fiat, ma anche della società autostrade, delle regioni, delle società di trasporto e, anche e sopratutto gli interessi delle famiglie dei molti autotrasportatori – che con questo lavoro “sporco” sopravvivono – è molto alto.
    Il che induce tutti (politici ed imprenditori) ad una maggiore cautela.
    Tuttavia è anche vero che continuare a rimandare ad oltranza la soluzione del problema non risolve la questione.
    La viabilità in Italia è diventata una questione seria e di questo, a mio avviso, la politica dovrebbe cominciare a farsi carico.

  4. Sraddino ha detto:

    Effettivamente spostare parte del trasporto merci su rotaia ridurrebbe, e forse anche di molto, il traffico di TIR sulle nostre strade….

    Grande Bloghy, il tuo punto di vista è molto interessante…

  5. emiliano66 ha detto:

    Se non erro attualmente in Italia poco piu’ dell’ 1,5% del totale merci viaggia su rotaia.
    Una percentuale che parla da se’.

  6. bloghyblog ha detto:

    Si rispetto agli altri paesi europei in questo settore – come in tanti altri settori – siamo il fanalino di coda.

  7. Sraddino ha detto:

    Purtroppo “devono da venne er petrolio”!!!

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