La Ducati è l’arco di Stoner

Pubblicato: 31 gennaio 2008 da Dadi in Ducati, Motociclismo, MotoGP, Motomondiale, Motori, Sport
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stoner_ducati2008-test.jpgI test che il circus della MotoGP sta svolgendo in Australia, in preparazione dell’avvio del campionato del mondo 2008 (ricordiamolo: inizio il prossimo 9 marzo sul circuito arabo di Losail nel Qatar), sta offrendo alcuni spunti di riflessione ai vari team, e alcune certezze.
Per lo meno dalle parti di Borgo Panigale.

La moto e il pilota da battere sembrano ancora essere la Ducati e il giovane canguro Casey Stoner.
Sul circuito (casalingo, è vero, per Stoner) di Phillip Island è sempre lui il più veloce.
Nel 2° giorno di prove è quello che inanella il giro migliore (e nelle simulazioni di durata ha offerto un passo gara eccezionale): 1.29.938 (con pneumatici da gara) lasciando il secondo miglior tempo della giornata (Alex De Angelis) a oltre mezzo secondo; e soprattutto il suo compagno di squadra, Marco Melandri, a oltre 1 secondo e mezzo (nella prima giornata il distacco era quasi 2″).
Il ravennate non sembra a proprio agio in sella alla nuova Desmosedici. Che ormai di esperienza ne ha accumulata. E Melandri non è assolutamente un pilota scarso.

La cosa porta a effettuare alcune analisi della situazione: il fatto che la motocicletta, dal suo esordio a oggi nella classe regina, non è affatto malvagia rispetto alla concorrenza, è un dato assodato, soprattutto perché è ‘Campione del Mondo 2007‘, piloti, squadra e costruttori. Hey, qualcuno se n’era dimenticato? 😉

Non si è trattato di performance casuali e circostanziali, come può essere accaduto per alcune squadre non di primo piano (penso alle Honda del team Gresini piuttosto che a Suzuki Rizla+ 🙂 ).
Le belle prestazioni e le vittorie ottenute nel corso di questi 4 anni da Loris Capirossi, Troy Bayliss e compagni ne sono la dimostrazione.
Ma è sempre un mezzo estremamente difficile e delicato nel setting complessivo; che non hanno pagato in termini di costanza.

L’anno scorso il bolognese ha chiuso la sua stagione (e l’avventura in Ducati) al 7° posto assoluto con 166 punti all’attivo (201 in meno dell’australiano) con 1 vittoria, 2 secondi posti e un terzo.
Nel 2006 Capirossi finì 3° assoluto (229 punti con 3 vittorie, 4 secondi e 1 terzo), mentre Sete Gibernau, con un’annata sfortunata, solo 13°, senza mai andare a podio; per la cronaca nell’ultima gara del 2006 il posto dello spagnolo venne preso dall’ex pilota Ducati di MotoGP (e pilota SBK), Troy Bayliss, che vinse con una cavalcata straordinaria la corsa, a Valencia (passata però alla storia per la dissennata e stupida caduta di Valentino Rossi che ha consegnato il mondiale all’avversario Nicky Hayden).
La coppia Ducati 2005 era composta ancora da Loris Capirossi e dallo spagnolo Carlos Checa. L’italiano chiuse la stagione 6° (157 punti, 2 vittorie, 1 secondo e 1 terzo posto), mentre il compagno 9° (138 punti e 2 podi al 3° posto).
Nel 2004 Capirex e Troy Bayliss (che formavano l’accoppiata in rosso) finirono la stagione a pari punti (117) con una sola terza piazza per Loris e due per l’australiano.

Se i numeri dicono qualcosa, si può leggere che per qualsiasi pilota, anche molto esperto, preparato e forte, guidare la Desmosedici è stata un’avventura: moto eccezionale e performante, ma difficile da portare al 100% sempre e dovunque.

Tranne che per Casey Stoner, che nel primo anno in Ducati ha fatto strage vincendo come non mai e portando la rossa in cima al mondo nel 2007 e risultando – non mi stanco di ripeterlo – il pilota da battere anche in questo 2008.

Forse è come l’arco di Ulisse: lui è l’unico che sa come usarlo.

ulisse32845150jy7.jpg«…allora l’accorto Odisseo, poi ch’ebbe toccato e guardato l’enorme arco dovunque, come quando un uomo esperto di cetra e di canto tende con facilità, grazie al collabo nuovo, una corda avendo fissato su e giù la ritorta minugia di pecora, senza affanno così tese il grande arco Odisseo.»
[Brano tratto da l’Odissea di Omero, Edizione Grandi Tascabili Economici Newton 1997, I Mammut]

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commenti
  1. Sraddino ha detto:

    Certo che pur di non lasciare la mia Suzuki in prima pagina nel blog scriveresti di tutto eh!?!?!?!?

    Cmq “Non si è trattato di performance casuali e circostanziali, come può essere accaduto per alcune squadre non di primo piano (penso alle Honda del team Gresini piuttosto che a Suzuki Rizla+)”
    NON STA NE’ IN CIELO NE’ IN TERRA!!!!!

  2. Dadi ha detto:

    Vuoi forse significarmi che nel corso degli ultimi 3 anni ci sia stata una sola volta che qualcuno abbia pensato alla vittoria della Suzuki oppure delle Honda Gresini come un fatto assolutamente scontato e aspettato?

  3. Sraddino ha detto:

    A parte i presenti? 🙂

    Ma si dai stavo scherzando, è ovvio che è stato un grosso risultato vincere un paio di gare e raggiungere più di qualche podio l’anno scorso!!!

    Ma quest’anno…… 🙂 😛 😀

  4. […] Quindi la domanda sorge sponmtanea: Bridgestone e Ducati fanno veramente così bene? oppure è solo Casey Stoner a riuscirci? però già l’avevo supposto nel mio “La Ducati è l’arco di Stoner“. […]

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