berlusconi_mani_quirinale.jpgLa crisi di governo è in pieno corso.Franco Marini, che aveva assicurato una decina di giorni fa’ che non avrebbe accettato il mandato ad interim, poi facendo dietro-front (dicono per senso di dovere… ma che belle parole), ha fatto diversi giri di consultazione.L’ultimo proprio questa mattina, incontrando Fini, Berlusconi (che non ha disertato nonostante il lutto per la perdita della madre) e, per il PD, Walter Veltroni.

Ma non sembrano esserci proprio spiragli; e così Marini Franco è salito al Quirinale alle 18 e 30 a rimettere il mandato.

Però ho molto pensato sulla situazione.

Lasciandomi perplesso che taluni vogliano le elezioni subito e altri invece preferiscano prima che vengano fatte alcune importanti riforme tra le quali, in primis, la legge elettorale.

Sembra normale che la sinistra voglia evitare la corsa veloce alle elezioni, in quanto in questo momento i sondaggi danno l’attuale maggioranza in caduta libera. E di contro una significativa vittoria politica ed elettrorale del centro-destra. Quindi meglio prendere tempo per dimostrare che qualche tentativo di mettere in careggiata la macchina ci sia stato: non potrà andare peggio di così!!

Volendo è giusto anche rimettere mano alla legge elettorale. La perplessità non è tanto neppure perché appare improbabile che in 2/3 mesi possano essere comunque fatte quelle modifiche strutturali e istituzionali che non hanno raggiunto intese in questi 2 anni.

Ma rifletto su un fatto; per cui la sinistra e Veltroni dovrebbero correre immediatamente alle urne, altro che tentennamenti.

L’attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (senza tenere conto che è persona di oltre 82 anni e mezzo), terminerebbe il suo mandato a maggio 2013; e l’elezione viene eseguita nei mesi precedenti.

Quindi oggi saremmo pelo pelo (tra campagna elettorale e voto prima di aprile non si insedierebbe alcun nuovo Parlamento).

Se ritardiamo anche solo di un mese invece…

Di cosa parlo?

Del più grande incubo che possa passare all’elettorato di centro-sinistra: Silvio Berlusconi 12° Presidente della Repubblica italiana.

La cosa è tutt’altro che peregrina: se oggi si andasse al voto fra 5 anni – ovvero al momento esatto che Napolitano (sempre augurandogli tutto il bene di una vita lunga e prosperosa) finirà il suo mandato istituzionale – si dovrà eleggere il nuovo Presidente; e chi ci sarebbe (nel caso vincesse le elezioni il centro-destra) sugli scanni parlamentari a votarlo?

Il sindaco di Roma vuole un esecutivo a scadenza che, in tre mesi, riscriva le regole del gioco. «In caso contrario – sostiene – sarebbe un’altra occasione mancata».

Ma sta facendo il gioco di Berlusconi???

Vedrete che Forza Italia farà di tutto per prendere tempo e arrivare al voto a fine aprile o nel mese maggio.

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