Fine (presunta…) di un dittatore: inizio di un’altro?

Pubblicato: 21 febbraio 2008 da emiliano66 in Uncategorized

L’autopensionamento di Fidel Castro non e’ gia’ piu’ notizia da prima pagina.

Un tempo i dittatori comunisti scomparivano per un raffreddore. Ora, vanno in pensione lasciando ai figli l’incarico di proseguire il prestigioso percorso di distruzione economica dei paesi, di svilimento della popolazione e di incarcerazione dei dissidenti. 

Osserviamo ansiosi l’ evolversi di questa novita’, prendendo per il momento atto che il virus del raffreddore nella categoria di cui sopra e’ stato debellato.

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Parlo da straniero, e cioé che Cuba ha vissuto nella maniera migliore.
    Però io ho amato la Isla Grande. E non so se senza l’impronta di Castro sarebbe mai stata quella che è. Non c’è terra dei Caraibi che sia tanto famosa e salga alla ribalta (non solo per le bellezze naturali) quanto Cuba.
    Circa il cambio generazionale… non potrà essere la stessa cosa. Raul non è Fidel. E poi molto è cambiato nel mondo ed essere l’unico bastione del comunismo antitetico è inevitabilmente anacronistico.
    Temo un’invasione senza freni da parte del capitalismo in pochi mesi.
    A parte i fatti storici, critico il grande vecchio di non aver tentato (o forse non esserci riuscito) una graduale apertura della nazione e del popolo verso l’esterno per prepararlo all’onda – inevitabile – che subirà di qui a poco.

    PS: manco da L’Avana dal 2000. Forse è molto cambiata 😐

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