Euro record e petrolio sale: cercasi disperatamente economista esperto

Pubblicato: 28 febbraio 2008 da Dadi in Economia, Mercato, Notizie, Soldi
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eurodollaro.jpgTemo di aver buttato 5 anni di università e di aver fatto sprecare migliaia di euro (al cambio dell’epoca milioni di lire) tra tasse universitarie e libri di economia.

Ma io questa cosa proprio non la capisco.

Ieri l’euro ha toccato la cifra record di 1,51 contro il dollaro.
Sono chiari ed evidenti tutti i problemi legati alla bilancia commerciale, noi da paese che viviamo d’esportazioni.
Però con il petrolio la questione è meno chiara, dal momento che l’oro nero “NOI” lo compriamo.

Il prezzo del greggio è fissato in dollari; niente yen né euro: DOLLARI!

Andrebbe da se che se il controvalore di cambio si abbassa, debba inevitabilmente calare anche il prezzo relativo.
Questo vale per qualsiasi cosa che un qualsiasi cittadino, soggetto, impresa, corporazione, istituzione, etc., si trovi ad acquistare in valuta straniera.
Vale se compriamo un maglione di Ralph Lauren da $ 59,99 da Macys a Manhattan (che oggi pagheremmo meno di 40 euro) come l’appartamento vista mare su Miami Beach da 1 milione di dollari (che in una settimana ci ha fatto risparmiare più di 40 mila euro) oppure le licenze software che distribuiamo per conto della factory della Silicon Valley (molti System Integrator italiani stanno guadagnando tanti soldi – oppure riescono a praticare forti sconti ai clienti – proprio grazie a questa congiuntura positiva euro-dollaro).

barile.jpgMa non vale con il petrolio.
Si dice che i petrolieri, quelli dell’OPEC, un po’ ci giobbano. Ma dubito che abbiano il potere di decidere come aumentare il valore di un barile di petrolio in funzione del fatto che – in Europa – un po’ ci stanno perdendo. Se così fosse potrebbero decidere in via autonoma e dittatoriale che il prezzo è 200 dollari al barile (ma pure 300, anzi no: 500), tanto cosa gli puoi dire o fare?

Ecco allora la mia richiesta di intervento da parte di un esperto, un luminare che ci erudisca, ci faccia capire, in modo netto e semplice, senza ricorrere all’astruso supporto di qualche curva gaussiana, il perché di questo curioso (forse l’aggettivo giusto sarebbe ‘grottesco’) evento.

Speculazioni? Nessuno mi toglie dalla testa che è uno strumento – in atto non dagli sceicchi arabi ma da arrivisti delle nostre parti – per autorizzarli a fotterci!

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commenti
  1. emiliano66 ha detto:

    Il processo lo ha spiegato in questi termini, a Marketwatch, lo strategista valutario Michael Woolfolk della banca Mellon di New York: “Nel momento in cui il dollaro perde valore, parallelamente lo perde il prezzo del petrolio in barili, se lo consideriamo in prezzi non-dollari visto che la denominazione del petrolio è in valuta americana. Di conseguenza, i non americani puntano su un prezzo più alto del petrolio e di altre commodities denominate in dollari, con il risultato che il prezzo del petrolio e delle altre materie prime in dollari cresce. E la causa, appunto, è il dollaro che perde in valore rispetto alle altre monete”. La correlazione, in altre parole, secondo Woolfolk è inversa, anzichè essere diretta. Secondo A.F. Alhajji, professore di economia dell’energia alla Ohio Northern University, invece, “la svalutazione del dollaro si riflette direttamente sul prezzo del petrolio nel breve termine e indirettamente nel lungo termine”, perché gli investitori usano i mercati del futures per coprirsi contro i trend prevedibili, e le loro azioni possono alla fine influenzare i corsi stessi di questi stessi trend

  2. emiliano66 ha detto:

    E poi c’e’ un’altra considerazione: la domanda di pertolio e’ in crescita (molti la vedono legata all’entrata dei nuovi giganti quali Cina e India). La crescita comporta un incremento di domanda sull’offerta comunque contingentata causando un aumento del prezzo superiore a quello che e’ la svalutazione della moneta verde.

  3. Dadi ha detto:

    Grazie Emi.
    Il tono del mio post voleva essere ironico e non mi aspettavo una così interessante e significativa spiegazione; ma così è meglio.
    Ciò non di meno né la prima né (soprattutto) la seconda sembrano a mio avviso in grado di offrire una risposta completa a questa curiosa anomalia economica.
    Se il petrolio calasse ogni qual volta il dollaro si rafforza, allora forse… ma siccome non è così!
    Sono sempre convinto che a farla da padrone restano manovre speculative.

  4. Sraddino ha detto:

    Dadi, io la penso come te e mi faccio una domanda terra terra: sale il petrolio e la benzina sale, il petrolio scende e la benzina … sale???

  5. Dadi ha detto:

    poi andavo oltre, pensando al fatto che il petrolio ormai è legato all’andamento di troppi fattori esterni: che salga o scenda il prezzo del dollaro (e di converso l’euro) gli effetti di crescita si vedono sul petrolio.
    Fra un po’ anche il prezzo del latte influirà sul greggio …

  6. Sraddino ha detto:

    Secondo me sarà più probabile il contrario…. Sale il barile e i bambini piangeranno!!! 🙂

  7. pira ha detto:

    Ma non vi siete rotti i coglioni di dipendere da queste logiche speculative del
    cazzo….quando abbandoneremo la dipendenza dal petrolio? quando su questo blog si vedranno articoli su auto eletriche, energia solare, riciclaggio delle materie invece che moto e formula 1???
    scusate ma questa me l’avete proprio tirata.
    pira

  8. emiliano66 ha detto:

    Colgo l’occasione dello sfogo di PIRA per ribadire un concetto: le c.d. energie alternative (o in inglese Renewable Energy – Energia Rinnovabile) sono costose attualmente (nel senso che un MW prodotto da queste energie e’ ancora molto ma molto costoso). Per fare un elenco: eolica, solare (fotovoltaica e non), biomasse (e biodiesel), idrica (e idroelettrica), geotermica e cosi’ via. La migliore di tutte e’ quella nucleare di nuova generazione (quarta se non erro) dalla quale ci siamo allontanati per colpa di un maledetto referendum. Il primo produttore al mondo di Energie Rinnovabili e’ la Germania che con un programma finanziato e supportato dal Governo pensa di arrivare entro il 2020 al 20% del totale energetico prodotto da energie rinnovabili (attualmente e’ il 13%). L’Italia e’ lontana… ma proprio lontana. Nonostante le possibilita’ eoliche e solari non siano irrisorie.

  9. Dadi ha detto:

    @Pira: my dear, andiamo per ordine.
    1. qui si parla anche di ecologia, riciclaggio, politiche ecologistiche e sostenibili e di fatti tangibili; certo escludiamo le cavolate, tipo le auto elettriche che sono tutt’altro che valide perché (a) non hanno possibilità di grande diffusione per la mancanza di una rete di ricarica (se non hai il garage, come fai?), (b) hanno il problema delle batterie (mostruose) che una volta esuarite andrebbero smaltite e (c) vanno ricaricate e la corrente in Italia la produciamo prevalentemente con i sistemi termo-elettrici (carburanti fossili).
    2. ritieni che qualche argomento sia poco trattato? hai qualcosa da esprimere? fatti sotto: ‘sto blog è a tua disposizione.
    3. probabilmente gli sport motoristici si dovranno modificare nel prossimo futuro; e sono sicuro che essi – prima di altri – sapranno interpretare le nuove esigenze; ed essere da sprono per la società. Molte delle sofisticazioni che oggi permettono alle persone di viaggiare in tutta sicurezza derivano dalle competizioni. Non sarei così categorico dal cassarle in modo assolutistico.

    @Emi66: fuori del coro ti posso dire che invece io non sono così convinto che il nucleare sia la scelta giusta. Almeno non più. L’Italia (a torto o a ragione) è rimasta tagliata fuori. Ma avviare oggi una politica al nucleare i cui benefici probabilmente si vedranno tra 10-12 anni … mi lascia perplesso!
    Forse ci sono gli spazi per avviare la ricerca – seria e intensa – verso fonti alternative e più moderne; quali? non ne ho idea, non sono mica un fisico.

  10. Roby ha detto:

    1 minuto di pausa : fermiamoci a riflettere:

    Nel 2000: 1 $ = 1.2 €
    1 barile di petrolio = 60 $
    e quindi 1 barile = 72 €

    Oggi: 1 $ = 0.62 €
    1 barile circa 115 $
    e quindi 1 barile = 71,3 € (Oups !)

    La domanda è: se in Europa il barile costa uguale rispetto al 2000 perchè la benzina è aumentata così enormemente?
    La crisi del petrolio non sembra cosi drammatica per chi vende la benzina e lo stato che incassa le tasse, ne per l’Enel che aumenta le bollete, ecc….
    Sembra una bella presa in giro…
    Però pensate a cosa succederà se il dollaro si riprenderà!
    Allora saranno dolori!!!!
    Non abbiamo finito di pagare.

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