Il turismo: risorsa italiana dimenticata. Anzi bistrattata

Pubblicato: 3 marzo 2008 da emiliano66 in Economia, Inchieste, Mercato

La Borsa del Turismo, che si è tenuta a Milano negli scorsi giorni, ha fornito cifre che parlano molto più di una qualsiasi analisi socio-economica. Come ricorda Riccardo Viale nel Sole 24 Ore del 21 febbraio, l’Italia (prima meta turistica nel 1970) è ormai al quarto posto nella gerarchia delle destinazioni mondiali. Abbiamo grosso modo un terzo del patrimonio artistico del pianeta e una straordinaria gamma di attrazioni, dal mare alle montagne, ma il turismo rappresenta il 10,8 per cento del nostro prodotto interno lordo contro il 18,2% della Spagna. Insieme alla Francia la Spagna è ormai da qualche decennio il nostro più dinamico e insidioso concorrente. Ma sarà bene ricordare che la crescente domanda di viaggi e vacanze ha indotto tutti Paesi, anche i più ricchi, ad attrezzarsi per richiamare e accogliere turisti.
Per dare una idea della concorrenza che l’Italia dovrà affrontare nei prossimi anni, farò soltanto due esempi. In Germania il presidente dell’Associazione turistica del Meclemburgo-Pomerania dice che il Land vuole diventare «una meta turistica di primaria importanza» e si colloca senza esitazione nella categoria delle grandi potenze dichiarando che «nostri concorrenti sono Italia e Spagna». Le estati sono fresche, le coste ventose, il cielo spesso coperto. Ma le città anseatiche che si affacciano sul Baltico e sul Mare del Nord sono belle e accoglienti, mentre le grandi spiagge bianche di Travemünde e Heiligenendamm, hanno il grande fascino del Nord, quello che attirava Thomas Mann e la borghesia tedesca della sua generazione. La politica turistica dei Land tedeschi è favorita dalla costruzione di grandi infrastrutture: il ponte di 4.000 metri che collega Stralsund con la grande isola di Rügen, la nuova autostrada A20 (circa 400 km) che attraversa le regioni nord-orientali della Germania. Per meglio attrarre un turismo colto ed esigente, i tedeschi offrono anche svaghi culturali come un Giro di Germania che tocca i luoghi in cui i Fratelli Grimm hanno collocato le loro fiabe. In Nord Africa, intanto, la Tunisia accoglie ogni anno circa sei milioni di turisti, fra cui mezzo milione di italiani. Il Marocco ha un ambizioso programma (cinque miliardi di euro) per la costruzione di marine, alberghi e stazioni invernali. L’Egitto ha un programma turistico che prevede un considerevole aumento dei visitatori.
La ragioni del declino italiano sono state più volte elencate e analizzate: prezzi troppo alti, trasporti inadeguati, servizi spesso insoddisfacenti. A queste carenze occorre aggiungere poi l’insufficiente presenza del nostro Sud nel panorama turistico europeo. Le classi dirigenti e i politici delle province meridionali hanno trascurato la loro principale risorsa naturale e hanno fatto generalmente un uso pessimo, se non addirittura inconfessabile, dei fondi europei per le infrastrutture e lo sviluppo. Sono gli stessi fondi che, in altre mani, hanno permesso alla Spagna di scavalcarci. (Sergio Romano, Corriere della Sera 3 marzo 2008)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...