EOLO, l’auto ad aria è… volata via

Pubblicato: 13 marzo 2008 da Dadi in Ambiente, Blog, Economia, Energia, Industria, Mercato, Motori, Technology
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eolo_aircar.jpgVisto che tempo fa’ sono stato cazziato di essere più sensibile alla velocità che non all’ecologia, provo a far cambiare (un po’) quest’idea.

L’auto ad aria è… volata via” sembra essere proprio il titolo perfetto. Infatti parliamo di “Eolo” un’auto che avrebbe fatto a meno della benzina, di cui non se ne avrebbe più notizia.

Andiamo per ordine.
Guy Negre, ingegnere francese progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al mondo – e veniva messa in bella mostra in anteprima al Motorshow di Bologna – una macchina che possiamo dire essere rivoluzionaria: la “Eolo“; una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, leggerissima e ultraresistente. Di dimensioni, anche, interessanti: lunga 3,84 m., larga 1,72 e alta 1,75; praticamente una Citroen C3, un po’ più alta.

In grado di percorrere 100 Km con soli 0,77 euro (avete letto bene “settantasette centesimi di euro“), può raggiungere una velocità non proprio banale di 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell’uso urbano.
Dallo scarico nessun gas, oppure veleno, CO2, nitrato d’azoto, idrocarburo incombusto, olio, …; esce solo aria, a una temperatura di -20° circa, che, ancora più intelligentemente, può essere utilizzata d’estate per alimentare, senza sprechi di energia, l’impianto di condizionamento.
Come nel caso dell’auto elettrica, collegando Eolo a una normale presa di corrente, nel giro di 6 ore circa il compressore interno dell’auto riempie le bombole di aria compressa, che viene utilizzata per il suo funzionamento. Oppure in 3 minuti caricando aria già compressa (magari in appositi distributori, come avviene per la carica delle bombole da sub).
Capito la figata? e – a grande differenza dell’auto elettrica – non ci sono grosse batterie da dover poi smaltire quando esauste.
Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche e/o meccaniche la manutenzione è praticamente inesistente, pari a quella, per fare un paragone, di una bicicletta.

Alla presentazione, il prezzo indicativo fu stabilito in circa 18 milioni delle vecchie lire, nell’allestimento più semplice.

Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: lo stabilimento era in costruzione e la produzione doveva partire all’inizio del 2002.
Il motto era pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull’autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.

Insomma l’attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie.

Questa improvvisa scomparsa fece gridare allo scandalo: mentre qualcuno semplificava parlando di grossa bufala, girarono mail e catene di sant’antonio che riecheggiavano complotti dei potenti tesi a bloccare lo sviluppo in nome dell denaro, della meccanica tradizionale e – soprattutto – del petrolio.

Una frase catastrofista lamentava infatti:

Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l’idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia.
A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola, hanno usato Internet per far circolare informazioni.

La benzina oggi, l’idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati.
Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi né di cambi olio, che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos’altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa’, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che “l’informazione” ufficiale dica mai nulla, presa com’è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo….

invece delle inutili catene di S. Antonio, facciamo girare queste informazioni!!!
LA GENTE DEVE SAPERE!!!!!!!

eolo_06g.jpgSembrerebbe, comunque, che il progetto Eolo sia reale.
Infatti la CNN, per esempio, riporta un articolo datato 23 gennaio 2004, nel quale si cita “l’inventore Guy Negre, che nel sud della Francia afferma di aver sviluppato un’auto che va ad aria“, che raggiungerebbe le 70 miglia orarie (al cambio circa 112 km/h) e rimanda al sito di Aircaraccess. Negre dichiara nell’articolo di avere oltre 30 brevetti su questa tecnologia.
Una ricerca all’Ufficio Brevetti Europeo trova circa un centinaio di brevetti a nome di Negre, molti dei quali riguardano l’uso dell’aria compressa per la propulsione.

Anche il Corriere della Sera ne ha parlato a gennaio 2002, indicando che “la Eolo Italia ha in programma di avviare in primavera il primo stabilimento, che avrà sede a Rieti e che sarà in grado di produrre circa 8.000 veicoli all’anno. A questo saranno poi affiancate altre nove fabbriche di cui sono già state individuate le località: Carini (Palermo), Candela (Foggia), Tito (Potenza), L’Aquila, Narni (Terni) , San Giorgio di Nogaro (Udine), Broni (Pavia), Ostellato (Ferrara), Ferentino (Frosinone).”

Tecnicamente – dalle info che ho reperito sul web – utilizza l’espansione d’aria come vettore di energia. L’aria compressa esce da serbatoi a temperatura estremamente bassa e con pressione elevata, circa 300 bar. L’espansione dell’aria viene quindi utilizzata per muovere un pistone o una turbina collegati a un albero che determina il movimento.

Se siete dei maniaci ingegneristi, amanti dei dati ipertecnici, vi rimando a questo sito che ne ha ad abundantia: auto ad aria compressa.

In verità, complotti o meno, appare evidente la presenza di alcuni problemi non so quanto superabili, dal punto di vista tecnico: l’aria compressa che si decomprime (da alte pressioni) ha la pessima tendenza a raffreddarsi moltissimo (anche 40 gradi sotto zero) rischiando di far congelare la condensa presente nell’aria all’interno dell’impianto del motore bloccandolo dopo pochi minuti di utilizzo.
Inoltre – banalmente – abbiamo sembra sotto il sedere bombole da 300 bar, ossia circa 300 atmosfere; in caso di esplosione (in caso di incidente per esempio) si dovrebbe generare un botto da paura.

Produzione [fonte Wikipedia]: avrebbe dovuto essere messa in produzione già dal 2003 anche in Italia nel paese di Broni ma per problemi di varia natura con la MDI (Motor Development International) non si è riusciti né a costruirle né a metterle in commercio. I 76 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo furono messi in cassa integrazione e nel 2005 furono infine licenziati data l’impossibilità di iniziare la produzione.
eolo_models.jpgAnche se, sempre fonte Wiki, pare ci possa essere un ritorno in produzione. Il 7 febbraio 2007, infatti, il gruppo MDI ha annunciato di aver concesso al costruttore automobilistico indiano Tata Motors la licenza per la costruzione di prodotti che sfruttino la tecnologia del suo motore ad aria compressa. Su tutti i modelli, rispetto a quelli precedenti, si avrà un telefono vivavoce Gsm incorporato e un Gps ed, inoltre, una scheda elettronica per l’accensione. La messa in commercio in India è prevista per il 2008. Ormai ci siamo; avranno risolto i problemi? vedremo il risultato!

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commenti
  1. Sraddino ha detto:

    Speriamo di si, anche se ho paura che poi salirà il prezzo dell’aria 8)

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