Bollo sugli assegni: lo Stato combatte il riciclaggio con le gabelle

Pubblicato: 26 marzo 2008 da Dadi in Economia, Fisco, Legge, Notizie, Soldi
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assegno.jpgArriva il bollo sugli assegni [fonte: Mia Economia del 10/03/2008]

«Dal 30 aprile sarà più difficile e costoso utilizzare gli assegni che non hanno la dicitura “non trasferibile”. La tassa pari a 1,5 euro dovrà essere pagata per ogni assegno bancario, postale, circolare e vaglia cambiari e postali sempre rilasciati in forma libera.

Nella circolare 18/E del 7 marzo 2008, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’imposta di bollo prevista dalla nuova normativa antiriciclaggio (articolo 49, comma 10 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231) si aggiunge a tutte le altre disposizioni riguardanti l’applicazione dei bolli sui mezzi di pagamento e sui documenti bancari. …»

Veramente curiosa questa nuova circolare. Formalmente infatti sembrerebbe uno strumento per cercare di bloccare il fenomeno del riciclaggio del denaro sporco; anzi viene dichiarato in modo esplicito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare di inizio marzo scorso.
Ma io la vedo in maniera differente.
Mi appare evidente, infatti, che la mossa sia voluta dall’attuale governo, il quale sta mettendo in atto tutti i meccanismi possibili per fronteggiare l’evasione fiscale e cercare di attrarre a se nuove forme di introiti finanziari.

Il mio ragionamento poggia su 2 considerazioni decisamente inconfutabili: non sarà certo la penale di 1 euro e mezzo a bloccare le trattative di malavitosi che decidono di riciclare denaro proveniente da attività illecite. E inoltre già le precedenti limitazioni in tema di possibilità di emissione di assegni liberi di fatto escludeva la possibilità che fosse questo lo strumento più amato da mafiosi e criminali per tale opera.

La verità è che si vuole – elusivamente – colpire soprattutto i piccoli commercianti e artigiani, cercando di impedire che vengano pagati con assegni bancari trasferibili (magari anche emessi a ‘me medesimo’ e poi girati).
E se proprio questo fenomeno non si possa arginare, che almeno il fisco ci guadagni su.

Non soddisfa neppure le ulteriori regole previste dal DL 231/2007 per cui su assegni bancari, postali, circolari e vaglia postali o cambiari liberamente trasferibili per importi inferiori a 5 mila euro si dovrà recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante; mentre se per importi pari o superiori a 5 mila euro dovrà essere indicato il nome o la ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Questo perché aiuta solo il fisco a verificare la riscossione puntuale del bollo e tenere sotto controllo chi fa’ uso di questi strumenti di pagamento.
Mentre è assolutamente ininfluente per la lotta all’evasione (quella grossa e milionaria) e al riciclaggio di denaro sporco.

Consiglio: se volete evitare – almeno – di pagare 15 euro su 10 assegni (il formato tipico del libretto rilasciato in banca) vi suggerisco di accaparrarvene uno o due prima della fatidica data del 30 aprile 2008: salvo modifiche, al momento i vecchi carnet non rientrano nella disposizione. Anche se le previsioni sono che gli istituti di credito li esauriranno rapidamente.

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commenti
  1. Daniele ha detto:

    Vorrei lasciare questo commento solo per evitare che si cada nell’errore visto che in molti cercano sul web informazioni a riguardo. per quanto riguarda gli assegni è vero che quelli ritirati prima del 30 aprile sono sprovvisti di bollo ma, lo stato ha pensato già a come “fregarci”..

    Ecco qui nel dettaglio specifico come funzionerà:

    – Per emettere un assegno che sia TRASFERIBILE bisognerà presentarsi nella propria banca e richiedere esplicitamente un carnet di assegni trasferibili, pagando 1,50 € su ogni “fogliettino”;

    TUTTI gli assegni sprovvisti di bollo, o da 5000 € in su (si, son proprio fiscali ^^’ ) sono obbligatoriamente NON TRASRFERIBILI;

    TUTTI gli assegni sprovvisti di bollo, anche se inferiori a 5000 € saranno NON TRASFERIBILI in ogni caso.

    Per gli assegni emessi con i vecchi carnet ed in scadenza dal 30 aprile a seguire, se inferiori a 5000 € applicandogli il bollo potranno esser trasferibili (in ogni caso col codice fiscale), se da 5000€ a salire su obbligatoriamente non trasferibili, se inferiori a 5000€ ma senza bollo.

    spero di esser stato chiaro, tenuto conto che sono a lavoro e sto facendo le fatture ^^’

    Daniele

  2. Dadi ha detto:

    @Daniele, sei stato chiaro.
    Però io non ho trovato info in tal senso (ma questo non vuol dire nulla). E, soprattutto, qualcosa mi suona strano: pure con un governo siffatto!!
    Mi spiego con una domanda.
    Ipotesi: io ho un libretto d’assegni ritirato alla banca quando il disposto probabilmente era solo un embrione.
    Il 1° maggio p.v. faccio un assegno ‘trasferibile’ di, diciamo, 2.000 euro. Pago o non pago il bollo da 1,5 euro?
    Che io sappia dall’entrata in vigore del disposto sui vecchi assegni non si paga il bollo ma si è obbligati – questo sì – al rispetto delle altre condizioni a contorno (trasferibilità solo fino all’importo “inferiore” a 5 mila euro, obbligo della girata con C.F., etc.).
    Ecco perché penso che ritirando un libretto oggi, e per tutta la durata del mese di aprile, non ci possa essere alcun adeguamento, anche perché – mi sembra evidente – questo sarebbe contrario alla legge (non essendo in vigore).
    Ti prego, per la ns. e altrui conoscenza, di darci maggiori ragguagli.

  3. Simbionte ha detto:

    perchè a lamentarsi sono sempre i soli commercianti che pian piano si ritrovano “costretti” a dover rispettare la legge? Era ora che si iniziasse a eliminare i truffatori, nella speranza che arrivi il giorno che tutti paghino le tasse.

  4. iBronzi ha detto:

    BE ATTENTION: nessuno (almeno non da questa sponda) è contrario al fatto che i commercianti paghino tutte le tasse che debbono pagare.
    Ma che senso ha pagare un bollo sugli assegni trasferibili? che c’entra con “bisogna pagare le tasse”? e poi non mi sembra che verrà pagato solo dai commercianti!!

  5. Dadi ha detto:

    @Simbionte, hai spostato la questione su un altro punto.
    Se viene detto (leggi la circolare) che la disposizione è in materia di “anti-riciclaggio” non può (e non deve) essere per la lotta all’evasione. Quindi la tua visione, giusta in senso lato, è sbagliata nello specifico.
    L’aggiunta della tassa di 1,5 euro ad assegno libero, inoltre, non è garanzia di alcunché, né in termini di evasione né di antiriciclaggio, perché in entrambi i casi non saranno 1,5 euro a bloccare azioni criminose: ce li vedete i grandi mafiosi ed evasori che si scambiano assegni bancari da poche migliaia di euro!!! mi sembra proprio una considerazione puerile.
    Ma il suddetto bollo lo pagheranno tutti, anche i lavoratori subordinati, i pensionati, quelli che – si ama dire in questi casi – le imposte le pagano alla fonte. Anzi sarà proprio questo grande bacino che offrirà qualche decina di milioni di euro alle casse dell’erario.

  6. ChiamamiAquila ha detto:

    Ma dove lavorano quelli dell’Agenzia delle Entrate, a Paperopoli? adesso è chiaro perché le cose vanno così male in Italia!!!!!!! 😦

  7. Sammy ha detto:

    RAGA MA NN VI SIETE ROTTI LE P…E KE LO STATO SI SVEGLIA E METTA 1 NEW TASSA A PIACERE???
    E NOI ZITTI!!!!

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