La rivolta in Tibet orchestrata da Pechino

Pubblicato: 4 aprile 2008 da elefante60 in Mondo, Notizie
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Stanno uscendo sempre più verità dietro il torbido affaire del Tibet.

Guardate la foto seguente (via satellite, from: Britain’s GCHQ, the government communications agency) scattata prima degli scontri e la rivolta di Lhasa. Il titolo può ben essere: “Ecco i monaci che hanno causato le violenze a Lhasa!!!

i_veri_monaci_cinesi.jpg

Secondo la fonte Canada Free Press [Venerdi, 21 Marzo, 2008 10:20] spie britanniche confermano la denuncia del Dalai Lama sulle violenze inscenate
di Gordon Thomas

Londra, 20 Marzo – Britain’s GCHQ, l’agenzia governativa delle comunicazioni che controlla elettronicamente mezzo mondo dallo spazio, ha confermato la rivendicazione del Dalai Lama che agenti dell’Esercito Popolare di Liberazione, l’EPL, travestiti da monaci, hanno innescato le rivolte che hanno lasciato dietro di sé centinaia di morti e feriti tibetani.

Gli analisti della GCHQ ritengono che la decisione fosse deliberatamente calcolata dalla leadership di Pechino per fornire una scusa per schiacciare il malcontento che ribolliva nella regione, che sta già attirando la sgradita attenzione del mondo proprio durante la corsa alle Olimpiadi di questa estate.

Per settimane c’è stato un crescente astio a Lhasa, la capitale del Tibet, contro azioni minori compiute dalle autorità cinesi.

I monaci hanno guidato sempre più azioni di disobbedienza civile, chiedendo il diritto di compiere il tradizionale rito d’incensi bruciati. Alle loro richieste si unisce il grido per il ritorno del Dalai Lama, il 14esimo a tenere la massima carica spirituale.

Impegnato ad insegnare i punti fermi della sua autorità morale–pace e compassione–il Dalai Lama aveva 14 anni quando l’Esercito Popolare di Liberazione invase il Tibet nel 1950 e fu costretto a fuggire in India da dove ha condotto senza sosta una campagna contro la durezza del dominio Cinese.

Ma i critici hanno obiettato sulla sua attrazione per le star dei film. Il magnate dei giornali Rupert Murdoch l’ha definito: “un monaco molto politico con scarpe Gucci”.

Scoprendo che i suoi sostenitori dentro il Tibet e la Cina sarebbero divenuti ancora più attivi nei mesi precedenti le Olimpiadi di quest’estate, I funzionari della British Intelligence a Pechino hanno compreso che il regime avrebbe cercato una scusa per muoversi e schiacciare l’attuale malcontento.

Questo timore è stato pubblicamente espresso dal Dalai Lama. I satelliti del GCHQ, geo-posizionati nello spazio, erano incaricati di monitorare da vicino la situazione.

Il complesso a forma di ciambella, vicino all’ippodromo di Celtenham, è situato nel piacevole Cotswords ad ovest dell’Inghilterra. Con 700 dipendenti, include i più grandi esperti elettronici e analisti del mondo. Tra di loro si parla più di 150 lingue. A loro disposizione ci sono 10.000 computers, molti dei quali sono stati appositamente costruiti per il loro lavoro.

L’immagine che hanno scaricato dai satelliti ha fornito la conferma che i Cinesi hanno usato agenti provocatori per iniziare le rivolte, cosa che ha dato all’EPL la scusa per muovere su Lhasa e uccidere e ferire durante l’ultima settimana.

Ciò che il regime di Pechino non si aspettava era che le rivolte si sarebbero diffuse, non solo attraverso il Tibet, ma anche nelle province del Sichuan, Quighai e Gansu, trasformando una larga parte della Cina occidentale in una zona di battaglia.

Il Dalai Lama lo ha chiamato “genocidio culturale” e si è offerto di dare le dimissioni come capo delle proteste contro il governo cinese al fine di portare la pace. L’attuale agitazione è cominciata il 10 Marzo, segnando l’anniversario della rivolta del 1959 contro il regime cinese.

Comunque, i suoi seguaci non stanno ascoltando il suo “messaggio di compassione”.

Molti di loro sono giovani, disoccupati ed espropriati di ogni diritto e rifiutano la sua filosofia della non-violenza, credendo che la sola speranza per un cambiamento sia l’azione radicale che stanno portando avanti.

Per Pechino, l’urgente bisogno di trovare una soluzione alla rivolta sta diventando un crescente imbarazzo.

Tra 2 settimane, le celebrazioni nazionali per i Giochi Olimpici inizieranno con la tradizionale accensione della torcia. E’ previsto che i teodofori passiono per il Tibet. Ma la torcia potrebbe ritrovarsi ad essere portata dai corridori in mezzo a palazzi e templi in fiamme.

Un segno di questa urgenza è che il primo ministro Cinese ha ora affermato che è pronto ad aprire un dialogo col Dalai Lama. Poco prima di questo annuncio, il primo ministro britannico Gordon Brown ha dichiarato che avrebbe incontrato il Dalai Lama durante la sua visita a Londra il prossimo mese. Questa è la prima volta che entrambi i leaders hanno proposto di incontrare il Dalai Lama.

Speriamo bene.

Il Tibet libero significa il sogno di un mondo più libero.

Vi segnalo la possibilità semplicissima di mandare una e-mail all’ONU, attraverso il sito di Beppe Grillo.

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commenti
  1. Dadi ha detto:

    Se confermato, E’ GRAVISSIMO!!!
    Sono sempre più convinto che bisogna contrastare la Cina, finché siamo in tempo!!!

  2. realmonk ha detto:

    la triste domanda è … siamo in tempo.
    secondo me il boicottaggio totele delle olimpiadi potrebbe essere un buon inizio.
    certo dovrebbe essere seguito dal boicottaggio della merce prodotta in cina (e questo è veramente difficile perché colpiesce profondamente tutti noi …) per cercare di costringere le multinazionali ad investire di meno in un paese in cui i diritti umani sono un puro sogno.
    FREE TIBET !!!

  3. realmonk ha detto:

    p.s.: comunque ancora una volta la comunità internazionale mostra la sua vera faccia … forte e dura coni deboli, accomodante e comprensiva con i forti …

  4. Dadi ha detto:

    Se si cominciasse con far sentire la propria voce, forse qualcosa sarebbe possibile.
    Rinunciare oppure piangere che non è possibile cambiare nulla è la prima forma di sconfitta!!
    Io – e l’ho già dichiarato nel post sulle ‘Olimpiadi cinesi macchiate di sangue’ – per parte mia non seguirò la manifestazione in alcun modo. Se tutti faranno come me il danno sarà milioni di volte maggiore rispetto all’apparente diserzione da parte di un politico dell’inaugurazione dei giochi!
    Tristemente vero (il P.S.).

  5. realmonk ha detto:

    grande proposta dadi … perchè non ci facciamo promotori tramite il nostro mitico k-log di una campagna di “disobbedienza televisiva” alle olimpiadi ? ci pensate ad uno share bassissimo per tutte le manifestazioni legati alle olimpiadi … bel danno e bel segnale di protesta civile … se gli stati non boicottano la manifestazione le boicottiamo noi con un segno tangibile di incisiva rivolta democratica.
    potremmo lanciare uno slogan tipo … SPEGNI LA TV ALLE OLIMPIADI, ACCENDI LA SPERANZA PER LA LIBERTA’.
    che ne dite ? lavoriamoci su e lanciamo la nostra proposta in rete … facciamoci sentire, magari postiamo sul sito di beppe grillo e facciamo dell’onesto spamming a tappeto … cosa ne dite fratelli della filibusta ? alziamoci e partiamo !!!

  6. emiliano66 ha detto:

    Prima domanda: e’ vero che voci di corridoio dicono che i monaci buddisti al tempo in cui governavano mantenevano il paese in un assetto medievale e per niente libertario?

    Seconda domanda: ma il Dalai Lama vuole governare in Tibet? Vogliamo un Governo “religioso”…? Il PAPA RE NO! Ma il Dalai Lama si’?

    Terza domanda: il Tibet e’ interno alla Cina, non e’ un’altro Stato… o no?

    Insomma un po’ di informazioni a favore del sottoscritto e di tutti

  7. Dadi ha detto:

    @Monk, sai che sono pienamente d’accordo.
    @Emiliano: sei sempre abbastanza categorico nelle tue affermazioni (vedi anche il tuo atteggiamento sul tema dei c.d. “amici di Grillo”). I) Cosa c’entra cosa potessero fare i monaci buddisti un tempo? e poi quando? non vorremo giudicare la Germania perché 50 anni fa’ c’era il nazismo di Hitler!? II) Noi non vogliamo un governo religioso; semmai lo vogliono i tibetani e – voglio sperare – non debbono chiedere il permesso a noialtri su chi li debba gestire! III) Che il Tibet sia interno alla Cina poco importa: è sempre stato un popolo, un etnia, una cultura, etc. differente e ben distante da quella cinese (o forse sono io che mi sbaglio?); è stato annesso con metodi tutt’altro che democratici; e quello che desiderano è essere lasciati in pace: neppure vogliono veramente l’indipendenza dalla Cina; la quale ha operato e sta facendolo anche in questo momento azioni di coercizione armata e violenta verso i dimostranti. Non mi pare che sia neppure lontanamente opinabile lasciare al suo destino quel popolo.

  8. emiliano66 ha detto:

    Careo Dadi,
    le mie non sono affermazioni, bensi’ domande.
    Il Tibet e’ parte della Cina: Si o No? Se NO perche’ no? La domanda me la pongo visto che il Kosovo non fa parte della Serbia per alcuni e altri si, Taiwan e’ parte della Cina per alcuni e altri no, alcuni vorrebbero i Paesi Baschi fuori dalla Spagna e forse anche la Catalogna. Le Fiandre vorrebbero staccarsi dalla Vallonia. Diciamo di si’ a tutti? Quindi prima di dire FREE TIBET ne passa di acqua.
    Sono contro i GOVERNI RELIGIOSI. Quindi MONACI presidenti non mi piacciono. Comprendo e difendo la liberta’ religiosa ma non voglio uno stato religioso.
    Se uno Stato ha avuto una esperienza nefasta con i monaci buddisti perche’ la devono ripetere? Noi abbiamo abbandonato la Monarchia, se non sbaglio senza guardarci troppo indietro.

  9. realmonk ha detto:

    Caro Emi, che mi risulti il dalai lama non ha nessuna intenzione di governare il paese, quello che si chiede è soltanto il rispetto dei diritti fondamentali, argomento a cui il governo comunista cinese non mi sembra presti particolare attenzione (basti il riferimento alla condanna a morte irrogata con fantasiosa leggerezza, certo stando attenti a non uccidere immediatamente il condannato per rivendere gli organi; lo sfruttamente dei lavoratori; il totale disinteresse per l’ambiente …, insomma non credo che ci sia bisogno di dare ulteriori spiegazioni …)
    Peraltro credo che i tibetani non chiedano neanche l’indipendenza ma solo che sia riconosciuta una forma di autonomia in cui i diritti umani siano rispettati (su questo punto è quanto meno singolare la posizione della comunità internazionale che si è interessata e spesa per il kosovo – non era una parte della serbia ? – e tace per il tibet … come si taceva e si tace permolte altre parti del mondo).
    Come spesso accade non mi interessa cosa i tibeati vogliano fare della loro libertà, mi interessa semplicemente che siano liberi di scegliere o comunque di manifestare il proprio pensiero ed il proprio credo religioso.
    Per quanto riguarda lo “stato confessionale” nulla è più lontano dai miei pensieri.
    la nostra iniziativa vuole essere un grido, forse nel deserto, perché i diritti umani siani finalmente rispettati anche da un gigante come la Cina che degli essere umani e dei principi fondamentali dello stato di diritto si è sempre totalmente disinteressato.
    SWITCH OFF OLIMPIC GAMES, SWITCH ON FREEDOM !!!
    che ne dite dello slogan in inglese ?

    ulteriori approfondimenti sono graditi.

    • LU ha detto:

      Tibet è un regione autonomo di Cina…
      più libero più automo di questo che vuoi? viene riconosciuto l’indipendenza?
      credi tutto quello che ha detto lui è vero?
      una persona che dice”picchiare non è la violenza”, è pacifico??
      seconde, se questa “rivolta” non è organizzato lui, e chi ha questo potere?
      per chiarire una cosa…nel 09/1987, lui ha detto che Tibet è uno stato indiendente..secondo te cosi è un uomo che vuole soltanto “alta autonomia” come ha detto lui…
      è tranne “Diritti umani”, “libertà religiosa, espressione, politica”, “fine della cultura tibetana” lui cosa ha detto….sempre stesse cose, non da fastidio?
      sai come oggi Tibet? il PIL e reddito dei tibetani? e sotto dominio di Dalai, 50 anni fa come sono?
      95% tibetani sono schiavi, e non hanno niente diritto…..pensa un po’ al feudalesimo
      lui è come re…e aveva tutti le cose di lusso, ma gli schiavi?? sono nati dai genitori schiavi e sono sempre schiavi….lo stesso sono analfabetici

  10. LU ha detto:

    ma questo è un foto di settembre 2001, quando stanno facendo un episodio di un film.
    ormai, uniforme dei militare cinese è cambiato, non è più quello.
    come di permetti di mettere un foto non è vero, e dicendo le cose senza pensarci sulla verità, e quante cose sai sullla situazione del Tibet, sei stato a Tibet? o secondo te tutto quello che diceva in televisione, in web sono tutti veri..
    scasa per l’errore grammatigare….ma concetto è questo…

    • Dadi ha detto:

      @LU, immagino che tu sia cinese per il modo con il quale ti accalori.
      Innanzitutto io credo che i fatti brutti che si sono avuti a Lhasa siano veri, dal momento che una grande parte della stampa MONDIALE l’ha denunciato.
      Ciò detto, è evidente che quello che è male spesso è la rappresentazione di quello che vogliamo o crediamo; come al contempo non è tutto oro quello che luccica: inveiamo contro il sistema giuridico della Cina e però pochi rimarcano che negli USA (il baluardo della libertà e democrazia) è stato da poco condannato alla pena capitale una persona rea di aver appiccato roghi pericolosi in California nei quali sono periti 5 vigili del fuoco (quindi credo sia la prima condanna per omicidio non premeditato nel mondo c.d. libero).

      Però un popolo, una nazione, uno stato, una repubblica si può dire libera quando nessuna privazione, nessun torto, nessuna imposizione può arrivare dallo Stato. Non credo di sbagliare, ma i fatti di Tienanmen sono avvenuti in Cina, mica in Belgio, oppure in Argentina. Sono passati 20 anni, ma dubito che il sistema sia completamente mutato.

      E’ difficile riuscire a perorare la causa di un governo che ritiene i diritti umani una questione marginale e da non osteggiare fin tanto che non da fastidio al potere.

      Poi può darsi che nella provincia “autonoma” del Tibet non sia tutto rose e fiori: ma sarebbe cosa buona e giusta che lo denunciassero i tibetani e non che fuggano dalla polizia cinese. Anche se fosse vero quello che dici, non si compatte violenza e ingiustizia con altrettanta violenza e ingiustizia: per fare un esempio, è come se il governo del mio paese mettesse a ferro e fuoco la Sicilia per sconfiggere la mafia. Sarebbe una bella stronzata, non credi?

      Infine, circa la lamentela che proponi, questi sono messaggi e foto che sono passate su fonti della stampa, che difficilmente penso che traggano qualche vantaggio a dire cose sbagliate o equivoche; poi gli organi ufficiali (in tal caso l’agenzia governativa inglese) avrebbero smentito, e non mi risulta.

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