Elezioni 2008: è andata bene o male?

Pubblicato: 15 aprile 2008 da Dadi in Italia, Parlamento, Politica
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Indipendentemente da chi ha vinto e chi no, anche le attuali politiche ci hanno proposto alcune chicche. Anzi in un certo modo probabilmente queste entreranno nei libri di scuola, dal momento che i partiti (e politici) di manifesta estrazione social-comunista sono rimasti per la prima volta dall’unità di Italia a oggi – straordinariamente – esclusi; insieme anche agli estremi sia di destra che di sinistra. Passando il turno – con la parziale affermazione dell’UDC – quindi soltanto le frange moderate.

Voglio analizzare allora 4 punti che mi hanno colpito e hanno caratterizzando le presenti elezioni politiche italiane.

Uno (anzi 2) su 1.000 ce la fa’

Se prendiamo la somma delle quote di ciascun dei due raggruppamenti principali (in toto), raggiungiamo la quota approssimativamente dell’84% (46,5 il CD e 37,5 il CS). Ho sentito politici (ovviamente tra quelli esclusi) che condannano la situazione per mancanza di rappresentatività dell’Italia. Ma cosa ci doveva essere di più? un cataclisma? Quasi 9 italiani su 10 hanno espresso in modo netto che vogliono questo stato di cose; che si rispetti il volere del popolo!
D’altra parte capisco chi critica; è spaventato, non tanto perché non percepirà il lauto stipendio da parlamentare per i prossimi anni, ma perché sa che se i vincitori si dovessero accomunare in una nuova riforma elettorale che sancisce uno sbarramento, per esempio, al 10%, si decreterà definitivamente la morte di tutti i partitini che hanno popolato la nostra galassia politica. Ovvero, Riposa In Pace: Verdi, Partito Socialista Italiano, Per il bene comune, Udeur, Sinistra Critica, La Destra, etc. Una cosa buona questa legge elettorale alla fine pare sia riuscita a farla.

Exit poll sbagliati

Non è la prima volta che i primi EP parlano di valori completamente (o significativamente) differenti da quelli reali.
Di norma – successe già nelle 2 precedenti edizioni – noto un valore iniziale migliore per il centro-sinistra mentre le previsioni per il centro-destra sono sempre peggiori di quelle vere. Non ne è stata esente questa volta, con i dirigenti del PD a festeggiare nelle prime ore del pomergiggio di lunedì 14 aprile, salvo poi vomitare in serata tutto lo champagne che avevano ingurgitato.
Le ragioni? tutte supposizioni. E allora provo a lanciare anche la mia ipotesi: l’elettore del CS è più espansivo e difficilmente si tira indietro quando gli viene richiesto di replicare il voto dell’urna; inoltre è orgoglioso di quello che ha espresso e di rafforzarlo nuovamente davanti ai sondaggisti (chissà, forse spera che così il voto valga due volte 🙂 ).
Viceversa l’elettore tipo del CD è più timido e preferisce non esporsi (una sorta di “non è che qualcuno poi lo viene a sapere?”). Allora o non accetta, oppure, se lo fa’, può anche dare risposte sballate; anche per burlarsi di quei palloni gonfiati che si tronfano di sapere la verità! Basta che 2 o 3 elettori ogni 100 spara la bagianata ed ecco che i dati di previsione finiscono per essere totalmente sballati anche del 3-5% (ricordiamo che, nel gioco elettorale, un voto dato all’uno vale doppio in percentuale perché viene tolto all’altro).

Affluenza scarsa

Tema tanto caro in ogni elezione. Chiaro la questione è tanto più accesa per chi le elezioni le perde, e teme di aver perduto proprio per colpa degli astenuti; che invece di norma sono spesso suddivisi al 50% tra l’uno e l’altro schieramento (vuoto per pieno). Allo stesso tempo, in questo particolare evento è argomento assolutamente falso in quanto, a ben vedere, è stato abbondantemente superato l’80% dell’elettorato totale; che paragonato ad altre democrazie non solo non è un dato malvagio, ma viceversa assolutamente fantastico. Mi rendo conto che comparandolo al 2006 (84,04%)… Ma è veramente voler cercare il pelo nell’uovo. Non potevamo mica attenderci cose differenti; anche perchè in quell’occasione fu un dato incredibilmente eccezionale. E poi, ammettiamolo: è stata la campagna elettorale più brutta che ricordi.

Italia spaccata in DUE

Altro tema che adesso viene ribadito, quasi fosse una bestemmia.
Ma – facendo mie le parole di Feltri, che di norma non apprezzo alla follia ma questa volta ha detto una sacrosanta verità – non c’è niente di più corretto. Così dovrebbe essere, come avviene nelle più moderne realtà occidentali (prime tra tutte Stati Uniti e Inghilterra).
E’ un sistema moderno e semplice, che – oltretutto – svuota della possibilità offerta, per troppi decenni, ai politici di poter rimpallare la responsabilità a questo o a quella causa, estranea alla loro volontà!

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commenti
  1. emiliano66 ha detto:

    Dadi, in 4 concetti la realta’ dei fatti. Gli Italiani hanno deciso. Ha votato l’80% che comparato con altri Paesi disaffezionalti alla politica e’ una percentuale altissima. La tanto vituperata legge elettorale una cosa buona per il momento ce l’aveva. In 2 e’ piu’ facile verificare se l’interesse dell’Italia e’ comunque tutelato: mi aspetto una opposizione dura ma seria che voti a favore di evidenti migliorie al Sistema Italia.

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