Felipe Massa cala il tris al GP di Istanbul

Pubblicato: 11 maggio 2008 da Dadi in Ferrari, Formula 1, Motori, Sport
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Lo dico subito così mi tolgo il peso: se fosse stato solo per Massa e Raikkonen la gara in Turchia sarebbe stata una noia mortale.
Ovvero meno male che ci sono stati piloti agguerriti e motivati (coinvolti meno nei calcoli mondiali) come Kovalainen, Rosberg, Trulli, Piquet e lo stesso Alonso ad animare la giornata turca.

Alla fine la Ferrari festeggia alla grandissima. Poteva andare meglio, ma ha vinto, con Massa, e ha portato l’altro pilota sul podio al terzo posto; consolida ancor più la sua leadership nel campionato marche (+19 punti sulla BMW-Sauber e +21 sulla McLaren-Mercedes; la Williams, 4^ con 50 punti esatti di distacco dalla rossa, non la prendiamo neppure più in considerazione); e infine Kimi Räikkönen resta pur sempre in testa al mondiale piloti d’avanti ad Hamilton che a conti fatti, con tutto l’ambaradam che ha armamentato, gli ha strappato solo 2 punti (ora il distacco è di 7 lunghezze), mentre si è avvicinato molto Massa (28 punti a parimerito proprio con l’anglocaraibico della McLaren).
Inoltre dalla gara turca ne esce un po’ ridimensionata la BMW: Kubica 4° e Heidfeld 5° hanno solo ribadito che sono la 3^ forza del campionato. Bravi e volitivi, ma il discorso mondiale sembra cosa esclusiva del duo della Ferrari più Hamilton.
E’ indubbio comunque che i 3 team siano i veri mattatori, se è vero come è vero che i primi 6 posti in classifica iridata sono coperti proprio dai 6 piloti delle suddette squadre.

Festeggia più di tutti il brasiliano di casa Ferrari, che ottiene per il terzo anno consecutivo la pole-position e la vittoria. Dice che gli piace tanto la pista di Istanbul; al punto che Luiz Antonio Massa, il padre di Felipe, ha scherzato rivelando prima della gara che se il figlio avesse vinto anche oggi avrebbero pensato di comprare casa da queste parti.
Festeggia inoltre il terzo podio consecutivo (due primi posto e la seconda piazza nello scorso GP di Spagna), dopo il pessimo esordio con i due ritiri in Australia e Malesia, che lo proiettano ora senza troppe ombre molto in alto in classifica facendo sognare ambizioni iridate.

Prepotente e curiosa la gara all’Istanbul Park dell’unico pilota che poteva impensierire lo strapotere Ferrari: Lewis Hamilton si è piazzato al secondo posto con una strategia di gara che lo ho portato a puntare alle 3 soste. Pare che la ragione fosse nel miglior bilanciamento che la sua MP-4 con pneumatici duri, mentre soffriva parecchio con le gomme morbide: la necessità di fare uno stint molto corto con queste ultime gommature potrebbe essere la vera ragione di una simile condotta di gara; e non proprio una strategia studiata a tavolino per cambiare le carte in tavola e tentare qualcosa per minare lo strapotere Ferrari.
Comunque ben venga e ha pagato. Anche se Massa è sempre stato imprendibile; e forse Kimi ha pagato la brutta partenza al via e quella toccatina con Kovalainen proprio alla prima curva. Si è visto che il suo muso ha avuto una flessione nell’urto con il pneumatico di Kovalainen (che ha costretto il finlandese della McLaren a rientrare subito ai box per sostituire le gomme). Ma probabilmente o non ha subito alcun danno oppure i tecnici hanno supposto che il tempo che sarebbe servito per sostituire il musetto sarebbe stato superiore al tempo che questo accidente faceva perdere al giro alla vettura di Raikkonen. Fatto sta che è andato bene solo nella prima parte di gara e poi dopo il cambio gomme (ancora morbide, riconoscibile per la banda bianca sul battistrada) una corsa senza infamia e senza lode. Si sperava allora nell’ultimo tratto, quando si sarebbero trovati l’inglese della McLaren e il pilota della rossa molto vicini, ma con il ferrarista con gomme dure, mentre l’altro doveva finalmente usare le morbide.
Anche in questo caso però nessun sussulto particolarmente acuto. Si è avvicinato, Raikkonen, anche sotto un secondo, ad Hamilton, ma niente di più; quasi preferisse accontentarsi del 3° posto che lo manteneva in cima alla classifica. Chi si contenmta gode, come si dirà in finnico?

Per la cronaca della gara rimando al prossimo post, “La cronaca del GP di F1 di Turchia 2008“.

I prossimi due appuntamenti sono sulla carta pessimi per la rossa di Maranello; storicamente Montecarlo e Montreal sono piste lente dove la Ferrari storicamente si è sempre trovata poco a suo agio.
Si parla di un progetto evolutivo proprio per la gara monegasca. I piloti sono motivati e l’auto ha un passo decisamente più corto che dovrebbe penalizzarla meno sullo stretto.
Staremo a vedere.

Chiudo con la mia solita classifica dei ritiri. Il gran premio di Turchia, però, è stato funestato da pochissime uscite, meravigliosamente, (3 in tutto): il più grave in termini di auto coinvolte è stato quello di Fisichella che non misurando bene il punto di frenata alla prima curva è volato con la sua Force India sopra la Williams di Nakajima (entrambi fuori) che ha comportato l’entrata della prima e unica volta della safety car; rimasta in pista comunque appena un paio di giri, e quindi non ha stravolto il ritmo e le strategie di gara.
La terza auto ritirata, manco a dirlo, una Toro Rosso.
Dopo 5 gare:

1. Toro Rosso   8 (6)
2. Renault   4 (2)
3. Ferrari   3 (1)
4. Super Aguri   3 (1)
5. Toyota   3 (2)
6. Honda   3 (3)
7. Force-India   3 (3)
8. Red Bull   2 (2)
9. Williams   2 (1)
10. BMW   1 (1)
11. McLaren   1 (1)
         
  (incidenti)      
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